260 mila euro stanziati dalla cooperativa per realizzare otto progetti di solidarietà. Altri fondi sono stati raccolti fra soci e consumatori

Centotrenta euro raccolti in un paio d'ore, nel supermercato Coop di via Carlo del Prete. E' il primo, piccolo contributo alla nuova campagna di solidarietà 'Un cuore si scioglie e libera un bimbo'. Lo scorso anno, il poco di tanti ha permesso di mettere da parte 362 mila euro per adottare a distanza 2 mila bambini.
Si ricomincia da otto
I risultati di quell'operazione sono sotto gli occhi di tutti: basta sfogliare il depliant che racconta, con descrizioni dettagliate e foto eloquenti, quanto è stato fatto finora. 'E' per me motivo di grande orgoglio poter affermare che a distanza di soli 12 mesi dal lancio della campagna tutti i progetti sono stati realizzati, o sono in fase di ultimazione - dice il presidente di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini -. Inoltre, grazie al contributo di 10 mila soci e consumatori, in Brasile, nelle Filippine, in India, in Perù, tanti bambini possono sperare in un futuro diverso'.
La strada è stata imboccata e non resta che proseguire. A piccoli passi - come quei 130 euro raccolti in un venerdì pomeriggio di spese pre-pasquali - si possono raggiungere traguardi importanti. Ne è convinta Carla Fracci, professionista straordinaria e donna dalla grande sensibilità, che ha dato il suo volto a questa seconda fase della campagna, firmata, ancora una volta, da Unicoop Firenze, Centri missionari della chiesa cattolica e Arci Toscana. '
Si ricomincia da otto
Non deve destare scalpore questa collaborazione tra laici e cattolici - dice monsignor Alessandro Plotti, arcivescovo di Pisa e presidente della Conferenza episcopale toscana -, perché non esistono diversità, di nessuna natura, politica, sociale o religiosa, quando l'obiettivo è aiutare gli altri'.
A Pistoia, grazie anche al forte impegno dei consiglieri della sezione soci, l'appello è già stato accolto da ben 1700 cittadini, che in sole due settimane hanno versato 7.500 euro a dimostrazione di quanto, in Toscana, sia forte il senso della solidarietà.
Per partecipare alla campagna basta versare un contributo, a partire da 5 e 10 euro. 'Ho sottoscritto un'adozione a distanza perché penso che sia giusto dare una mano a chi ha meno di noi -, dice Marco, che ha appena dato un aiuto nel supermercato di via Carlo del Prete -. Inoltre ho grande fiducia nella Coop: so che questi soldi arriveranno a destinazione'. Una fiducia che il presidente Campaini ripaga con una solenne promessa: 'La cooperativa si assume ogni responsabilità e si fa garante, moralmente e materialmente, di questi contributi. Tutti i soldi raccolti, fino all'ultimo centesimo di euro, saranno spesi per lo scopo al quale sono stati destinati. E se così non fosse ne risponderemo in prima persona'.
Si ricomincia da otto
Otto i progetti scelti per questa seconda fase, alla quale la cooperativa partecipa con un impegno finanziario di 260 mila euro, interpretando in modo diverso il proprio modo di essere 'azienda'.
'Sono iniziative concrete, che mirano a creare delle opportunità di sviluppo sul territorio su cui nascono - dice Vincenzo Striano, presidente dell'Arci Toscana -, perché non vogliamo fare della carità fine a se stessa'.

Progetti in corso

India
. A Madaplathurut, con un progetto finanziato nel 2001 dall'Unicoop Firenze, sono state costruite una quarantina di case in muratura, che hanno in parte sostituito le abitazioni in fango e foglie di cocco di quel villaggio. Non solo: alcune donne del villaggio hanno messo su una cooperativa per la produzione di camicie in cotone, per uomo e donna. Attualmente le ragazze cuciono nelle proprie abitazioni, ma con il nuovo progetto sarà costruita una piccola fabbrica, su un terreno messo a disposizione dalla Missione delle suore francescane di Santa Elisabetta.

Palestina. A Betlemme, la Chiesa toscana è impegnata ad aiutare la comunità con l'adozione di 2 mila bambini che frequentano la scuola primaria. Il progetto prevede l'acquisto di libri di testo, materiale per i laboratori d'informatica e di scienze e altri sussidi per l'attività didattica. A questo si aggiunge il rinnovato impegno, fatto proprio da Coop Italia, per l'acquisto di manufatti degli artigiani palestinesi, dopo il successo ottenuto lo scorso Natale dai personaggi del presepe scolpiti in legno d'olivo.

Burkina Faso.
Si ricomincia da otto
Si sta lavorando alla realizzazione di un panificio sociale, alla periferia della capitale Ouagadougou. Collaborano al progetto la facoltà di Agraria dell'Università di Firenze e alcuni dipendenti del gruppo Unicoop Firenze esperti in panificazione. L'obiettivo è migliorare la qualità dell'alimentazione, introducendo il pane nella dieta dei piccoli ospiti degli istituti d'accoglienza e degli orfanotrofi, dando al tempo stesso una possibilità di occupazione ai giovani della regione.

Brasile. A Salvador De Bahia prosegue il progetto 'Fazenda grande', il centro di accoglienza per i bambini di strada. Dopo la sua realizzazione - anche questa grazie alla campagna 'Il cuore si scioglie' dell'anno scorso - è necessario provvedere all'arredamento dei locali, all'acquisto di materiale sanitario specialistico e di materiale didattico.

Mozambico. A Matola sarà costruito un centro polivalente per 150 bambini e adolescenti poveri, abbandonati, orfani di genitori vittime di Aids. Ci sarà una cucina, un laboratorio professionale, una serra, dei servizi igienici. L'obiettivo è reintegrare questi ragazzi nella società - attraverso un'attività lavorativa - educandoli al tempo stesso ad una maggiore attenzione da un punto di vista sanitario, con particolare riferimento all'Aids.

Filippine. Il progetto riguarda 300 bambini tra i 4 e i 6 anni, i loro genitori e i loro insegnanti. Si prevede di costruire tre centri educativi per l'infanzia, dedicati ai ragazzi di Manila e ai bambini Manobo, una popolazione indigena a rischio d'estinzione dell'isola di Mindanao, dove verrà avviato anche un processo per rendere potabile l'acqua.

Perù. Continua la collaborazione con il Manthoc, il movimento di adolescenti e bambini figli di operai cristiani, che lotta contro ogni forma di sfruttamento del lavoro minorile. Il progetto prevede la costruzione di un centro sociale ad Ayacucho, una città andina dove molti gruppi di bambine e bambini abitano nelle baraccopoli della città e lavorano per la strada come lustrascarpe, spazzini, facchini, venditori di frutta e caramelle.

Ecuador. Sarà costruita una falegnameria nella missione di Atacames, che comprende 43 villaggi. L'apertura del laboratorio servirà per qualificare la scuola di avviamento professionale e l'Istituto tecnico industriale già funzionante.

Per partecipare alla campagna 'Un cuore si scioglie' basta versare il proprio contributo sul c.c. 2002.75 della Banca Toscana, via del Corso, Firenze, intestato a Unicoop Firenze/Progetti solidarietà. Informazioni anche su www.uncuoresiscioglie.it