Una grande iniziativa di volontariato laico e cattolico

Solidarietà fra gli scaffali
Vivono in mezzo alla strada, in condizioni disperate, abbandonati dai loro stessi genitori che non ce la fanno nemmeno a garantirgli l'indispensabile per sopravvivere. Bambini dal destino segnato, costretti a lavorare in un'età in cui dovrebbero andare a scuola, stare in famiglia, giocare con gli amici. A loro si rivolge una grande iniziativa di solidarietà, promossa da Unicoop Firenze, in collaborazione con l'Arci e i centri missionari toscani della chiesa cattolica. Un'insolita collaborazione tra volontari laici e religiosi, per la prima volta insieme in un progetto così capillarmente articolato su tutto il territorio toscano. "Un cuore si scioglie e libera un bimbo" è lo slogan adottato per questa grande campagna. Da un punto di vista operativo l'iniziativa si divide in due fasi. La prima si è conclusa proprio nei giorni scorsi, con la promozione in tutta la rete di vendita del gruppo Unicoop Firenze di quattro progetti di adozione a distanza (due di ispirazione cattolica e due laica) individuati in Sudafrica, Brasile, Mozambico e Perù. Ognuno prevede contributi di entità variabile da versare mensilmente, oppure in un'unica soluzione annua. In ogni caso soci e consumatori entreranno direttamente in contatto con le singole associazioni che si occupano di adozione.
Nella seconda fase, che partirà alla metà di questo mese, Unicoop Firenze destinerà una notevole cifra per la realizzazione di scuole, centri di accoglienza e strutture di assistenza sanitaria per i bambini del sud del mondo. In totale 700 milioni, da destinare a sette progetti - alcuni di ispirazione laica, altri cattolica — che potranno essere sostenuti anche da soci e consumatori delle province in cui opera Unicoop Firenze, che li promuoverà sul territorio attraverso le proprie sezioni soci.
«Volevamo fare qualcosa di più che ricoprire il classico ruolo dello sponsor finanziario — spiega Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze -. E la vera, grande risorsa che abbiamo sono i nostri soci. Attraverso loro vogliamo diventare promotori e moltiplicatori di solidarietà, un tema che è in grande sintonia con lo spirito cooperativo. Ma non potevamo inseguire un obiettivo così ambizioso da soli: per questo abbiamo chiesto una mano al mondo del volontariato, laico e cattolico».
Una proposta che ha subito trovato il consenso di molti volontari dei centri missionari cattolici e dell'arcivescovo di Firenze. «Il senso profondo della solidarietà è quello di muovere la coscienza di tutti noi — ha detto il cardinale Silvano Piovanelli -. La possibilità di donare qualcosa ad un altro rende noi, che abbiamo tanto, più liberi». Gli ha fatto eco don Luca Niccheri, responsabile del centro missionario fiorentino: «Non è stato un caso che la campagna sia partita nel periodo natalizio, quando c'è più gente nei centri commerciali che nelle chiese. Per noi è un'opportunità molto importante per far conoscere i nostri progetti a tante persone che altrimenti ci sarebbe difficile raggiungere. Vorremmo invitare tutti a una riflessione che duri nel tempo, che sia l'inizio di un modo diverso di orientare i propri consumi».
L'Arci prende parte a questa iniziativa attraverso l'Arcs (Arci cultura e sviluppo). Soddisfatto il presidente provinciale, Paolo Beni: «E' significativo questo modo di porsi da parte della Coop, che ha voluto investire molto sulle proprie risorse umane e professionali — ha detto Beni -. Siamo per la dignità delle persone e su questo fronte non abbiamo avuto difficoltà a trovare un'unità d'intenti, indipendentemente dall'origine laica o cattolica».
Adesso tocca ad ognuno di noi fare la propria parte. Il progetto ha anche uno spazio tutto suo su internet: basta digitare www.uncuoresiscioglie.it per avere maggiori informazioni su questa grande iniziativa di solidarietà.

I quattro progetti di adozione a distanza

Brasile
Il progetto riguarda l'adozione a distanza di bambini che vivono nelle favelas di Salvador Bahia, dove l'associazione Agatasmeralda opera ormai da molti anni. Si può scegliere fra una quota mensile di 60 mila lire e una annuale di 720 mila lire. L'aiuto dei volontari ha permesso di adottare 6400 bambini, che oggi dispongono di vitto, assistenza sanitaria e scuole.
Progetto Agatasmeralda, via Cavour 92, 50129 Firenze
c.c.p. n. 502500, c.c.b. n. 11/11 (cab 02999.1, abi 3400.9) presso l'agenzia n. 19 della Banca Toscana, via Cavour 82/a, Firenze.

Sud Africa
Nella baraccopoli di Oukasie (Pretoria) le missionarie laiche della Comunità di Gesù hanno realizzato una mensa e un centro sociale. L'obiettivo dell'adozione è quello di garantire ai bambini la possibilità di frequentare almeno le scuole elementari e medie. La scolarizzazione è uno degli strumenti principali perché i bambini di colore, dopo la fine dell'apartheid, possano aspirare a un'effettiva parità con i bianchi. La quota di adesione è annua, e può variare dalle 300 alle 500 mila lire.
c.c.b. n. 107788 intestato a "Comunità di Gesù-Missionarie laiche", presso la Cassa di Risparmio di Firenze, sede centrale, via Bufalini 4, Firenze.

