Dissetante e gustosa, è indicata nelle diete depurative

Scritto da Alessandra Pesciullesi |    Ottobre 2017    |    Pag. 19

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare, lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme a Monica Galli, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

uva e succo d'uva Bevande

Secondo la Direttiva 2012/12/CE, per succo d’uva si intende il prodotto ottenuto solo da uve, fresche o conservate al freddo, con gusto e aroma tipici del prodotto di partenza, senza coloranti o aromi. Fa parte dei prodotti definiti di V gamma, cioè lavorati, trattati col calore e pronti al consumo, reperibili sia nel reparto frigo, pastorizzati, che sullo scaffale, a lunga conservazione. I primi si conservano per circa due settimane, mentre i prodotti da scaffale possono arrivare anche a dodici mesi. Il succo d’uva, che può essere da solo o in associazione con succhi di ciliegia, mirtillo e altri frutti rossi, non è da confondere con prodotti simili che hanno nomi di fantasia. Se hanno denominazioni diverse, non rientrano nella normativa suddetta, in tal caso la quantità di succo può essere anche molto bassa ed è consentito l’uso di alcuni coloranti e aromi.


Leggere le etichette: il consiglio per un acquisto consapevole è sempre quello di non fermarsi alle immagini della confezione e cercare l’elenco degli ingredienti, che per obbligo di legge deve riportare tutte le componenti in ordine decrescente, dal maggiore al minore. Le uve usate per la produzione del succo sono normalmente del tipo da tavola, più dolci e raccolte a piena maturità, più spesso a buccia rossa, ma anche quelle bianche o rosate. Il processo di produzione industriale prevede la separazione della polpa di acini di uve sane e ben mature dalle bucce e dai semi, ottenendo così il mosto che poi viene filtrato e pastorizzato.


Valore nutritivo: questo prodotto è stato al centro dell’interesse di consumatori che vogliono alimenti ricchi di nutrienti ma non di origine animale, arrivando a paragonarlo al latte. In realtà, l’analisi della sua composizione in nutrienti indica che è una bevanda buona e dissetante, non alcolica, ricca di proprietà nutritive e indicata nelle diete disintossicanti e depurative, ma con componenti diverse da quelle del latte, pertanto non è paragonabile né può farne da sostituto. Il succo d'uva ha proprietà diuretiche, perché ricco d’acqua, rimineralizzanti per l’elevata presenza di sali minerali come potassio, calcio e fosforo, e vitaminizzanti, grazie alle discrete quantità di vitamina C, vitamina A e B12. Come il vino, apporta buone quantità di antiossidanti, quali i polifenoli e il "famoso" licopene. Contiene circa il 17% di zuccheri semplici, soprattutto fruttosio e glucosio, ed è praticamente privo di lipidi. Le proteine sono in tracce e di basso valore biologico. Questo lungo elenco di virtù salutari è accompagnato da un valore calorico modesto, mediamente 70 calorie per 100 ml. Rispetto al consumo di uva fresca il succo ha il vantaggio di essere sempre pronto, senza buccia né semi.


Per farlo a casa: il procedimento non è particolarmente complesso e, con pazienza e uva buona, si può riprodurre anche a livello casalingo. Per berlo fresco sono necessari un frullatore e un colino o un estrattore. Per farlo da conservare servono: uva, succo di limone ed eventualmente miele o zucchero come dolcificante. Mettere gli acini d’uva in una pentola piena d’acqua e aggiungere il succo di limone. Sobbollire fino ad appassire le bucce, quindi schiacciare bene e filtrare il succo ottenuto. Eventualmente zuccherare a piacere e trasferire in vasetti o bottiglie da sterilizzare a bagnomaria.



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