Consigli per dormire meglio

Scritto da Alma Valente |    Luglio 2001    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Senza sonno
Se pensiamo che un terzo della nostra esistenza la passiamo dormendo, si capisce come i disturbi legati al sonno possano condizionare il nostro benessere e la nostra felicità. Eppure, secondo le statistiche, oltre il 14% delle persone dorme male, una percentuale che dopo i 60-65 anni arriva addirittura al 33%. Per saperne di più abbiamo intervistato il professor Mario Barucci, libero docente in psichiatria ed autore del libro "Sonno e insonnia" (ed. Utet).

Professore, concorda con i dati statistici? O meglio, secondo lei, gli italiani dormono veramente così male?
«Se ne fa un gran parlare e spesso con delle strategie sbagliate. Non c'è di peggio, infatti, che terrorizzare la gente sui problemi dell'insonnia, perché il sonno è qualcosa che più viene cercato e più scappa. Quindi è giusto occuparsene ma stando bene attenti a non far confusione. Per esempio le statistiche vanno corrette secondo un parametro molto semplice che è quello dell'esistenza di forme di pseudo insonnia. Molte persone, infatti, pur avendo dormito tutta la notte giurano di non aver riposato bene».

Parlare di insonnia vuol dire, in primo luogo, parlare di un bisogno fondamentale dell'uomo: il sonno. Che cos'è, professore?
«E' sicuramente un fatto naturale, anche se non si sa perché si dorme e a che cosa serve il sonno. Ad oggi, una risposta seria e scientificamente provata ancora non esiste. Noi sappiamo che si possono uccidere certi animali negandogli il sonno e che gli antichi romani, pur essendo civilissimi, usavano per certi prigionieri politici la "tortura insomniae" e questi regolarmente morivano».

Ma quanto è importante per il nostro benessere psico-fisico dormire bene?
«E' molto importante, soprattutto, evitare di farsi delle convinzioni sbagliate e non spaventarsi se si dorme poco bene per qualche notte. Ci sono molte persone, per esempio, che non sanno qual è la differenza tra il sonno del giovane e quello dell'anziano, eppure, ciascuno di noi ha visto il bambino neonato dormire 18-19 ore al giorno. Pretendere però di dormire a 70 anni come a 20 è un errore perché, anche se non ne conosciamo le cause, è dimostrato che il bisogno totale di sonno nell'anziano è di circa 6 ore sulle 24».

Quindi col passare degli anni succede qualcosa che altera questo equilibrio sonno-veglia?
«Soprattutto siamo noi che lo alteriamo, in quanto di questo atto automatico e perfetto come il respirare ce ne preoccupiamo dandogli delle valenze culturali che vanno al di là di quella che è la fisiologia normale. Mi spiego meglio. Nei molti anni di lavoro come neuropsichiatra sono stato sempre colpito dall'enorme importanza che i pazienti attribuiscono a questo argomento. Le lamentele sul sonno sono frequentissime e spesso costituiscono il motivo stesso della visita ma l'insonnia, con tutto il suo carico di sintomi come stanchezza, mal di testa o depressione è solo la conseguenza di un retroterra che può essere sia organico che psicologico. Troppo spesso, però, l'insonnia viene considerata fine a se stessa eppure invece può nascondere situazioni cliniche anche gravi e costituire un prezioso e preciso segnale d'allarme».

Veniamo ai rimedi. E' sempre necessario ricorrere ai farmaci?
«Indubbiamente sono i rimedi classici ma, se assunti per lungo tempo e, soprattutto, in dosi eccessive penalizzano da tutti i punti di vista. Ma questo vale particolarmente nell'anziano che può rifugiarsi nel sonno per sfuggire ad una realtà magari troppo opprimente. E soprattutto a questa categoria di pseudo insonni vorrei mandare un messaggio: come diceva Seneca "Attenzione amici a non sprecare il vostro tempo dormendo"».