Solidarietà e legalità i temi affrontati da nove classi delle medie superiori

«I nostri viaggi non finiscono mai, anche perché appena tornati c’è subito da lavorare…», così si esprimono i ragazzi nel loro blog, nato intorno al progetto (www.noiconglialtri.it), nel quale descrivono il senso della loro avventura. Il progetto “Noi con gli altri” è nato in forma sperimentale nell’anno scolastico 2006/07 per far conoscere e visitare agli studenti delle scuole superiori toscane (nel primo anno erano quattro) alcuni paesi del sud del mondo e altre realtà a noi vicine, con l’obiettivo di ideare e realizzare un concreto progetto di solidarietà “militante”. I ragazzi sono stati portati a contatto con mondi lontani dalla loro vita quotidiana: accompagnati da animatori, hanno contribuito allo sviluppo dei progetti in cui erano coinvolti.

Grazie agli ottimi risultati dello scorso anno è stato deciso l’allargamento del progetto a più scuole della regione: nell’anno scolastico che si è appena concluso erano ben nove. Il percorso formativo prevede più fasi. La prima è costituita da una riflessione sulle relazioni tra nord e sud del mondo, sul valore della legalità e della solidarietà. La seconda prevede un approfondimento sul paese o sul progetto prescelto, attraverso la raccolta di materiale o la presenza di testimoni. Il viaggio, o l’esperienza diretta nel caso di progetti “locali”, rappresenta l’occasione per valutare le necessità reali e orientare la propria azione di solidarietà. La terza consiste nel sostegno a distanza del proprio progetto, con raccolta di fondi e diffusione delle finalità sul territorio.

Qui Africa
Studiano agraria i ragazzi dell’istituto “Bettino Ricasoli” di Siena, per questo sono stati in Burkina Faso. Obiettivo: aiutare il centro studi e formazione per l’insegnamento “Laafi Roogo”, che il Movimento Shalom ha realizzato a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso. Il centro studi si ocupa di agricoltura e dopo la positiva esperienza della coltivazione e distribuzione dei fagiolini da parte di Coop Italia, si potrebbe passare ad altre colture (agrumi e ortaggi) grazie ad un’adeguata formazione. Così il compito di questo centro diventa non solo porre le basi per nuove opportunità di lavoro, ma anche mettere un freno all’urbanizzazione selvaggia che si sta verificando in Burkina.

Sette ragazzi dell’istituto tecnico commerciale sperimentale statale “F. Pacini” di Pistoia, invece, sono partiti per il Camerun. Obiettivo: contribuire al progetto di completamento della costruzione di una scuola primaria e predisporre un programma di educazione alimentare per la popolazione di Besalì, in stretta collaborazione con gli studenti del collège di Fontem, altra località del Camerun. Partner del progetto, il Movimento dei Focolari, presente fin dagli anni ’60 a Fontem, con numerose azioni che hanno portato quest’area verso importanti traguardi in campo economico, sociale, educativo e sanitario.

Tutti insieme in Palestina
Una delegazione di ragazzi della classe IV della scuola media superiore di San Giovanni Valdarno è partita per la Palestina. Il 30 marzo hanno partecipato all’inaugurazione di aule di catechismo, sale polivalenti, campi di calcio e una pizzeria, tutti interventi volti a riqualificare i locali e gli spazi del centro sociale di Beit Hanina, quartiere cristiano di Gerusalemme. Il centro ha l’obiettivo di favorire l’incontro e il dialogo fra giovani di religioni e popoli diversi. Il centro è concepito per aiutare i ragazzi di Gerusalemme ad «allontanarsi dalle strade; per usufruire del loro tempo libero per fare qualcosa che amano; per combattere la tossicodipendenza e l’alcolismo», come scrive padre Ibrahim Faltas presentando il progetto “Bambini senza confini”.

L’attività della pizzeria consentirà di sostenere i costi di gestione del centro sociale. Per far partire l’attività tre dipendenti di Unicoop Firenze sono stati lì dieci giorni per formare i ragazzi. Gli 11 studenti di San Giovanni Valdarno, oltre a vivere alcuni giorni con i coetanei palestinesi ed israeliani, sono stati impegnati a realizzare murales e a contribuire alla costruzione di una casa, che è stata affrescata all’esterno insieme all’artista Giuliano Tomaino.
 
