Alla scoperta dei prodotti per perdere peso, tra bugie e (mezze) verità. Il parere dell'esperto

Scritto da Alma Valente |    Gennaio 2008    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Sette chili in sette giorni
Perdere 2 o 3 chili dopo le feste? Basta un po' di buon senso: ridurre pane e pasta, mangiare più verdure, eliminare dolci, e fare qualche camminata in più. Fin qui tutto semplice. Ma il compito diventa più difficile quando i chili da smaltire non sono causati da abbuffate temporanee. Il panorama del "fai da te" che ci viene proposto è enorme.
Basta navigare su internet o guardare una delle tante pubblicità in televisione. Sembra che si dimagrisca veloci, veloci. Eppure, secondo i dati Istat, sono quattro milioni gli italiani obesi e 16 milioni quelli in sovrappeso, e purtroppo il problema aumenta nelle giovani generazioni.

Contro l'obesità
«In Europa i tassi di obesità variano tra il 19 e il 27% negli uomini, fino al 38% nelle donne. In alcune regioni il tasso combinato di obesità e sovrappeso supera il valore del 67% - spiega il professor Carlo Maria Rotella, presidente della Società italiana obesità - ma il problema più allarmante riguarda i bambini. In Italia, a fronte di una prevalenza del 33,4% di adulti sovrappeso e del 9,1% di obesi, mediamente è obeso il 13% dei bambini e degli adolescenti».
La situazione in Italia è migliore che negli altri paesi europei, ma non c'è da rallegrarsi: l'allarme è più che giustificato anche da noi: infatti i giovani con problemi di peso si trasformano in adulti sovrappeso od obesi, con conseguente maggior rischio per la salute. Cosa è possibile fare? «Innanzitutto, bisogna individuare il meccanismo che causa l'obesità, una vera e propria malattia - dice Rotella -. Sono importanti i risultati dello studio italiano condotto dal professor Enzo Nisoli, all'Università di Milano, che dimostrano come la restrizione alimentare determini una riduzione del metabolismo, agendo sui muscoli. Il significato pratico di queste ricerche conferma che la cura dell'obesità deve concentrarsi sull'intensificazione dell'esercizio fisico, più che su diete molto restrittive. I farmaci vanno solamente visti come degli strumenti di aiuto per il paziente a compiere il percorso di modificazione dello stile di vita».
I farmaci attualmente in commercio in Italia, ed acquistabili solo dopo presentazione di ricetta medica, sono solamente due: la Sibutramina - con effetto di riduzione dell'appetito - e l'Orlistat, che riduce l'assorbimento dei grassi da parte dell'intestino. Un terzo farmaco, il Rimonabant - anch'esso capace di ridurre l'appetito - dovrebbe essere introdotto in commercio in Italia nei primi mesi del 2008.

Falsi dimagranti
L'obesità appare dunque essere una malattia "povera" di farmaci e questo spiega un gran proliferare di prodotti da banco con supposta attività dimagrante. Esistono attualmente in commercio circa trecento prodotti ad azione dimagrante: il 25% è rappresentato da fibre vegetali, mentre il 75% da fitogemmoterapici (tinture madri, macerati glicerici, estratti secchi).
La vendita dei prodotti di questo tipo non è vincolata ad una valutazione medica preventiva e al rilascio di un'autorizzazione ministeriale, ma è tollerata purché non venga reclamizzata la loro capacità di curare una malattia e venga invece assicurata solo quella di contribuire genericamente al mantenimento dello stato di salute. Le sostanze contenute nei prodotti commercializzati e identificate come "dimagranti" favoriscono attività diuretica ovvero sono drenanti; attività coleretica e colagoga ovvero disintossicanti;attività anoressizzante cioè che toglie l'appetito; attività sul dispendio energetico; azione sull'assorbimento e sul metabolismo dei grassi e degli zuccheri ovvero brucia grassi.
I più "seri" aggiungono (senza farlo molto notare) che il prodotto funziona purché associato a regime ipocalorico. Per chi non lo sapesse questo vuol dire DIETA. Se ci si mette a dieta qualunque cosa fa dimagrire! Molti non funzionano, altri hanno efficacia limitata con un risparmio di circa 200 calorie. Chi li produce chiede l'autorizzazione al Ministero della Salute per inserirli sotto la voce integratori, ma poi vengono presentati come dimagranti.
Esaminiamo i possibili effetti positivi - ma anche i potenziali rischi derivanti dall'uso di questi prodotti - facendo riferimento a quanto pubblicato dal professor Franco Contaldo, dell'Università Federico II di Napoli, noto esperto di questo settore.

