Con 90 specie, le orchidee sono ampiamente presenti nella nostra regione

Scritto da Càrola Ciotti |    Marzo 2016    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Orchis italica - Foto F. Magonio

Orchidee

Sono fra le piante più antiche esistenti sul pianeta e rappresentano la forma più evoluta fra le specie vegetali. Le troviamo sparse in tutto il mondo, vivono nei climi più diversi, hanno uno straordinario fascino e una storia tanto lunga, quanto interessante: parliamo delle orchidee, dai sensuali fiori multicolori e multiformi, tanto belli e misteriosi da scatenare passioni irrefrenabili.

Oggi sono reperibili nei diversi circuiti commerciali esemplari di specie ibride, che facilmente si possono coltivare, anche in ambiente domestico.

In pochi sanno però che sono altrettanto numerose e diffuse ovunque – Toscana inclusa – tante specie diverse di orchidee spontanee – rare alcune, molto comuni altre – tutte bellissime.

Piccoli gioielli, alcune vere e proprie miniature naturali che, silenziose e discrete, popolano prati, campi, boschi e pinete della nostra Italia. Naturalmente, sono tutte specie protette e ne è vietata la raccolta.

Entriamo nell’argomento con Vasco Morgantini, membro dell’associazione Giros (Gruppo italiano ricerca orchidee spontanee) che con il prezioso lavoro svolto dai diversi gruppi territoriali si occupa, attraverso l’impegno dei propri soci, di diffondere la conoscenza e il rispetto per queste piante.

«In Toscana sono presenti circa novanta specie di orchidee spontanee, delle quasi duecento che troviamo in Italia – dichiara Vasco – e sono diffuse ovunque».

Da monte a valle

Le orchidee sono piante erbacee, perenni, con i fiori dalla tipica struttura alata, riuniti in infiorescenze più o meno copiose. Hanno ciascuno tre sepali e tre petali, di cui quello inferiore, chiamato labello, ha un aspetto molto diverso dagli altri due poiché svolge l’importante funzione di attirare gli insetti per l’impollinazione. «Quelle europee – precisa Morgantini – sono piante terricole e hanno radici rizomatose o bulbi, che ributtano ogni anno».

Il periodo migliore per osservarne la fioritura è la primavera. Già in dicembre però si può trovare in boccio la Barlia robertiana, orchidea precoce, che fiorisce in gennaio-febbraio. È piuttosto alta e vistosa e s’incontra lungo i nostri litorali, sui monti intorno a Firenze e Prato, oltre che in Valdichiana.

«Fra le specie più diffuse – prosegue il nostro esperto – l’Anacamptis morio , pianta poco slanciata, infiorescenza densa, fiori medi di colori molto variabili da rosa a viola che vive in ambienti luminosi e si può trovare sui prati come nelle radure o lungo i sentieri, fino a 1900 metri di quota. La Orchis purpurea èmolto comune – spiega Vasco – e porta una bella infiorescenza appariscente, grande, con fiori molto variabili nel colore, tendente al rosso porpora scuro». Si tratta di una specie piuttosto nota: vive ovunque, poiché è molto adattabile.

Infine citiamo Ophrys apifera, pianta robustache presenta pochi fiori lungo lo stelo: la loro forma ricorda un insetto – da qui, il nome comune di “vesparia” – e il labello vellutato bruno rossastro mostra un disegno elaborato di colore scuro. Si adatta bene a posizioni sia umide, sia più secche, e vive sino a 1600 metri di quota, spesso in campi incolti.

«Vi sono luoghi in Toscana dove crescono prosperose molte specie di orchidee selvatiche – conclude Morgantini – e se capita di fare una gita sul Monte Cetona, all’Abetone, sul Monte Pisano o sulle colline della Valdichiana, così come nel Parco delle Apuane, sul Monte Spazzavento, avremo la possibilità di ammirare moltissime specie diverse, che con la loro presenza rendono questi luoghi, già notevoli dal punto di vista naturalistico, ancora più belli e interessanti».

Cymbidium - Foto F. Magonio

In casa e in terrazzo

Coltivare un’orchidea procura una grande soddisfazione: il magnifico aspetto ripaga ampiamente la pazienza che occorre dedicarle, poiché sono piante delicate e necessitano delle giuste condizioni ambientali per crescere sane e prosperose. L’ideale sarebbe rivolgersi a un vivaio specializzato, che vi guiderà all’acquisto più giusto. In genere, è bene comprare piante adulte, dal costo più elevato rispetto a giovani esemplari, ma più forti e resistenti, e quindi in grado di adattarsi meglio al nuovo ambiente.

Le specie più note che troviamo in commercio sono le Cymbidium e le Cattleya. Le prime sono fra le più coltivate, anche come fiori recisi, poiché le diverse varietà presentano una gamma di forme e colori quasi infinita. Inoltre, i fiori di Cymbidium durano per lungo tempo. Questa specie di orchidea ama ricevere molta luce e acqua – specie in estate – stagione nella quale può vivere anche all’aperto, purché collocata in luogo fresco.

La Cattleya è considerata la regina fra le orchidee, conta circa cinquanta specie, originarie delle foreste del Sud America, dove vive a stretto contatto con begonie, felci e filodendri. Come la Cymbidium, si adatta bene alla vita sul terrazzo o in appartamento, basta evitare l’esposizione a nord, troppo buia per le sue esigenze; ideale collocarla vicino a una finestra che guarda a est o verso ovest.

Associazione

Cercatori d’orchidee

L’associazione naturalistica Giros ha compiuto vent’anni lo scorso 2015.

È attiva in tutta Italia con oltre venti gruppi di soci che, con passione, portano avanti progetti diversi nel mondo delle orchidee spontanee.

Scopo dell’associazione è stimolare l’interesse per queste piante, promuovere la protezione e la tutela dei loro habitat e occuparsi dello studio della distribuzione delle varie specie sul territorio nazionale.

I diversi gruppi sono attivi nell’organizzare convegni, escursioni, incontri, mostre fotografiche, viaggi, per ammirare e scoprire questi fiori nei luoghi dove vivono.

Inoltre l’associazione pubblica libri e una bella rivista semestrale, dove si riportano tutte le novità sul mondo delle orchidee selvatiche.

La quota associativa a Giros è di trenta euro; quindici euro per chi ha meno di trent’anni.

Info: www.giros.it

Video


L’intervistato: Vasco Morgantini, socio Giros

Foto F. Magonio