A tu per tu con la ‘ndrangheta
Non serve andare lontano per accorgersi del disagio delle persone: anche in Italia si possono trovare luoghi in cui la vita è difficile, anche se la colpa non è della povertà, come ad esempio in Africa o in India. In Calabria c’è un male ugualmente grave che si chiama mafia: non solo un’organizzazione criminale che spara e uccide, ma anche controllo e mediazione, soprattutto nel campo del lavoro e dell’occupazione. Una soluzione concreta sembra essere quella del riutilizzo delle terre confiscate, proprio per dare lavoro a persone precarie o disoccupate, oppure a chi normalmente sarebbe costretto ad andare a chiedere raccomandazioni. A Polistena e nella piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria), è andato un gruppo di studenti dell’Istituto tecnico commerciale e sperimentale statale Antonio Pesenti di Cascina, per sostenere l’attività agricola delle cooperative e promuovere la Giornata del ricordo e della memoria in nome delle vittime di tutte le mafie. Tutto ciò per costruire una cultura della legalità, e sostenere il lavoro nei campi e l’avvio del centro di trasformazione della cooperativa Valle del Marro, aderente all’Associazione Libera di Don Ciotti.



In giro per Siena

“Tante foto per descrivere una sola parola: amicizia. Se non fosse per questo sarebbero soltanto semplici scatti”. Così le ragazze della terza B del liceo della formazione Santa Caterina da Siena descrivono la loro esperienza. Costruire itinerari turistici insieme ai ragazzi con sindrome di Down: questo era l’obiettivo del progetto elaborato dalle ragazze insieme all’Associazione senese Down (Asedo), in collaborazione con la Pubblica Assistenza e il Comune di Siena. La mostra fotografica realizzata testimonia, passo dopo passo, il loro percorso: dal primo incontro ai saluti finali. Le sezioni della mostra sono cinque. Una è dedicata al primo incontro; tre sono ispirate ai diversi laboratori che si sono svolti a Siena sui temi dei colori, delle forme e dei suoni; un’altra documenta la passeggiata per la città. Sui pannelli accanto alle foto ci sono pensieri, frasi o poesie scritte dalle ragazze della scuola e dai ragazzi dell’Asedo, per raccontare e spiegare quest’avventura.

Empoli
Da spreco a solidarietà


Il progetto che ha coinvolto i ragazzi della III A del Liceo artistico “Virgilio” di Empoli si è svolto su due fronti. Innanzitutto su quello del recupero solidale delle merci. Che cosa significa? Significa cercare di evitare gli sprechi raccogliendo tutta una serie di prodotti invenduti nei supermercati (ad esempio alimenti danneggiati nelle confezioni, frutta senza involucro od oggetti ammaccati) che rischierebbero di andare al macero. Questi materiali vengono raccolti, conservati in magazzini comunali e successivamente ridistribuiti fra varie associazioni, Auser, Misericordia, Pubblica Assistenza, Caritas e varie parrocchie chiamate poi a girarli a chi ne fa richiesta. Il progetto “Recupero merce”, questo il nome dell’iniziativa, è organizzato da Re.So (Recupero solidale), l’associazione che dal 2006 raccoglie tutte le associazioni che insieme ad Unicoop Firenze lavorano da diversi anni a questo progetto. La seconda parte del progetto ha visto i ragazzi esprimere tutta la loro creatività nell’ideare e realizzare una campagna di comunicazione per dare il giusto valore a questa iniziativa e farla conoscere.

Ospedale Meyer
La tv dei bambini
I ragazzi dell’Istituto d’arte di Firenze ci hanno lavorato tutto l’anno. Hanno fatto progetti e proposte; qualcuna è andata in porto altre no, ma anche questo fa parte del lavoro in tv. Avevano un obiettivo: realizzare con l’aiuto del regista Giovanni Miccoli una serie di servizi televisivi che a partire dal prossimo autunno saranno uno degli elementi del palinsesto di una vera e propria televisione nata dentro al Meyer per gli ospiti dell’ospedale.
In questo caso il progetto “Noi con gli altri” ha voluto invitare gli studenti alla conoscenza e al confronto con la realtà della malattia. Durante l’anno ci sono stati incontri con i responsabili dell’ospedale, incontri con i degenti e poi le riprese vere e proprie dentro l’ospedale.
Ricordiamo che oltre a questo intervento, Unicoop Firenze è impegnata a finanziare la Fondazione Meyer per la realizzazione del laboratorio “Camere bianche”. Con 500 punti della raccolta punti sulla spesa, il socio contribuisce a devolvere 20 euro per il laboratorio

Sul sito www.noiconglialtri.it ci sono i progetti, le foto e i commenti dei ragazzi che hanno partecipato al progetto


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