In tanti a Marina di Vecchiano per una mattinata di pulizia in riva al mare

Scritto da Sara Barbanera |    Luglio-Agosto 2018    |    Pag. 5

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Spiagge pulite, Marina di Vecchiano (PI) - Foto A. Fantauzzo

Ambiente

Dieci quintali di rifiuti, principalmente di plastica, raccolti in sole tre ore. È questo il triste bottino degli oltre 150 volontari che hanno partecipato, lo scorso 30 maggio, a una giornata di pulizia in riva al mare a Marina di Vecchiano per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto ciascuno può fare per dare una mano all’ambiente. Volontari delle sezioni soci Coop e delle associazioni del territorio, del Circolo Legambiente Pisa e studenti del Liceo artistico statale di Porta Romana e Sesto Fiorentino, muniti di guanti, bustine per i rifiuti e maglia con il logo Arcipelago pulito, hanno setacciato un tratto di spiaggia, raccolto un campionario vario di oggetti e concluso la mattinata con una degustazione di frittura di paranza dell’Arcipelago toscano. L’iniziativa del 30 maggio è stata promossa da Unicoop Firenze e Legambiente, in collaborazione con il Comune di Vecchiano, la sezione soci Coop Valdiserchio Versilia e l’ente Parco regionale Migliarino-San Rossore-Massacciuccoli, nell’ambito della campagna “Arcipelago pulito” che ha messo in fila tante istituzioni e imprese impegnate per l’ambiente: Ministero dell’ambiente, Regione Toscana, Legambiente e Unicoop Firenze fino alle cooperative locali di pescatori, uniti dall’obiettivo di rendere più pulito il braccio di mare di 300 km tra Livorno e Grosseto. Grazie al progetto, dallo scorso aprile, per la prima volta in Italia, le plastiche che finiscono nelle reti di raccolta vengono portate in porto, classificate e smaltite da Revet, un'azienda specializzata nella raccolta, selezione e trattamento di materiali destinati al riciclaggio, che poi seleziona i rifiuti riciclabili e quelli destinati allo smaltimento. Una volta arrivati in porto, i rifiuti sono stoccati in un apposito deposito dalla Labromare, la concessionaria per la pulizia del porto di Livorno che fa una prima selezione. Da lì i rifiuti continuano il viaggio fino alla Revet per la fase finale di recupero o smaltimento. Quello di Unicoop Firenze per l’ambiente è un impegno continuo che, con il progetto “Arcipelago pulito”, si traduce in una serie di attività quotidiane di impatto immediato sul territorio toscano e non solo: al termine della sperimentazione, che durerà sei mesi, il Ministero dell’ambiente farà un bilancio dei risultati e valuterà se questo progetto pilota può funzionare da caso esemplare e modello replicabile in altre aree marine toscane o italiane.

 

Una vera e propria filiera toscana per un mare senza rifiuti, che rappresenta il primo caso in Italia di recupero delle plastiche disperse in mare e che finora non venivano riportate in porto. Con una prima sperimentazione di sei mesi, il progetto in corso mette in campo 24 pescherecci di cui 6 già in azione,. Agli inizi di giugno sono stati raccolti 640 kg di plastica, di cui solo il 25% riciclabile. Fra i rifiuti, reti (11%), tappi e coperchi (9,6%), mozziconi di sigaretta (8,5%), bottiglie (7,7%), cotton fioc (6,1%), stoviglie usa e getta (4,4%), contenitori vari (2,9%), sacchetti e shopper (2%) sono gli oggetti più trovati, insieme a un campionario vario di bicchieri, palloni, pinne, taniche, stivali, secchi e persino resti di giocattoli.

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