Aumentano le richieste di alloggi in cooperativa

Scritto da Silvia Gigli |    Gennaio 1999    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Soci per la casa
In media ci vogliono cinque anni di attesa per avere le tanto sospirate chiavi di casa. Ma ne vale la pena. Ne sono convinte le migliaia di famiglie che ogni anno bussano alla porta di "Unica" per sapere come si fa a costruirsi una casa in cooperativa. "Unica" è la più grande cooperativa di abitanti dell'area fiorentina aderente all'Arcat e a Legacoop ed è nata due anni fa dalla fusione di sei cooperative attive nella provincia di Firenze da almeno 25 anni. E' dunque un osservatorio di tutto rispetto per riuscire a capire dove va il mercato della casa e, soprattutto, qual è l'identikit di chi si rivolge alle cooperative di abitanti.
Dal 1° gennaio 1997 al 20 ottobre 1998 sono state 3 mila 787 le persone che hanno richiesto informazioni a "Unica" per acquistare una casa in cooperativa. Di queste, 2 mila 847 hanno sostenuto un colloquio per spiegare che tipo di casa stavano cercando e, soprattutto, quali erano le loro condizioni abitative in quel momento. Circa in mille hanno deciso di diventare soci e intraprendere così il percorso che li porterà ad acquistare una casa in cooperativa, gli altri sono rimasti potenziali soci. In tutto quasi 3 mila persone - spesso si trattava di famiglie e quindi il bacino di utenza va immaginato ancora più ampio - che hanno raccontato come si vive l'emergenza abitativa nell'area fiorentina e perché si sceglie ancora di farsi la casa in cooperativa.

Cerco casa
L'aspirante proprietario è giovane, sposato, ha un lavoro dipendente, vorrebbe abitare nel comune di Firenze e si dichiara disposto ad aspettare anche due anni prima di entrare nella nuova abitazione. Questo, perlomeno, è il ritratto che disegnano le percentuali del sondaggio. Ma, analizzando un po' più nel dettaglio, il quadro diventa un tantino più complesso. Innanzitutto, se il 67 per cento degli intervistati ha un'età compresa tra i 18 e i 40 anni, c'è anche un 25,1 per cento che ha tra i 40 e i 60 anni e un 8,2 per cento che ha più di 60 anni, segno evidente che si cerca casa anche in età matura e che le esigenze abitative cambiano con il passare degli anni. Allo stesso modo, se il 46,6 per cento del campione dichiara di essere sposato, oltre il 28 per cento è single - è questo un dato che supera di gran lunga la media nazionale - mentre il 15,4 per cento è in attesa di sposarsi o di iniziare una convivenza. 'La percentuale di giovani e di anziani non deve essere più considerata marginale - spiega Stefano Tossani, presidente della cooperativa "Unica" -. Sono questi i nuovi soggetti cui il mercato deve essere in grado di dare risposte qualificate. L'area fiorentina vanta la più alta presenza di ultrasessantacinquenni d'Italia, il 22 per cento contro il 17 della media nazionale, e tantissimi sono anche gli studenti fuori sede, gli extracomunitari, le giovani coppie'. Il sondaggio rivela anche che chi decide di acquistare una casa in cooperativa lo fa perché gli affitti ormai sono più cari dei mutui (31,1 per cento), perché deve mettere su famiglia (28 per cento), perché ha uno sfratto pendente (21,5 per cento) o perché l'alloggio in cui vive non è più adeguato alle sue esigenze (19,3 per cento). Quest'ultimi sono soprattutto anziani rimasti soli in case enormi perché i figli sono andati a vivere da soli o giovani coppie che hanno avuto un figlio e che necessitano di maggiore spazio. E la necessità di una casa è tale che, se fosse necessario, sarebbero anche disposti a trasferirsi in un altro comune.

Firenze, addio!
Il 49 per cento del campione risiede a Firenze, il 15,6 per cento a Scandicci, il 12,5 per cento a Sesto Fiorentino, il restante 23 per cento sparso negli altri comuni della provincia. Ma, dovendo formulare due opzioni, la percentuale di coloro che indicano Firenze come luogo di residenza preferito scende al 47,5 per cento (e al 44,6 per cento in seconda battuta) mentre salgono Sesto Fiorentino (24 e 21,3 per cento) e Scandicci (16,3 e 17,7 per cento) e Calenzano lievita dall'1 per cento della prima opzione al 5,1 per cento della seconda.
'Firenze tiene, è chiaro, ma cominciano a profilarsi nuove realtà interessanti - commenta Tossani -. La verità è che lasciare Firenze non è una scelta culturale, ma diventa piuttosto una necessità quando in città non si riescono a trovare alternative concrete alle attuali condizioni abitative e a un mercato che offre alloggi anche meno cari di un tempo ma quasi tutti da ristrutturare, magari senza ascensore e con oggettive difficoltà di parcheggio'.