Una campagna Coop per allevamenti responsabili e sicuri per gli animali e l’uomo

Scritto da Sara Barbanera |    Giugno 2017    |    Pag. 14

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

polli Sicurezza alimentare

Alleviamo la salute” è la nuova campagna di Coop che, a fianco delle istituzioni, punta a contrastare l’antibiotico-resistenza. Seppure per gradi successivi, si tratta di una vera e propria rivoluzione nella gestione degli allevamenti degli animali da reddito, coerente con l’impegno di Coop per la tutela della salute delle persone e del benessere animale.

L’operazione coinvolgerà oltre 1600 allevamenti di carne avicola, bovina e suina in Italia, dai quali provengono le filiere di carne a marchio Coop. I primi risultati sono già sullo scaffale: non si tratta di pochi prodotti simbolici, ma di intere linee di prodotto distribuite in tutta la rete di 1100 punti vendita in Italia. In realtà, la nuova etichetta “Allevato senza uso di antibiotici” è presente già da alcuni mesi sulle confezioni di faraona, cappone, gran gallo, galletto livornese e pollo all’aperto Fior fiore Coop (circa 2 milioni di capi annui): si tratta di razze a lento accrescimento, allevate a terra con standard rigorosi in termini di benessere animale e di bio-sicurezza, e più resistenti alle malattie. A maggio ha debuttato la nuova linea di pollo Coop “Allevato senza uso di antibiotici" (si stima circa 10 milioni di capi coinvolti a regime), mentre a giugno è la volta delle uova da galline allevate a terra senza antibiotici (2 prodotti, per circa 1 milione e 300.000 galline in un anno) e del pollo Fior fiore utilizzato in gastronomia (si stima circa 1 milione di polli annui). Si sta parlando di più di 14 milioni di animali coinvolti ogni anno, per ora pollame, con l’intenzione di comprendere in futuro anche le filiere del bovino e del suino.

L’impegno è a lunga scadenza, ma la strada da percorrere è molto chiara, come spiega Maura Latini, direttore generale alla gestione di Coop Italia.


Quali sono gli obiettivi di Coop e le prossime tappe?

«La sicurezza è uno dei tratti caratterizzanti dell’attività di Coop e questo tema non poteva non essere affrontato: già oggi la resistenza agli antibiotici è un rischio molto serio che mina la salute delle persone e degli animali e lo sarà di più domani, con stime di aumento della mortalità nel mondo dalle attuali 700.000 a 10 milioni di persone nel 2050. Con l’impegno sul miglioramento della qualità di vita delle filiere animali vogliamo contribuire al cambiamento della produzione del nostro Paese, con un vantaggio per i nostri clienti, ma anche per tutta la produzione italiana. È una campagna complessa che ha bisogno di essere ben comunicata, e il ruolo di chi lavora nei punti vendita è determinante per trasmettere ai consumatori l’importanza di questa scelta. Una scelta che ci pone al fianco delle istituzioni e conferma il nostro ruolo “storico”: le cooperative sono nate 160 anni fa per aiutare le persone a consumare prodotti buoni e convenienti e questo facciamo, oggi come ieri».


Coop si impegna quindi a perseguire la progressiva riduzione degli antibiotici; a dirci come, è Renata Pascarelli, direttore Qualità Coop Italia.


Cosa può fare oggi Coop rispetto al problema?

«Con questa campagna rispondiamo alle sollecitazioni che arrivano dal Ministero della salute e da autorità mondiali come l’Oms e l’Efsa su un più corretto e razionale uso degli antibiotici. Per segnare un passo decisivo contro l’antibiotico-resistenza abbiamo stabilito un patto con tutti gli attori delle filiere, perché animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati. Porteremo avanti ulteriori innovazioni negli allevamenti, perché, se la cura dell’animale è una priorità e non è possibile vietare né eliminare del tutto l’uso degli antibiotici, a favore della salute delle persone lo si può ridurre in modo drastico fino ad arrivare, in alcuni casi, ad animali allevati senza uso di antibiotici».


L'intervistata

Renata Pascarelli, direttore Qualità Coop Italia


Video


Notizie correlate

Carni con le ali

Quaglia, anatra e piccione, tre saporite alternative alla solita carne


latte mugello

Fra pascoli e stalle

In Toscana aumenta il numero dei bovini. E nel Mugello produzione e turismo vanno a braccetto con le Vie del latte


Immagine dei crostini ai fegatini di pollo

Fegatini e dintorni

Alla riscoperta delle ricette con rigaglie di pollo