60 mila volumi, 500 testimonianze alla portata di tutti. Oltre 50 anni di attività e ricerca

Scritto da Silvia Gigli |    Aprile 2006    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

C'è un luogo a Firenze dove i documenti della Resistenza e della storia contemporanea del nostro Paese sono alla portata di tutti, disponibili alla consultazione da parte di storici, studiosi e studenti ma anche di quei cittadini che vogliono saperne di più di quel particolarissimo momento della vita italiana. È l'Istituto Storico della Resistenza in Toscana, che ha da poco compiuto il suo primo mezzo secolo e che dal 1953 raccoglie con pazienza, passione e scientificità documenti, foto, video e storie di vita straordinarie.

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Voluto dagli uomini della Resistenza
affinché i documenti di quel periodo non finissero negli archivi di Stato, dove non sarebbero stati consultabili se non dopo 50 o 70 anni, l'Istituto della Resistenza (ce ne sono una sessantina in tutta Italia) è nato con lo scopo di favorire il più possibile la ricerca e non impedire la fruibilità dei documenti da parte dei cittadini. Un ruolo scientifico e civile al tempo stesso, spesso purtroppo poco conosciuto, che negli anni ha avuto alterne fortune.
«Noi siamo in trincea da sempre. Abbiamo avuto momenti più o meno difficili in questi 50 anni », racconta Ivano Tognarini, dal 2000 presidente dell'Istituto dopo che nel 1966 era stato uno di quegli angeli del fango che ne avevano salvato i documenti.
«Rispetto al grande boom degli anni '70 e '80, con l'esplosione degli studi di storia contemporanea, negli anni '90 c'è stata una diminuzione di interesse ma adesso, a dire il vero, stiamo assistendo ad una rinascita - dice Tognarini -. Il problema è che ad un certo punto sono state date per scontate certe interpretazioni. La vera rottura si è consumata in ambito scientifico negli anni '80, quando certi revisionismi di alto livello non hanno trovato le giuste risposte scientifiche. Noi siamo storici, però non possiamo rimanere insensibili quando si vedono affiorare certe cialtronerie».

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Complice il momento politico che sta vivendo il nostro Paese,
l'Istituto della Resistenza sembra essere diventato sempre più un baluardo di informazioni al quale attingono allo stesso modo studenti, professori di università internazionali, parenti di partigiani e cittadini che vogliono saperne di più. Le sue porte sono sempre aperte.
«È la nostra filosofia, perché questo non è solo un centro studi ma anche un luogo di promozione civile, ed è importante che i cittadini siano bene accolti», spiega Maria Giovanna Bencistà, responsabile degli archivi dell'Istituto che, insieme alla biblioteca, raccolgono quasi 60 mila volumi, 500 testimonianze su nastri, 400 mila negativi di foto (la straordinaria collezione di Red Giorgetti, storico fotografo dell'Unità) e una valanga di altri documenti.
«Sono storie di vita, non solo dei protagonisti della Resistenza ma anche di gente comune - racconta Bencistà -. Conserviamo l'archivio di Giustizia e Libertà
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con i documenti cifrati degli anni '30 scritti con l'inchiostro simpatico e l'ultima lettera di Targetti prima della sua fucilazione a Campo di Marte. Abbiamo registrato sul Monte Giovi la testimonianza del prete Diacone, stiamo registrando quella di Liliana Benvenuti, l'ultima gappista fiorentina. È un patrimonio affascinante e commovente. Chi vede questi documenti non li scorda più».
Una lezione di storia e di educazione civica che ha bisogno di fondi per essere informatizzata e resa fruibile da sempre più persone. Perché la storia continui ad insegnare.

Libri e ricordi
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La storia siamo noi. Ciascuno di noi vive e racconta un frammento destinato a dare forma alla storia. Lo sa bene Giuliano Bozzoli, un passato di contabile nelle cooperative di produzione e lavoro e una grande passione per la storia del suo paese, Calcinaia. Nel suo ultimo lavoro editoriale, "Non siamo tutti eroi" (Cld Libri, 15 euro, info: tel. 058752603), Bozzoli ci racconta le ultime ore del potere fascista, l'occupazione nazista e la Liberazione di quel piccolo angolo di mondo che è Calcinaia, paese in provincia di Pisa. Lo fa raccogliendo le voci dei testimoni, i documenti originali, le copie delle lettere e dei vecchi giornali. Forse non siamo tutti eroi, come scrive Bozzoli parafrasando una strofa del cantautore livornese Piero Ciampi, ma in quegli anni gli italiani ci andarono vicini.
All'ingresso del campo di concentramento di Mauthausen, luogo dell'orrore assoluto, sotto l'aquila nazista, troneggia una scritta inquietante: "Qui ognuno ha dei doveri da compiere ma nessun diritto. Lasciate ogni speranza o voi che entrate". Sotto quella scritta passò anche Nedo Nencioni, livornese, classe 1927. Sfollato con la famiglia ad Empoli, operaio in una vetreria, il giovanissimo Nedo fu deportato con il padre prima a Mauthausen e poi ad Ebensee. Il racconto di quel viaggio all'inferno Nencioni lo consegna alle pagine di un diario asciutto e privo di retorica: è "Notte e nebbia" (ed. Il Grandevetro, tel. 0248561520-29, 12 euro), realizzato con Rosaria Parri.
Da Barberino del Mugello alla Grecia e all'Albania per finire in un campo di concentramento in Germania. E miracolosamente uscirne per tornare tra noi a raccontare, senza abdicare per un istante ai doveri della memoria. È la storia vera di Gino Pulidori, raccolta in un libro, "Memorie di pace e di guerra" (ed. Polistampa, 13 euro), curato da Fabrizio Silei, nel quale i diari si mescolano con le foto del servizio militare e con le lettere della prigionia.

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Un nonno racconta


C'è un libro speciale, che racconta la storia d'Italia e della deportazione con il tono semplice e suadente del racconto di un nonno ai suoi nipoti. È "Un nonno racconta- La memoria e la storia" di Siro Terreni (Ed. Ets, 15 euro) nel quale Terreni raccoglie il lavoro di decenni dedicato alla divulgazione tra i ragazzi delle scuole.

Siro Terreni racconta quali fossero i giochi di quand'era ragazzo e insieme l'orrore della prigionia in Germania.
Il suo libro è una raccolta di racconti e testimonianze, di lettere di studenti, fotografie e attestati di stima. Perché raccontare la storia è un'arte che aiuta a capire il futuro. Info: Auser Empoli, piazza G. Guerra, 2 - tel. 0571 711112
Info: www.comune.firenze.it/isrt/
Biblioteca, via Cavour 1, tel. 055284296
Archivio, via dei Pucci 4, tel. 055213640-055292691

Il libro
L'Istituto Storico della Resistenza in Toscana
Mezzo secolo di vita e di attività
Ed. Polistampa, 10 euro