Il cd con le storie cantate e scritte in musica rap, dai ragazzi dell’Istituto penale minorile G. Meucci di Firenze. Il nuovo progetto da sostenere

Scritto da Rossana De Caro |    Novembre 2013    |    Pag. 29

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Il titolo è già di per sè significativo: Senza ali. È il cd realizzato dai ragazzi dell’Istituto penale minorile di Firenze grazie al progetto “Pollicino”, ideato e gestito da Cat Cooperativa sociale onlus. Un’esperienza che va avanti da circa 6 anni, con un laboratorio di musica hip hop.

«Perché il rap, che dell’hip hop è la voce, serve a raccontare delle storie. Scrivere e cantare una canzone rap vuol dire ripensare la propria storia, metterla in ordine in frasi ritmate e rimate, e buttarla fuori, farsi ascoltare», ci dice Daniele Bertusi della Cooperativa Cat e responsabile del progetto.

Nel cd le canzoni, 17 brani incisi tra il 2011 e il 2012, sono state scritte dai ragazzi, sia italiani che stranieri, dell’Istituto, con musica originale. Sono storie di solitudine, di vite senza speranza, di mancanza di affetto, di rabbia e di amore.

«I ragazzi che si trovano nel carcere minorile vengono dalla strada. Spesso è stata la loro unica casa, l’unica scuola, dove molti di essi non hanno imparato nemmeno a leggere e scrivere. In strada hanno imparato a rubare e a spacciare, i due motivi principali per cui sono finiti “dentro”».

Nei 19 istituti penali minorili italiani ci sono circa 500 ragazzi. Ogni anno ne girano circa 1300. In Toscana ce ne sono due: uno a Firenze (che ospita circa una decina di ragazzi) e a Pontremoli (quello femminile).

Senza ali istituto minorile meucci.firenze

L’età dei ragazzi detenuti va dai 14 ai 21 anni. Sono quasi tutti ragazzi stranieri, o che vengono da realtà degradate, soprattutto del sud e dalle periferie: «Perché in carcere non ci finisce chiunque, ma solo chi non ha alternative, chi non ha la possibilità di avere un affidamento o una messa alla prova, svolgendo attività  sociali». Il laboratorio di musica è uno tra gli altri proposti ai ragazzi dell’istituto (ce ne sono di pittura, di sport, sui mestieri).

È un laboratorio educativo condotto da una équipe di persone (Sabrina, coordinatrice, Papaleo, educatore, Kidre e Charlie Dakilo, rapper), che guida i ragazzi nell’approccio alla musica, «l’obiettivo è spingere attraverso la musica i ragazzi a raccontarsi , a riflettere sulla propria storia e sui progetti futuri», ci spiega Daniele.

Vedendo e ascoltando il cd fatto da loro, aumenta l’autostima e la fiducia dei giovani carcerati in se stessi ma è anche “un’occasione, per tutti noi, per riflettere sul nostro sistema sociale, e guardare da un’altra angolatura il detenuto e la galera”.

Il progetto si fa ora più ampio: «Vogliamo far incontrare questi giovani musicisti “che suonano dentro” - afferma Daniele -  con altri giovani artisti “che suonano fuori”, far incontrare davvero due mondi, e far nascere un nuovo cd che li metta insieme. Ora abbiamo il permesso di far entrare con noi in carcere altri musicisti, e già diversi artisti giovani o affermati ci hanno dato la loro disponibilità».


Ma per dar vita a questo progetto servono 7000 euro e i fondi a disposizione sono pochi. Chi vuole contribuire lo può fare con una donazione, come ringraziamento gli verrà regalato il cd Senza ali.

Per saperne di più: www.coopcat.it; sviluppi@coopcat.it; Daniele 3357238740


Notizie correlate

Dignità e diritti

In Perù un movimento contro lo sfruttamento minorile


L'altro pallone

Un premio contro lo sfruttamento minorile