C'è chi fa fatica ad addormentarsi e chi si sveglia nel cuore della notte. I consigli per riposare bene e, se occorre, per un corretto uso dei farmaci

Scritto da Cristina Ceccarelli |    Ottobre 2003    |    Pag.

Farmacista Fiorentina, classe 1974. Laureata in Farmacia presso l'Università di Firenze nel 2000, nel 2003 ha conseguito la specializzazione in Farmacia ospedaliera. Ha lavorato presso farmacie private per circa due anni, e attualmente ha un rapporto di collaborazione con la ASL 10 Firenze. Collabora da circa due anni con L'Informatore, coniugando la passione per la scrittura con l'informazione sanitaria, con uno stile semplice e diretto, acquisito dal costante rapporto che un farmacista ha con il pubblico.

Dormito bene? Circa 12 milioni di italiani adulti risponderebbero negativamente a questa domanda. Il sonno è una fase importante ed indispensabile dell'esistenza; a differenza di quanto comunemente si pensa, non è uno stato passivo completamente distaccato dalla realtà, perché durante le ore di riposo l'organismo si rigenera e trova le energie per affrontare il nuovo giorno, mentre il cervello lavora, ossia analizza, seleziona e memorizza i fatti e gli avvenimenti della giornata. Per una vita attiva e serena, il riposo di qualità è assolutamente necessario: l'insonnia è uno fra i tanti disturbi del sonno e può essere definita come la condizione in cui una persona percepisce il proprio sonno come insufficiente o insoddisfacente e quindi non ne trae beneficio.
La quantità di sonno necessaria non solo varia con l'età, il sesso (le donne sono più insonni degli uomini) e le condizioni fisiche, ma è anche un fatto personale: alcuni infatti possono essere pienamente riposati dopo quattro ore di sonno, mentre altri non trovano pace neanche dopo otto ore. Il punto fondamentale rimane comunque il senso di benessere che si percepisce al risveglio dopo una notte ben trascorsa.

Le cause, i rimedi
Esistono tipi differenti di insonnia, che possono essere affrontati con strategie e/o farmaci efficaci: l'insonnia infatti può comparire senza motivi apparenti, in persone sane, altre volte è conseguenza di stress, preoccupazioni, malattie che causano dolore o fastidio al paziente, oppure che richiedono l'uso di alcuni farmaci che possono dare come effetto collaterale proprio la difficoltà nel dormire.
L'insonnia inoltre può essere definita iniziale, quando si fatica ad addormentarsi, centrale, se si è tormentati da frequenti risvegli notturni, oppure terminale, cioè se prima del canto del gallo abbiamo già gli occhi spalancati... E' ovvio che non esiste una sola cura che risolva tutti i problemi, peraltro così diversi fra loro, ma come primo approccio possiamo tentare alcune fra le classiche strategie di "igiene del sonno":
• Andare a letto solamente quando si avverte il sonno, spegnere la luce appena coricati, evitando di distrarsi con tv o letture
• Non rimanere a rigirarsi nel letto se non ci addormentiamo entro 20 minuti, servirebbe solo ad innervosirsi: meglio alzarsi e rilassarsi in un'altra stanza
• Cercare di avere una sveglia "regolare", ossia sempre intorno alla stessa ora al mattino
• Smettere di lavorare o di svolgere attività interessanti/impegnative almeno 30 minuti prima di andare a dormire
• Possono aiutare esercizi di rilassamento e respirazione ritmica, oppure la cara vecchia tisana della nonna, camomilla, tiglio, melissa, passiflora.

Sogni in pillole
Quando tuttavia riposare correttamente diventa un serio problema, che si protrae nel tempo, se la calma e la serenità ne sono influenzate, allora è indispensabile rivolgersi ad un medico che potrebbe, a seconda dei casi, prescrivere una terapia. Un'attenta anamnesi, ossia un'indagine circa lo stato di salute, le eventuali malattie, i farmaci assunti, lo stile di vita, il carattere, potrebbero evidenziare alcune cause da cui dipende il disturbo, che per prime devono essere risolte. Il medico inoltre potrebbe chiedere al paziente di tenere un "diario del sonno", ossia una specie di registro dove indicare le ore dormite, la qualità del sonno percepita, se ci sono stati risvegli: tutti questi elementi saranno utili per stabilire se e quale terapia prescrivere.
I farmaci "sonniferi" più utilizzati sono le benzodiazepine: a questa famiglia chimica appartengono svariati composti che si differenziano fra loro per potenza e durata dell'effetto; alcuni vengono maggiormente usati nella terapia dell'ansia e dello stress e possono quindi essere utili nei casi in cui il disturbo abbia queste origini, altri sono dei veri e propri induttori del sonno. In linea generale devono essere assunti al più basso dosaggio efficace e per brevi periodi, la sospensione deve essere graduale per evitare quello che è chiamato un "fenomeno di rimbalzo"; i farmaci di questa categoria possono essere acquistati esclusivamente con ricetta medica (quindi sotto controllo) e non devono essere assunti contemporaneamente ad alcolici o ad altri farmaci simili, che possono amplificarne l'effetto.
In particolare le persone anziane, che spesso sono afflitte dal dormire poco, dovrebbero fare attenzione poiché l'uso non corretto può provocare rallentamento di riflessi e intontimento... Occhio quindi alle cadute! Lo stesso avvertimento vale per chi guida.

Melatonina, cos'è?
La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola che si trova alla base del cervello, chiamata pineale o epifisi, e viene prodotta secondo un ritmo giornaliero: in condizioni di oscurità, quando l'occhio non percepisce la luce, la sua produzione aumenta. La secrezione di melatonina inizia dunque verso sera, è massima durante la notte, cala al mattino e rimane bassa durante tutta la giornata. E' quindi implicata nella regolazione sonno-veglia, ma la produzione dipende anche dall'età, è massima nei bambini, rallenta intorno ai 20 anni e comincia a diminuire dopo i 45. Questa sostanza sembra efficace nel trattamento del jet-lag e capace di migliorare la qualità ma non di aumentare le ore di sonno, soprattutto degli anziani; è importante poi tenere presente che la melatonina può interferire con molti farmaci - tranquillanti e farmaci per la pressione alta - e che non dovrebbe essere assunta da chi soffre di sclerosi multipla (ed altre malattie autoimmuni), depressione, convulsioni e disturbi neurologici. Anche se ormai è reperibile come prodotto da banco è bene quindi consultare il medico.

A chi rivolgersi
I centri del sonno

Centro di medicina del sonno
Clinica neurologica - Dipartimento di neuroscienze
Ospedale S. Chiara, via Roma 67, Pisa, tel. 050992088 - 992565 - fax 050554808

Laboratorio studio e trattamento del sonno e del sogno
Dipartimento di psichiatria, neurobiologia, farmacologia e biotecnologie
Clinica psichiatrica, via Roma 67, Pisa, tel. 050992658, fax 05021581

Unità di medicina del sonno
Unità operativa di neurologia - Policlinico S. Orsola Malpigli
Università di Bologna, via Albertoni 15, Bologna, tel. 0516362642, fax 0516362640

Centro per lo studio e la cura dei disturbi del sonno - Istituto di clinica neurologica, via Ugo Foscolo 7, Bologna, tel. 051585158 - 6442206, fax 0516442165

Centro per lo studio e la cura dei disturbi del sonno - Dipartimento di neuroscienze
Università degli studi di Perugia, via E. Dal Pozzo, Perugia, tel. 0755783568, fax 0755783583