Distribuite 25.000 Bat Box. Tante storie fra successi e insuccessi

Scritto da Silvia Amodio |    Ottobre 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.


(foto Vergari-Dondini)

 

Quando il nostro giornale ha iniziato ad occuparsi di questi strani animali, nessuno si sarebbe immaginato di ricevere tanta attenzione. Quasi titubanti, per via della cattiva fama che queste creature si portano dietro da secoli, abbiamo cercato di evidenziarne gli aspetti positivi tentando, nel nostro piccolo, di renderli, agli occhi di tutti, un po' più simpatici. Ricordando, per esempio, che non si attaccano ai capelli, che non sono ciechi ma, in compenso, aiutano a liberarci dalle fastidiose zanzare e sono degli importanti bioindicatori di qualità ambientale. Complice di questo successo è stata la possibilità di acquistare nei punti Coop una "casetta" per i pipistrelli, la Bat Box, divenuta ormai un oggetto cult, che ha permesso a molte persone di entrare in contatto con loro.

 


Sensibilizzare

Il Museo di storia naturale di Firenze, che ha alle spalle una lunga tradizione nello studio dei chirotteri (il nome scientifico dei pipistrelli) ha avviato nel 2006 una campagna di sensibilizzazione per farli conoscere e contribuire così alla loro tutela (www.msn.unifi.it). Gli zoologi del museo hanno così progettato la Bat Box che, se posizionata tenendo conto di alcuni suggerimenti,  può offrire un riparo ai nostri amici e contribuire ad aumentarne il numero nelle aree urbane e suburbane. Le prime Bat Box sono state messe in vendita (al prezzo di costo) nel 2008 e a oggi ne sono state vendute in tutta Italia 25.000!

Si tratta di un successo che ci rende felici ma, soprattutto, che ha aperto un dialogo tra cittadini e studiosi dando un contributo importante alla ricerca. «Un collega mi ha scritto che abbiamo fatto più noi in 2 anni con le nostre Bat Box che i chirotterologi italiani in 20 anni di attività di conservazione!», spiega Paolo Agnelli, capo progetto, con una punta di orgoglio. «Infatti - prosegue lo zoologo - abbiamo registrato un vero e proprio cambiamento culturale. Prima le persone erano terrorizzate solo a sentir parlare dei pipistrelli, ora hanno un atteggiamento completamente diverso».

Giacomo Maltagliati, che insieme a Laura Ducci, Cosimo Guaita e Paolo Agnelli, è uno dei quattro studiosi impegnati in questo progetto, ha il compito di smistare le mail. «Ne sono già arrivate migliaia - ci racconta - e grazie alle segnalazioni pervenute siamo riusciti ad avere moltissime informazioni utili per i nostri studi». Il signor Sauro, per esempio, ha posizionato sulla sua villetta a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, due Bat Box. I pipistrelli devono essersi trovati molto bene, visto che in un centinaio ci si sono insediati! Decisamente un numero superiore ad ogni aspettativa.

 


Storie

La signora Angela si è trasferita con il marito in Grecia, nell'isola di Lekfada, dove affitta le camere ai turisti. Dal 2004 però una colonia di oltre 2000 pipistrelli ha scelto come dimora proprio il sottotetto. Dopo una prima fase in cui ha cercato di spostarli, grazie ai consigli degli esperti della Specola, ha capito che le creaturine potevano essere una risorsa e non un ostacolo per la sua attività (www.lefkadaweb.com).

In Texas, nella città di Austin, vivono colonie di oltre 4 milioni di esemplari che trovano rifugio nella struttura interna di alcuni ponti. Inizialmente questo insediamento aveva destato molta preoccupazione fino a quando i turisti hanno iniziato il pellegrinaggio al tramonto per godersi la nuvola di pipistrelli che si sposta in cerca di cibo, offrendo uno spettacolo insolito e affascinante. Uno studio recente ha dimostrato che i turisti che vengono apposta per i pipistrelli portano un indotto diretto alla città di 3 milioni di dollari l'anno.

Anche i coltivatori della zona sono molto soddisfatti visto che, grazie alla predazione di insetti parassiti delle colture, risparmiano ogni anno ben 750.000 dollari nell'acquisto di pesticidi e in danni evitati alle coltivazioni.

Un aspetto, quello dei pesticidi, molto importante per la salute pubblica, dato che medici e chimici sostengono che l'uso prolungato può provocare vari tipi di patologie, tumori compresi (www.infozanzare.info).

 


Una nuova rubrica
Bat reporter all'attacco

Quest'estate, su molti giornali è apparsa la notizia di una mega colonia, tra le più grandi d'Europa (della specie Myotis emarginatus) a Zelata, una minuscola frazione del comune di Bereguardo, in provincia di Pavia. Una segnalazione che era giunta alla Specola molto tempo prima che uscisse sui giornali, proprio da una signora che, conoscendo le attività del museo e l'iniziativa delle Bat Box, aveva timore che i pipistrelli potessero essere disturbati dai lavori di ristrutturazione dell'edificio che li ospita.

Poiché le segnalazioni dirette dei lettori e di chi ha acquistato la Bat Box sono state preziose per acquisire informazioni sui pipistrelli, abbiamo deciso di dedicare uno spazio fisso a questo argomento. Perciò vi invitiamo a scrivere le vostre storie, esperienze e curiosità a bat.news@coopfirenze.it 


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