Nella banca del germoplasma per salvare le varietà tipiche toscane

Seme ritrovato e congelato
Vengono conservati in una cella frigorifera, in attesa di essere coltivati dai loro agricoltori custodi. L'unico metodo, questo, per salvarli dal rischio di un'estinzione precoce. Sono i semi di circa 300 varietà diverse appartenenti a 30 specie vegetali toscane, alcune delle quali scomparse addirittura dal mercato che non le richiedeva più.
Per non disperdere questo patrimonio che appartiene alla Toscana, la Regione ha pensato di istituire una vera e propria banca dove preservare il germoplasma - ovvero campioni di semi - di queste specie. Per garantirne la riproduzione, periodicamente i semi vengono tolti dalle celle - in Toscana ce ne sono due, una a Lucca e l'altra a Capannori - e nuovamente coltivati nei loro luoghi d'origine da una cinquantina di agricoltori che hanno aderito a questo progetto della Regione Toscana. La gestione della banca del germoplasma regionale è affidata all'Arsia, l'agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione agricolo-forestale. Ci sono i fagioli zolfini del Pratomagno, i pomodori costoluti fiorentini, le pesche passerine del Valdarno, tanto per citarne alcuni tra gli 85 tipi di fagiolo, i 36 di pomodori, 34 di insalata, 30 di zucchine, 17 di ceci e granturco, 12 di cipolle, 10 di fave. Tutti, anche i privati cittadini, possono segnalare alla banca specie che ritengono in pericolo. Sarà poi un'apposita commissione a giudicare se inserirle o meno tra quelle da salvare.
La legge regionale (la n. 50 del '97), comunque, non riguarda soltanto il regno vegetale. Nei repertori istituiti dall'Arsia, oltre al settore erbaceo e arboreo, c'è anche la sezione animale. Più che il rischio di estinzione, però, nei repertori conta che la specie sia autoctona ovvero - come dice la normativa - anche di origine esterna, ma introdotta da lungo tempo nel territorio della regione ed integrata tradizionalmente nella sua agricoltura e allevamento, derivata dalle specie autoctone attraverso una selezione, o scomparsa dalla Toscana ma presente in orti botanici, allevamenti e centri di ricerca di altre regioni o paesi. Su tutto e su tutti vigilano cinque commissioni scientifiche, che decidono quali specie, razze, varietà, cultivar ecc. meritano di essere considerate una risorsa genetica, da coltivare con i contributi comunitari di circa un milione ad ettaro. L'obiettivo è garantire la biodiversità degli alimenti, negli ultimi tempi pesantemente messa in discussione tant'è che l'85 per cento degli alimenti viene ottenuto solo da 20 specie e di queste il 75 per cento è rappresentato da riso, grano e mais.

Il germoplasma naviga anche su internet: chi vuole saperne di più può consultare il sito http://germoplasma.arsia.toscana.it/Germo/home.htm. Troverà tutte le informazioni che cerca.