Un giornale nell'ospedale psichiatrico giudiziario

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Gennaio 1999    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Spiragli a Montelupo
Sette porte tocca attraversare prima di arrivare alla sala Biblioteca; porte blindate o a sbarre, davanti alle quali è in attesa una guardia che, se ti riconosce, ti apre senza difficoltà, ma se non gli sei familiare chiede ogni volta di identificarti. Sette porte tocca attraversare in questo dantesco itinerario fra il mondo dei cosiddetti "buoni, bravi, disciplinati" e il microcosmo degli "abietti, dei ribelli, dei malati, dei cattivi", come vengono etichettati gli internati dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino. E' in quella saletta - ex cella comune - che settimanalmente un gruppo di volontari e di obiettori di coscienza si incontra con gli ospiti dell'ospedale che formano il corpo redazionale di "Spiragli", il giornale interno che sta muovendo i primi passi quest'anno. Alle pareti alcune scaffalature per i libri e su un lato un grande schermo. Ogni incontro fra noi esterni e i collaboratori al giornale è di quelli che lasciano il segno. C'è in loro una gran voglia di fare e un forte desiderio di esprimersi, di far uscire dalla propria testa un pensiero, una riflessione, un'idea che in qualche modo possa aiutarli a capire meglio se stessi, a verificare il loro cammino, insomma a tirare avanti fino a quando la guarigione non ridarà ad ognuno la libertà.
Ecco allora che l'ultimo numero del giornale ospita fra l'altro l'intervista di un internato che cerca di spiegare le ragioni che lo spinsero, qualche mese fa, a eludere la sorveglianza e ad allontanarsi per due giorni, durante una sua uscita in permesso. Un gesto, quello, che ebbe una grande risonanza sulla stampa nazionale. Ecco allora le poesie, attraverso le quali l'autore cerca di liberarsi di qualche peso che gli opprime la mente o la coscienza. Ecco una vignetta, un disegno, una barzelletta a stemperare l'atmosfera in qualche pagina forse troppo pesante. E non mancano contributi che invitano a una sana risata, consigli su come preparare una cenetta appetitosa.
Il giornale riflette in maniera sorprendente tutto il fermento che serpeggia e agita i nostri incontri; incontri sempre diversi, imprevedibili, stimolanti, anche provocatori, che comunque rimettono ogni volta in discussione - anche per noi che abbiamo la fortuna, al termine di ogni incontro, di riattraversare le sette porte - molte opinioni, convinzioni, certezze.

Per saperne di più
Arci sezione di Empolivia Majorana 33tel. 0571/921171in orario d'ufficio.