Quattro scuole, quattro viaggi, quattro progetti a confronto

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Stanco dei soliti sapori? Hai ospiti a cena e non sai come colpire il loro palato? Abbiamo la soluzione che fa proprio al caso tuo! Da oggi, acquistando nei supermercati peperoncini, melanzane, olio e miele aiuterai la cooperativa "Valle del Marro", che lavora in Calabria nei terreni confiscati alla mafia. Così non porterai in tavola soltanto un gustoso peperone, ma il sapore della legalità!.

Non è uno spot qualsiasi. A pensarlo, scriverlo e leggerlo - proprio come se stesse andando in onda alla radio - sono stati alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto "Noi con gli altri". Insieme a tutti i protagonisti del progetto - le classi, gli insegnanti, i rappresentanti della cooperativa e delle associazioni partner - si sono ritrovati al Centro di formazione Coop di Montelupo, per un momento comune di racconto e di riflessione sulla loro esperienza e sui diversi modi per raccontarla agli altri. A cominciare dai genitori, ospiti d'onore nel pomeriggio.
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La mattina, dopo un'introduzione di Daniela Mori, responsabile Educazione al consumo consapevole di Unicoop Firenze e coordinatrice del progetto "Noi con gli altri", i progetti in India, Camerun, Brasile e Calabria sono stati illustrati da quattro video e dagli stessi ragazzi, che avevano preparato delle slide di presentazione che hanno accompagnato le loro testimonianze. In platea, ad ascoltarli, anche il presidente di Unicoop Firenze Turiddo Campaini.
Il lavoro è poi proseguito con l'organizzazione di gruppi dedicati ai "diversi linguaggi della solidarietà": ad ognuno è stato affidato un diverso strumento di comunicazione - radio, giornale, tv, grafica - attraverso il quale far passare un messaggio sugli obiettivi del progetto.

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I linguaggi della comunicazione
Il gruppo "Sulle frequenze della solidarietà", condotto da Sabina Ferioli di Radio Toscana con Ernesto Guglielminetti della cooperativa Mèta, ha lavorato sugli spot radiofonici per pubblicizzare i prodotti della cooperativa Valle del Marro e una cena per raccogliere fondi. Dopo una breve introduzione al linguaggio radiofonico (che cos'è uno spot, come si costruisce, quanto tempo deve durare), i ragazzi si sono ulteriormente divisi in sottogruppi. Preziosi i suggerimenti di Sabina: il ritmo deve essere sostenuto ma non troppo veloce, i periodi devono essere brevi, meglio evitare termini stranieri o specialistici, pensare a chi è indirizzato lo spot, se ci si rivolge ai propri coetanei utilizzare un linguaggio e una musica adeguata. Alla fine hanno creato i messaggi. I testi, con le opportune correzioni, diventeranno dei veri e propri spot radiofonici che saranno trasmessi da Radio Toscana.
"A tutto schermo - Video-mosaico di solidarietà" è stato condotto da Maurizio Izzo di Aida - che ha curato la realizzazione dei video sui quattro progetti - e da Giulia Tonarelli della cooperativa Mèta. Izzo ha spiegato brevemente come si costruisce un video unendo immagini, suoni e parole e come possa diventare uno strumento in grado di filtrare la realtà a seconda di come viene montato. Attraverso le domande e le considerazioni dei ragazzi sono stati individuati immagini-simbolo comuni a tutti i progetti: l'arrivo e l'accoglienza, i mattoni come concretezza di azioni, la terra perché il progetto metta radici, gli striscioni come dichiarazione d'intenti. Con queste indicazioni sarà montato un solo video che racconterà l'iniziativa nel suo complesso.
Il gruppo "Cittadini non si nasce, si diventa" è stato condotto da Antonio Comerci, direttore dell'Informatore, ed Elisa Siclari della cooperativa Mèta. Si è parlato di come costruire un articolo di giornale: dall'attacco (l'inizio) al modo di proseguire per continuare a catturare l'attenzione del lettore, partendo dal presupposto che - diversamente da un tema in classe - nessuno è costretto a leggere un articolo, se questo non interessa. I ragazzi si sono poi suddivisi in sottogruppi e ognuno ha scritto il proprio articolo.
Infine il gruppo "Scatti di solidarietà",condotto da Daniele Madio, grafico di Social Design, e Michele Gallo della cooperativa Mèta. Dopo una breve introduzione al laboratorio con spiegazione degli elementi necessari per realizzare un poster (scelta delle immagini, composizione, colori, slogan), i ragazzi hanno lavorato sui concetti che intendevano esprimere attraverso il manifesto. Sono emerse varie proposte: accoglienza, gioia, collaborazione, amicizia, reciprocità, solidarietà, cooperazione, speranza. Scelte le foto - quattro, una per progetto - sono stati elaborati dei sottotitoli che fossero esplicativi del titolo "Noi con gli altri". Dopo la lettura delle diverse proposte (insieme per cambiare, crescere, imparare; dai quattro angoli del mondo: l'unione dei popoli crea uguaglianza; noi con gli altri per crescere aiutando; tante realtà una sola amicizia) ne è stata scelta una per il manifesto creato dai ragazzi insieme al grafico.

