Scritto da Silvia Silvestri |    Febbraio 2003    |    Pag.

Pittrice Ha da sempre associato la sua professione alla ricerca della storia toscana. Attenta ricercatrice della tradizione, a cui si ispira principalmente nelle sue opere pittoriche, essa scrive diffusamente di quegli elementi di curiosità storica di cui è ricchissimo quello che è definito "il giardino d'Italia", la Toscana.

Sotto il livello dell'Arno
Il territorio della comunità di Pisa è per la maggior parte in pianura e, come cita Emanuele Repetti nel suo Dizionario geografico fisico storico della Toscana del 1841, già dai tempi della discesa dei Goti in Italia la città di Pisa era sulla confluenza di due fiumi, l'Arno e l'Auser: il primo alla sua destra e il secondo alla sua sinistra, difendendo così la città da tre lati. Se la natura proteggeva la città, la campagna era soggetta a frequenti ristagni d'acqua e perfino dentro Pisa si trovavano paludi, causa anche di frequenti alluvioni dell'Arno.

La piccola e graziosa chiesa di S.Maria della Spina, vero gioiello dell'arte gotico-pisana, in origine oratorio, era stata costruita proprio sulla riva dell'Arno: ampliata e portata alla forma attuale nel 1323, custodiva una spina della corona di Cristo, ora conservata nella chiesa di Santa Chiara. Ma per le continue alluvioni dell'Arno e per la bassezza del suolo della città, fu necessario sollevare il lungarno di diversi metri interrando così parte della zona medievale e scomponendo la piccola chiesa per rimontarla, pezzo per pezzo, all'attuale livello sul lungarno nel 1871.

Un'altra piccola curiosità su Pisa la leggiamo nel IV libro del Breve Comunis Pisani, scritto nell'anno 1286. Scopriamo così che "Pisa praticava illuminare di notte le strade più frequentate ma anche il ponte vecchio, le vie minori, i chiassi, ripartendo le spese tra il Comune e gli abitanti". Pisa fu così la prima città d'Italia ad introdurre questo lodevole sistema.