Un po’ di storia sull’ora legale. L’influenza sull’organismo umano

Scritto da Silvia Gigli |    Marzo 2016    |    Pag. 8

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Foto F. Giannoni

26/27 marzo

Tutto ha avuto inizio nel 1916. Proprio in quell’anno l’Italia decise che avrebbe adottato l’ora legale. L’obiettivo era chiaro: si sarebbe guadagnata un’ora di luce in più per produrre armi e munizioni. Finita la prima guerra mondiale, l’ora legale fu soppressa e ripristinata più volte, perché i vantaggi in termini di risparmio energetico erano significativi. 

Si stima infatti che nel periodo compreso tra il 2004 e il 2012 in Italia siano stati risparmiati più di 6 miliardi di kilowattora, eliminando 900 milioni di euro di spesa energetica. Nel nostro Paese spostare la lancetta due volte l’anno è diventata una consuetudine a partire dal 1966.

Quest’anno l’orologio andrà un’ora avanti nella notte fra il 26 e il 27 marzo, per poi tornare indietro nella notte fra il 29 e il 30 ottobre. L’ora legale a livello internazionale è chiamata Daylight saving time, ovvero tempo di risparmio per la luce, e definisce un anticipo di 60 minuti rispetto al Coordinated Universal Time (Utc).

Una direttiva europea prevede che l’entrata in vigore dell’ora legale avvenga l’ultima domenica di marzo e il ritorno all’ora solare l’ultima di ottobre. Insieme all’Italia, infatti, hanno adottato il sistema del doppio orario tutti i paesi dell’Unione europea.

Sfruttando l’allungamento delle giornate, si può anticipare di un’ora la vita produttiva in primavera e in estate, guadagnando un’ora di luce la sera e ritardando il consumo di energia elettrica per l’illuminazione.

Se in Europa tutti i Paesi hanno aderito all’ora legale, questo non riguarda Cina, Maldive, India, Thailandia, Tunisia, Zanzibar, Mauritius, Madagascar, Seychelles, Egitto e Filippine, mentre la Russia ha deciso di mantenere per tutto l’anno solo l’ora legale in luogo di quella solare.

I disagi

Il notevole risparmio di energia elettrica val bene qualche disagio per la popolazione. È stato infatti rilevato dagli scienziati che l’ora legale può avere effetti sulla salute. È tutto legato al ritmo circardiano della veglia e del sonno e alla maggiore o minore sensibilità di ciascuno di noi al cambiamento dell’ora in cui ci svegliamo.

«Tutti gli organismi hanno un orologio interno, un bioritmo che regola il sonno e la veglia - spiega il professor Giampiero Maracchi, scienziato e climatologo -. Lo spostamento anche di una sola ora di sonno può comportare modifiche di tipo ormonale anche sensibili. Non è un caso che ai piloti d’aereo siano riservati trattamenti particolari previsti dal loro contratto di lavoro proprio per superare i traumi da jet lag, causati dai repentini cambiamenti di fuso orario».

Il rapporto fra ore di luce e ore di buio è fondamentale ai fini di una buona tenuta dell’umore. «Non è un luogo comune, ma un fatto scientificamente provato, che le popolazioni che vivono in climi equatoriali dove le ore di sonno sono identiche a quelle di veglia, abbiano comportamenti diversi rispetto a quelle che vivono molto al buio, come avviene per esempio in nord Europa», sintetizza il professore.

Insomma, i bioritmi incidono sulle culture delle popolazioni. Tutto è legato agli ormoni e all’aumento repentino di serotonina. Non si tratta di patologie vere e proprie ma di disagi. Irritabilità, sbalzi di umore, agitazione, insonnia, nella migliore delle ipotesi un certo scombussolamento.

«Il nostro orologio biologico è stato tarato nel corso dei millenni - dice ancora il professor Maracchi -, ed è chiaro che anche un minimo cambiamento può creare un problema. Se poi la mutazione è molto significativa come avviene con il clima, allora gli effetti sono più eclatanti. Un autunno così caldo come quello appena passato non può non avere effetti negativi sulla salute».

Consigli

Ne è convinto anche il dottor Giacomo Trallori, gastroenterologo, che rivela come proprio in autunno, stagione delicatissima per chi soffre di patologie legate all’apparato digestivo, come il reflusso gastroesofageo, il disagio aumenti sensibilmente e il ritorno all’ora solare sia spesso mal tollerato da questi pazienti.

Ma è soprattutto con l’ora legale che le persone sembrano soffrire di più. «I disturbi causati dal cambio di orario possono spaziare da una modesta insonnia alla fatica a concentrarsi, al cambio di umore - spiega il medico -. È stato rilevato che nei cinque giorni successivi si verificano alterazioni che sono più evidenti in chi ha un ritmo sonno/veglia più spostato verso la notte».

I cosiddetti gufi, insomma. «Esatto. Per cercare di affrontare questi malesseri è consigliabile un’alimentazione leggera, evitare i cibi speziati e salati e preferire invece quelli ricchi di magnesio e triptofano come il riso, la pasta, la verdura e i latticini. È comunque importante non eccedere».

Un’altra cosa da non dimenticare in questi giorni particolari è fare colazione. «Anche chi è solito non farla sarebbe bene cambiasse abitudini, perché la colazione stimola le endorfine che aiutano il nostro organismo ad abituarsi al nuovo orario. Suggeriamo poi di fare molta attività all’aria aperta. Infine un ultimo consiglio, anche se dal punto di vista dietologico non sarà considerato il top, visto che è molto calorica: mangiate molta frutta secca perché è ricca di magnesio e bevete tisane rilassanti prima di andare a letto».

Sarebbe bene, infine, se il cambio di orario ci fa soffrire, diminuire in quel periodo il consumo di caffè, di alcolici e anche il fumo.

Ad alcune persone servono anche tre settimane per abituarsi, ad altre basta un giorno, mentre invece i mattinieri sembrano non risentire affatto del mini jet lag.

In sintesi, si può avere un aumento della stanchezza, dell’irritabilità e talvolta anche degli incidenti stradali dovuti a distrazione e difficoltà nella concentrazione. Piccoli stress sull’altare del risparmio energetico.


Gli intervistati:

Giampiero Maracchi, climatologo

Giacomo Trallori, gastroenterologo

Video