Come risolvere i problemi della vista con la chirurgia refrattiva

Scritto da Alma Valente |    Ottobre 2010    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).


(disegno di Lido Contemori)

 

I problemi della vista sono molto diffusi nella popolazione italiana. Infatti se consideriamo tutti i soggetti affetti da miopia, ipermetropia ed astigmatismo e quelli di età superiore ai 40 anni affetti da presbiopia, è possibile affermare che quasi tre italiani su quattro hanno una qualche alterazione visiva. Per ovviare a questi problemi, per fortuna oggi esistono tante opportunità. Ecco, allora, i consigli del dottor Alessandro Franchini, oculista e dirigente medico dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze.

«I difetti di vista possono essere corretti con l'uso di occhiali o lenti a contatto, ovviamente, dopo una prescrizione da parte di un medico oculista, che è l'unico in grado di valutare tramite una visita accurata, quale sia il grado reale del problema visivo. Soluzioni che garantiscono una buona correzione anche se le lenti a contatto, eliminando la distanza occhio-lente migliorano la qualità della visione.» Ma oggi la scienza ci offre anche altro, la cosiddetta chirurgia refrattiva, «un mezzo sicuro ed efficace - spiega il dottor Franchini - che permette in molti pazienti di abbandonare l'uso di occhiali o lenti a contatto».

Ma in cosa consiste e come viene fatta?
«Il problema può essere risolto con l'insieme di molte tecniche diverse - continua Franchini - che si avvalgono dell'utilizzo di laser (ad eccimeri, o fentomsecond) e di tecniche di implantologia sia corneale che endoculare. La scelta delle varie tecniche è fatta caso per caso sulla base del tipo di difetto, del suo grado e delle caratteristiche di ogni singolo occhio».

Ma, al di là degli occhiali o delle "lentine", che sembra vadano bene per tutti, perché sottoporsi ad intervento chirurgico?
«Non è così - specifica Franchini - ; a prescindere dal grado del difetto visivo, grande importanza sulla opportunità di ricorrere a questa chirurgia sono i fattori psicologici. Per alcune persone portare gli occhiali è causa di frustrazione e la loro eliminazione permette di recuperare nella vita di tutti i giorni una disinvoltura ed una sicurezza impensabili. Va infine ricordato che questo intervento è sconsigliato ai soggetti di età inferiore ai 20 anni o comunque ai pazienti in cui il difetto non sia stabile da almeno 1-2 anni. Ciò eviterà di dover ricorrere di nuovo al chirurgo. È necessario inoltre far presente ai pazienti di età superiore ai 40-45 anni che l'intervento non escluderà l'uso di occhiali da vicino per la correzione della presbiopia».

Ovviamente la chirurgia refrattiva, come d'altronde qualsiasi atto medico, anche il più banale, non è completamente esente da complicanze. Alcuni consigli utili sono quelli di rivolgersi sempre a centri pubblici o privati e a professionisti con una solida esperienza in questo campo, esigendo un'adeguata informazione su tutto ciò che riguarda le tecniche, i risultati e le possibili complicanze.

 

Lacrime
Gli occhi del cuore

È buffo, quando sto di fronte al computer, scrivendo questi articoli mettendoci un po' di anima oltre che, spero, anche un po' di professionalità, ogni tanto mi lacrimano gli occhi. E allora, quasi come fanno i bambini, me li copro con una mano. Poi, piano piano la scosto ma oggi lo sguardo mi è caduto, su una delle tante foto che sono davanti al muro della mia scrivania, quella di mamma Lia: mia suocera. Una donna bellissima che purtroppo non ho mai conosciuto. Di una cosa però sono convinta, anche nei momenti più difficili lei mi è sempre vicina, magari, con gli "occhi" del cuore.

 


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