Le tre centrali cooperative toscane si danno un’organizzazione unica

Scritto da Sara Barbanera |    Novembre 2013    |    Pag. 5

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Solide, vitali e al femminile: questa la fotografia delle imprese cooperative toscane aderenti a Agci, Confcooperative e Legacoop, le tre organizzazioni cooperative che rappresentano ben 2700 imprese, 80.000 soci lavoratori dipendenti, con 9,2 miliardi di Euro di ricavi, 15 miliardi di raccolta e 13,5 miliardi di impieghi nel settore delle Banche di credito cooperativo.

Pur nella crisi persistente, infatti, il settore cooperativo toscano mostra segnali di solidità che lo distinguono dal quadro economico complessivo: la dimensione media delle imprese cooperative risulta significativamente più alta (31 addetti) rispetto al totale delle imprese toscane (4 addetti); al tempo stesso, la longevità media (29 anni) è superiore a quella di altre imprese (18 anni). Ultimo, ma non in ordine d’importanza, l’occupazione femminile nelle imprese cooperative è al 57% contro il 43% delle altre imprese.

Alleanza cooperative toscaneElementi di forza, questi, al centro della nuova Alleanza delle cooperative toscane, nata il 6 ottobre dall’unione delle tre centrali cooperative, sotto la presidenza di Claudia Fiaschi, già presidente di Confcooperative.

Come simbolo è stato scelto l’“Albero della cooperazione”, una struttura in legno decorata dai bambini lo scorso 6 ottobre al Parco delle Cascine di Firenze; l’Alleanza, infatti, esprime la volontà di unire le energie, sia per dare più forza alle imprese cooperative che per continuare a difendere l’occupazione e il potere d’acquisto delle famiglie.

Questo anche il senso delle parole della neopresidente, alla quale abbiamo chiesto i motivi e le prossime linee di azione dell’Alleanza.

Perché nasce l’Alleanza?

«Nasce come evoluzione sia di scelte nazionali, che di un dialogo avviato da tempo fra le tre centrali cooperative toscane: oggi abbiamo un organismo rappresentativo di 33 persone che decide le linee strategiche della cooperazione toscana e propone nuovi modelli di impresa cooperativa e di welfare.

Claudia fiaschi alleanza cooperative toscaneL’obiettivo è ricollocarsi in un contesto complesso anche per essere più efficaci rispetto alle politiche nazionali e regionali. Le grandi partite si decidono su tavoli ampi in cui abbiamo molte carte buone da giocare, in un’ottica di costruzione partecipata delle politiche economiche cooperative».

Quali sono le linee di lavoro che seguirà il nuovo organismo?

«La scommessa è rimettere al centro i valori tipici della cooperazione per un rilancio dell’economia toscana. L’economia cooperativa registra risultati migliori di altri settori, perché si basa sulla partecipazione di persone che lavorano insieme, non solo per una remunerazione economica, ma per un investimento sul territorio, sulle competenze e sulle relazioni.

L’Italia ora ha molto bisogno di questa capacità di intrapresa e di imprenditori, anche cooperativi, che non possiedono capitali immensi ma molta voglia di fare e di crescere.

Abbiamo mostrato che sappiamo rispondere a sfide su settori come l’accesso alla casa o il sostegno alle aree rurali con strategie diverse da quelle puramente commerciali. Insieme possiamo farlo meglio, puntando sulla capacità di risposta innovativa rispetto alle frontiere della nuova economia».

Su quali fronti lavorerete con maggiore urgenza?

Alleanza cooperative toscana«La priorità è restituire alle famiglie contrattualità economica e capacità di provvedere ai propri bisogni primari. Al di là delle situazioni critiche da tamponare, occorre ricostruire un sistema in cui al centro siano le persone.

La buona cooperazione nasce dalla volontà di risolvere anzitutto i problemi degli individui, e ciò che la rende unica e più efficace di altri modelli economici è proprio la capacità di scegliere le persone come orizzonte di riferimento delle proprie azioni».

Nella foto di metà articolo l'intervistata Claudia Fiaschi, presidente Alleanza delle Cooperative Toscana


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