Tradizione, storia e curiosità di uno dei simboli per eccellenza del Natale

Scritto da Pier Francesco Listri |    Dicembre 2012    |    Pag.

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

 

Ci sono in Italia (recente censimento del Corpo forestale) dodici miliardi di alberi; fra poche settimane una piccolissima aliquota di questa immensa foresta (diciamo qualche milione?) entrerà nei salotti o negli ingressi delle case italiane. Saranno gli abeti, incaricati di unire la famiglia intorno alla festa del Natale.

La notizia riguarda anche buona parte del pianeta, ma per la Toscana ha un po' un valore speciale perché, com'è noto, la nostra è la regione italiana con la più alta presenza di zone boschive, oltre il 50%.

Dopo un po' di natura, un po' di storia. Si sa che la tradizione dell'albero natalizio, in alternativa o in compagnia del Presepe, è di origine nord-europea; si vuole che l'inizio di questa tradizione vada riconosciuto alla città lettone di Riga, sede del primo albero di Natale della storia, come recita una targa plurilingue che ne data la nascita nel 1510.

Diffusosi poi soprattutto in Germania, l'albero di Natale fu espressione della fede protestante e solo dall'Ottocento fu introdotto anche in Francia e in Italia.

 

Tra la terra e il cielo

L'albero natalizio è per eccellenza l'abete, in quanto pianta sempreverde e quindi simbolo della vita. Non è il caso di aprire il capitolo sulla simbologia dell'albero, talmente ricco da occupare nei dizionari specifici pagine e pagine. Basti dire che, avendo le radici sotto terra, il fusto sopra e i rami tesi al cielo, l'albero ha per eccellenza la funzione di unire appunto la terra al cielo, ed è quindi carico di simboli spirituali.

L'albero riunisce tutti gli elementi primari: l'acqua vi circola nella linfa, la terra lo nutre attraverso le radici, l'aria nutre le sue foglie, il fuoco si sprigiona dal suo legno. Quanto alla simbologia cristiana, Eva coglie un pomo da un albero, Adamo si copre le intimità con una foglia d'albero; l'Albero della Vita stava nell'Eden per poi passare nel giardino delle Esperidi.

Dal sacro al profano. Nella simbologia e nell'immaginario anche psicanalitico, l'albero è almeno per gli antichi un simbolo fallico. La storia lo ha poi caricato di segni anche diversi: l'albero della Cuccagna, l'albero della Libertà (simbolo della Rivoluzione francese).

 

Ecologia e consumismo

Dunque: natura, storia, simbolo. Poi c'è l'aspetto più quotidiano.

È buona cosa o no, per l'eco-ambiente, questa razzia di alberi trasferiti nel chiuso della festa domestica? E ancora, sta assumendo l'albero di Natale una connotazione perversamente consumistica, dal momento che raccoglie ai suoi piedi tutti i regali di famiglia (anche se semel in anno licet insanire)? Certo, nell'antico e caro presepe, l'unico regalo che brilli è, per i credenti, il fragile Bambino Gesù, anche se fra le figurine del presepe ci sono i Re Magi che sono portatori di doni.

Una innata disposizione alla parsimonia, e in più il nostro tempo di crisi, hanno anche suggerito la pratica di allestire alberi di Natale di plastica. Certo, sono meno belli e forse meno simbolici; si vuole perfino che siano anche anti-ecologici, perché la loro sostanza non è data dalla natura ma dal petrolio.

Sotto l'albero che, spesso insieme al presepe, adornerà le nostre case fra poche settimane, bisognerebbe ora dire che cosa metterci. Ma questo sarebbe un altro articolo. Buone feste.

 

L'immagine di Piazza Duomo è di Torrini Fotogiornalismo.


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