Al posto dei prodotti industriali, ottimi i “rimedi della nonna”. Le attenzioni da porre

Scritto da Monica Galli |    Gennaio 2017    |    Pag. 18, 19

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

pulire metalli

Foto F. Giannoni

Metalli di casa

Lucidi, funzionali, durevoli nel tempo, usati per tutto, i metalli ci accompagnano nelle attività quotidiane. Sono di metallo lavelli, pentole, infissi, mobili, oggetti preziosi e ricordi di altri tempi. Per mantenerli il più a lungo possibile belli e lucenti, bisogna periodicamente togliere lo sporco, le ruggini e gli aloni dovuti all’ossidazione.

I prodotti specifici, pur efficaci, hanno risvolti negativi, soprattutto un forte impatto ambientale, perché difficilmente sono biodegradabili e spesso risultano nocivi per gli organismi viventi. Se vogliamo usarli, inoltre, dobbiamo leggere bene le etichette, per non correre rischi. I metodi casalinghi nella maggioranza dei casi sono altrettanto efficaci, e sicuramente meno costosi; ma chi decide di seguirli, sappia che, secondo le sostanze usate, potrebbero risultare pericolosi.


Prodotti in vendita

I pulitori, pur specifici per tipo di metallo, contengono una lunga lista di ingredienti per poter agire ad ampio spettro, cioè su molti tipi di sporco.

Si parte con una base di solventi come l’alcol isopropilico, cui si uniscono emulsionanti tipici dei comuni detergenti con forte potere sgrassante; seguono molecole “chelanti” che si attaccano allo sporco, come l’acido etidronico, e ancora addensanti, necessari per far aderire il prodotto sul metallo, e naturalmente i conservanti.

Se poi devono agire sulle ruggini e sulle superfici ossidate, conterranno lubrificanti per il distacco, come la nafta, vari tipi di acidi (acido fosforico e acido ammidosolforico) e abrasivi come l’allumina.


Acciaio inossidabile

È una lega in cui il ferro è “legato”, oltre che a una piccola frazione di carbonio, ai due metalli cromo e nichel (il migliore è l’acciaio inox 18/10, per le proporzioni dei due elementi). Di questo materiale sono lavelli, pentole e posate.

È molto resistente perché il cromo, presente nella lega, forma uno strato di spessore centomila volte più corto di un millimetro, ma estremamente protettivo.

Basta pulirlo con saponi neutri; si sgrassa anche con alcol o aceto da sciacquare bene alla fine delle operazioni di pulizia; se serve un leggero abrasivo, si può preparare una “pappina” di bicarbonato e acqua.

È bene non usare candeggina o altri detergenti a base di cloro, perché possono lasciare macchie e zone ossidate. Asciughiamo sempre l’acqua, perché i suoi sali, a lungo andare, innescano l’ossidazione.

Macchie di ruggine su coltelli o pentolame vecchi e rigati si possono togliere con una sostanza acida come il succo di limone, l’aceto o addirittura l’acido ossalico contenuto in una patata.


Alluminio

Questo elemento, estratto dalla bauxite (una roccia), è leggero, morbido, molto resistente e riciclabile. È adatto per infissi, stoviglie e radiatori. L’ossido di alluminio, che si forma naturalmente sulla sua superficie, protegge il metallo sottostante. Il processo di anodizzazione induce l’ispessimento dello strato di ossido, moltiplicandone la resistenza e rendendolo adatto alla realizzazione di infissi.

Facile da pulire con detergenti neutri e acqua calda, è meglio non impiegare spugnette abrasive che potrebbero scalfire il naturale stato protettivo. L’alluminio, eccellente conduttore termico, è usatissimo per le stoviglie, richieste dagli chef di tutto il mondo.

Per il loro uso è bene seguire alcune regole; per questo il D.M. n.76 del 2007 obbliga i produttori a indicare in etichetta che a temperatura ambiente la conservazione di cibi nell’alluminio è consigliata per 24 ore al massimo; se vogliamo evitare cessioni del metallo nell’alimento, è meglio conservare in frigorifero.

Purtroppo le stoviglie in alluminio non si possono lavare in lavastoviglie; inoltre i cibi acidi e il sale aggrediscono lo strato protettivo.


Argento

Chi possiede oggetti in argento o silverplated (oggetti di metallo o lega metallica non nobile rivestiti in argento), avrà notato che sulla superficie si forma una patina marroncina e opaca, l’ossido di argento.

Si può toglierlo ponendo gli oggetti in una bacinella rivestita di foglio di alluminio e versandoci sopra sale e acqua bollente (almeno un punto dell’oggetto da pulire deve essere a contatto con l’alluminio). Avviene una reazione chimica, chiamata di ossidoriduzione, con cui si ossida l’alluminio al posto dell’argento, che brillerà in pochi minuti e senza fatica.

Per lo stesso principio funziona anche un dentifricio al fluoro che, strusciato sulle superfici e poi sciacquato, rende l’argento di nuovo splendente.


Altri metalli

Le macchie scure su rame, bronzo (lega di rame e stagno) e ottone (lega fra rame e zinco) sono di solito costituite da ossido di rame che si può trasformare in sali solubili in acqua, facili da rimuovere, bagnandolo con aceto o acido cloridrico diluito o acido solforico diluito (questi ultimi due acidi sono molto corrosivi per la pelle e il loro uso necessita di molta accortezza). Anche in questo caso è d’obbligo un risciacquo con acqua calda e una perfetta asciugatura.


Corten

Mai da pulire

Un materiale che non si pulisce mai è il corten, un tipo di acciaio. Brevettato nel 1933, oggi è diventato di moda e molto richiesto da architetti e costruttori. Ha l’aspetto di ferro arrugginito e il suo colore caldo dà un aspetto vissuto e molto rustico. Il suo nome deriva da “elevata resistenza alla corrosione” (CORrosion resistance) ed “elevata resistenza meccanica” (TENsile strength). 


Notizie correlate


Pulizie tecnologiche

Leggero e funzionale, aiuta nella pulizia della casa laddove la scopa non arriva, o non riesce a fare un buon lavoro.


Puliti alla spina

Ecco i detersivi ecologici Viviverde Coop erogati da distributori automatici. Un risparmio del 20%