foto: Foto di C. Guidi - Seminarte / Studenti protagonisti e solidali 4


PRESENTAZIONE
Apprendisti cittadini

"Noi con gli altri" nasce nel quadro della campagna di solidarietà Il Cuore si scioglie. È promosso da Unicoop Firenze con il sostegno del ministero della Pubblica istruzione, che lo ha finanziato in parte. Destinatari sono le classi quarte delle scuole secondarie di secondo grado (licei ed istituti tecnici). Nell'anno scolastico 2006/2007 i ragazzi di quattro scuole superiori di Firenze, Lucca e Prato sono andati in India, Camerun, Brasile e in Calabria, fra le cooperative agricole che lavorano nei terreni confiscati alla mafia.

L'obiettivo è costruire un percorso di "apprendistato di cittadinanza" attraverso esperienze coinvolgenti e concrete, facendo incontrare la scuola, il luogo della formazione per tutti, con significative esperienze di solidarietà.

foto: Foto di F. Marmugi / Studenti protagonisti e solidali 1
È sempre più difficile costruire per i ragazzi opportunità che li aiutino a diventare cittadini consapevoli, a sentirsi parte di una comunità e a trovare un equilibrio tra esigenze individuali e collettive. Il progetto, che continuerà nel prossimo anno scolastico 2007/2008, si rivolge principalmente a coloro che per storia personale e sociale non hanno mai avuto la possibilità di conoscere e di confrontarsi concretamente con mondi ed esperienze dove i valori della solidarietà e della partecipazione sono ben radicati.


LUCCA
Il fagiolo magico

«Ce l'abbiamo fatta!». È stata questa l'esclamazione dei ragazzi dell'Ita (istituto tecnico agrario) "Nicolao Brancoli Busdraghi" quando hanno visto nascere il primo fagiolo in Brasile nella fattoria "Madre Terra", gestita dall'associazione Ore undici.

L'acquisto e la coltivazione dei fagioli è il primo passo del progetto di solidarietà rivolto ai ragazzi, provenienti da un passato difficile e accolti nella fattoria per imparare un mestiere che permetta loro di vivere del proprio lavoro.

Don Mario De Maio, fondatore dell'associazione Ore undici, spiega: «Abbiamo voluto acquistare questi 37 ettari di terreno perché i ragazzi non siano costretti a darsi al commercio della droga o ad altre attività illegali. La coltivazione della terra potrà innescare un circolo virtuoso che porterà all'acquisto di altro terreno, all'ampliamento dell'azienda e alla possibilità di ospitare altri ragazzi. Una volta avviata l'azienda saranno proprio i ragazzi a continuare a gestirla in piena armonia».

«È grazie al progetto "Noi con gli altri" che abbiamo avuto l'opportunità di andare in Brasile e di conoscere i ragazzi della fattoria, passando dei momenti indimenticabili con loro, e allo stesso tempo conoscere i veri problemi e le vere opportunità; è grazie al progetto che abbiamo avuto la gioia di vedere nascere nella fattoria qualcosa che noi abbiamo seminato: il primo passo di una lunga strada, almeno lo speriamo, tanto più significativo per noi perché abbiamo contribuito».

Scritto dai ragazzi della IV A e della IV C dell'Ita N. Brancoli Busdraghi di Mutigliano (Lucca)



Le associazioni partner
Suore francescane di Santa Elisabetta (India), Movimento dei Focolari (Camerun), associazione Ore undici (Brasile) e Libera (Calabria)