Questione di principio
I prodotti in commercio sono spesso miscele di due o più dei suddetti principi (anche una decina), per cui è difficile studiarne dettagliatamente l'efficacia e la sicurezza. L'associazione efedrina-caffeina si è dimostrata efficace sia nella perdita che nel mantenimento del peso, tuttavia è responsabile anche di numerosi effetti collaterali, a carico del sistema cardio-vascolare e nervoso. Altre sostanze con riferita attività sul metabolismo energetico sono quelle contenute nel Fucus vescicolosus (un'alga marina appartenente alla famiglia delle fucacee) ma questi prodotti, con elevato contenuto di iodio, possono provocare, se utilizzati per molto tempo, dei seri disturbi alla tiroide. Molti prodotti vegetali contenenti polifenoli, in particolare le catechine, sono stati studiati per la dimostrata attività sul sistema delle catecolamine.
Le ricerche più valide riguardano il thè verde (Camelia sinesis) e il Mate (Ilex araguayensis), che pare siano in grado di aumentare la dispersione di calore e influire positivamente sulla perdita di peso. Questi dati vanno comunque tutti controllati e verificati con ricerche più approfondite. Purtroppo il concetto che "il naturale non può far male" domina ancora le menti e i discorsi di chi è alla ricerca di una soluzione semplice (o semplicistica?) per migliorare la qualità della salute. Ci sono rischi relativi all'utilizzo di fitoterapici riguardanti alcuni prodotti di larga diffusione, sotto esame per la loro inefficacia o addirittura dannosità. Viene spontaneo dire che, allo stato attuale, non si possa dimagrire con l'uso delle erbe senza decidere di modificare il proprio stile di vita. È facile capire che le grandi industrie farmaceutiche impiegherebbero pochi giorni a trasformare in farmaci rimedi fitoterapici veramente efficaci. Molti preparati vegetali, in pratica, possono provocare gravi problemi clinici ed effetti collaterali.
Per quanto riguarda le sostanze con riferita attività sull'assorbimento e sul metabolismo di grassi, zuccheri e proteine, queste sono principalmente rappresentate dall'acido idrossicitrico, dall'acido gimnemico, dalla chitina e dalla bromelina. Per nessuno di questi prodotti esistono studi clinici controllati che ne dimostrino l'efficacia e soprattutto la sicurezza. In conclusione, è evidente quanto sia difficile risolvere il problema del sovrappeso e dell'obesità, purtroppo così diffuso. Abbiamo visto come il ricorrere a soluzioni "fai da te" presenti dei potenziali rischi, per cui è più prudente rivolgersi al nostro medico di famiglia che saprà proteggerci da soluzioni miracolistiche e troppo spesso truffaldine.



COME ERAVAMO
A proposito di dieta... Mi sto rendendo conto che è più facile parlare con gli anziani. Quando si fa loro una domanda ascoltano attenti e gentili e rispondono con grazia. Una gentilezza lieve, come la carezza delle ali di una farfalla. Ebbene, anche in questi giorni sono andata al mercato a cercare un po' di storia.

Girando tra i banchi ha attirato la mia attenzione una signora tutta vestita a "modino", come si dice in Toscana, che guardava con curiosità delle camicette. Dopo essermi presentata e averle spiegato il motivo della mia domanda le ho chiesto l'età, e lei con un po' di ritrosia tutta femminile mi ha risposto: «Io l'età la confesso - 81 anni - ma non faccia il mio nome». Promessa mantenuta. Alla domanda di cosa facevano le sue nonne per mantenere la linea si è messa a ridere ed ha risposto: «Tesoro, ai miei tempi c'era solo un detto: "grassezza fa bellezza"».
Perché? - ho chiesto io. E lei, quasi stupefatta: «Bimba, ai tempi miei il pollo si mangiava solo la domenica, quando c'era!». Forse adesso abbiamo troppo? Meditate gente, meditate!


L'intervistato:
Prof. Carlo Maria Rotella, presidente Società italiana obesità