Amato da grandi e piccini, proviene dalla tradizione del nord Europa e compie 500 anni

Scritto da Rossana De Caro |    Dicembre 2010    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Che Natale mai sarebbe senza l'albero addobbato con festoni, palline colorate e luci scintillanti? Quella dell'albero è una tradizione ormai consolidata nella cultura occidentale (e non solo) tanto da aver sorpassato in pool position quello che è il simbolo del Natale per eccellenza: il presepe. Viene preparato durante le feste, o poco prima, e rimosso per l'epifania, che ... tutte le feste si porta via.

 

Il primo albero

Pare che la tradizione dell'albero di Natale sia nata in Germania, o che appartenga comunque al nord Europa. Sebbene il primato sia conteso da diverse città, si dice che a Riga, in Lettonia, nel 1510 sia stato addobbato il primo albero di Natale. Se fosse così compirebbe questo dicembre 500 anni!

La leggenda narra di un taglialegna, che passando di notte in un bosco, vide un albero illuminato dalle stelle e ne rimase talmente rapito che decise di tagliare un albero, portarlo a casa e illuminarlo con tante candele per riprodurre lo spettacolo meraviglioso che gli era apparso.

La tradizione dell'albero è stata condivisa  anche dai cattolici, che nell'abete vedono l'Albero della Vita che simboleggia la vita eterna di Cristo. Così anche la Chiesa si è adeguata a questa usanza tanto da far allestire per Natale un grande albero in piazza San Pietro, il primo sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.

 

Sempreverdi ma non solo

In genere l'albero di natale è un sempreverde, simbolo della vita che continua durante l'inverno prima del ritorno della primavera: in Italia è un peccio (Picea abies) detto anche abete rosso; mentre nell'Europa Centrale e nei Paesi nordici è comune l'uso di abeti (Abies alba o Abies nordmanniana); più raramente si usano pini o altre conifere sempreverdi, ancora più raramente possono essere usati altri tipi di albero.

Anche le decorazioni sono le più varie: fra quelle più legate alla tradizione c'è la frutta: mele, noci, arance; oppure pupazzetti in marzapane, giocattoli vari, pigne, candele. Ci sono poi le classiche sfere in vetro o in plastica, ma ogni anno sul mercato si trovano anche tanti nuovi addobbi in materiali diversi. Ultimamente prevalgono quelli naturali atossici e rispettosi dell'ambiente come pasta, legno etc.

E poi festoni, fiocchi, fili di perle e lucine: tante, colorate, intermittenti con vari giochi di luce per dare quel tocco di magia. Sulla cima troneggia il puntale: tipico quella a forma di stella che richiama la stella cometa. I colori tradizionali degli addobbi sono l'oro e il rosso, ma da tempo vanno per la maggiore anche l'argento, il blu e, per i gusti più sofisticati e minimalisti, anche il bianco e nero.

 

Veri o "finti"?

I primi alberi recisi pare siano stati venduti per strada a New York alla fine del XIX secolo. Il successo fu tale che per soddisfare le richieste del mercato intere foreste furono devastate da commercianti senza scrupoli. Per porre fine a questo disastro ecologico sono nati gli alberi "finti".

Assai simili a quelli veri, gli alberi ecologici sono realizzati con materiali biodegradabili che ne riproducono le fattezze, anche al tatto oltre che alla vista; di varie dimensioni, dai due metri a quelli nani, sono dotati di rami fronzuti e a volte anche profumati. Resistenti al calorifero, sopportano bene il peso di ogni addobbo e l'"oltraggio" degli spray coloranti e della neve finta. Senza contare che oltre alla salvaguardia delle foreste, salvaguardano anche le nostre tasche: un albero artificiale anche se ha un costo maggiore di uno vero, dura molto di più.

Tuttavia recentemente sono tornati alla ribalta gli alberi veri, per la gioia dei loro sostenitori, sempre numerosi. Infatti, anche in Italia, in particolare in Veneto e in Toscana, (nella provincia di Arezzo, nel Casentino, e nel pistoiese), in vivai autorizzati vengono coltivati degli alberi, dotati di cartellino di riconoscimento, destinati alla commercializzazione.

Si possono acquistare senza sensi di colpa, anzi in questo caso la scelta di un abete vero è un regalo per l'ambiente: non solo non impoveriscono le foreste, ma sono utili per la stabilità della flora e della fauna di quelle zone montane, altrimenti abbandonate, e sono anche una risorsa per quegli agricoltori dediti a questo nuovo tipo di coltura.


Notizie correlate

Bollicine d'annata

Con le feste si impennano i consumi di spumante e champagne. I due vini a confronto