Mozambico
Gestito dall'Arci in collaborazione con il partner locale Cruz Vermelha Mocambicana, il progetto prevede l'assistenza sanitaria e l'istruzione per 130 ragazzi di strada a Beira, in Mozambico. La quota annuale è di 720 mila lire, frazionabile in rate mensili da 60 mila lire l'una.
c.c.b. 508080 della Banca Popolare Etica, piazzetta Forzathè 2, Padova, intestato a "Arci cultura e sviluppo", causale "Campagna Unicoop Firenze/Mozambico".

Perù
Il progetto riguarda novanta bambini lavoratori, che vivono per le strade di Lima. L'obiettivo dell'Arci e del partner locale Manthoc, che lo gestiscono, è quello di assicurare un'assistenza sanitaria e una capacità di crescita che permetta a questi bambini di superare la loro condizione di sfruttamento.
La quota annuale è di lire 720 mila, suddivisibile in rate mensili da 60 mila lire l'una. c.c.b. 508080 della Banca Popolare Etica, piazzetta Forzathè 2, Padova, intestato a "Arci cultura e sviluppo", causale "Campagna Unicoop Firenze/Perù".
E' possibile anche prendere parte ad una sorta di azionariato, tramite il versamento di una quota minima di 10 mila lire all'interno di un gruppo che potrà così adottare un bambino.

I sette progetti finanziati da Unicoop Firenze

In Brasile, a Salvador Bahia, sarà costruito, presso la Fazenda grande, un centro di accoglienza per i bambini di strada della parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe.

In Uganda, ad Omugo, sarà costruita una scuola superiore che offra la possibilità ai ragazzi del posto di andare all'università. Il progetto è curato dai padri Comboniani in collaborazione con la comunità locale. La zona è totalmente agricola e attualmente chi vuole continuare gli studi è costretto ad emigrare molto lontano.

Nel villaggio di Madaplathuruth, in India, vivono 3 mila famiglie, di cui 2 mila sono senza una casa e senza assistenza medica. L'intervento consiste nella ricostruzione del villaggio e in un contributo per garantire un normale percorso scolastico — e assistenza medica adeguata - ai più giovani.

A Beira, in Mozambico, sono oltre quattrocento i ragazzi costretti a vivere per strada. Il progetto prevede la costruzione di centri di accoglienza per garantire un'adeguata istruzione ai ragazzi, e una formazione pedagogica per gli educatori e gli amministratori dei centri stessi, chiamati ad affrontare questo delicato incarico.

L'aiuto consiste nell'acquisto di un gregge di 300 ovini per rispondere alle necessità alimentari dei bambini del popolo Saharawi. Verrà acquistato anche del materiale sanitario per la farmacia e per il pronto soccorso e materiale didattico per la scuola "12 ottobre", che già ospita 3 mila 500 bambini tra gli 11 e i 14 anni.

E' un furgone attrezzato per l'erogazione di servizi sanitari, educativi e psicosociali per i bambini di strada di alcuni quartieri di Manila, nelle Filippine. Saranno forniti alimenti, medicine e vari materiali necessari all'attività del furgone. Gli operatori verranno formati e retribuiti.

E' un progetto rivolto a novanta bambini che lavorano per le strade di Lima, in Perù, come venditori ambulanti, facchini, lustrascarpe, scaricatori. L'obiettivo è quello di migliorare le loro condizioni di vita, aiutandoli a sviluppare le loro capacità.

Senza marchio
Centinaia di milioni per manifesti, stendardi, inserzioni sui giornali: questi i costi per far conoscere "Un cuore si scioglie...". Una campagna pubblicitaria costa, e costa tanto. Forse quei soldi era meglio spenderli per aumentare il contributo ai progetti di solidarietà e fare più bella figura. E' stato deciso di imboccare un'altra strada: centinaia di milioni per far riflettere la gente, per divulgare quei valori di civiltà e solidarietà che altrimenti rimangono inespressi o isolati.
L'Unicoop Firenze ha deciso di non fare una campagna commerciale natalizia per promuovere la propria rete di vendita e il proprio marchio, nel mese nel quale i consumatori spendono di più di tutto l'anno. Gli spazi sui muri, sui giornali, nei punti di vendita, che dovevano proporre super sconti e maxi offerte, sono stati occupati da 'Un cuore si scioglie', dall'appello all'adozione a distanza. E per non dare spago agli equivoci, la cooperativa ha rinunciato ad utilizzare il marchio Coop: nessuno può pensare che sia stata un'operazione furbesca per apparire buoni e sperare così di aumentare gli incassi.
Quelle centinaia di milioni hanno moltiplicato l'impegno di solidarietà, si sono trasformati in miliardi per nutrire, curare ed istruire bambini sfortunati. La decisione di un consiglio d'amministrazione si è moltiplicata in migliaia di decisioni, di atti, di impegni. Questa è cooperazione.
(Antonio Comerci)