Botta e risposta con Giuliano Rossetti, vignettista satirico

Scritto da Bruno Santini |    Aprile 2000    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Segni e disegni di Toscana
Prendendo spunto da un film interpretato da Adriano Celentano qualche anno fa, dal titolo 'Segni particolari: bellissimo!'... quale potrebbe essere la caratterizzazione da evidenziare sulla carta d'identità dei toscani?
'Individualista!', è la lapidaria risposta di Giuliano Rossetti, vignettista tra i più apprezzati (collabora a La Repubblica, Guerin Sportivo, La Nazione) e quindi uno che di segni e disegni se ne intende.
Due individualisti vanno poco d'accordo tra di loro. Si scontrano perché sono caratteri simili. I toscani son talmente individualisti che in sostanza si son sempre fatti la guerra tra di loro. Una guerra pacifica, adesso, fatta con l'ironia... ma una volta si scannavano!'. 'Attenzione però - aggiunge con non celato orgoglio - fra di loro si scannavano, sì, ma quando interveniva un pericolo esterno ecco che subito facevano corpo unico. Una volta, a Tripoli, in prima media, dopo aver scoperto che ero toscano la professoressa mi disse che noi eravamo facinorosi ed individualisti. Non era un complimento ma io la ringraziai.

E fisicamente qual è la caratteristica che accomuna i toscani?
La camminata. Il toscano lo riconosci perché cammina a 'culo stretto'... anche perché non se lo fa mettere in tasca da nessuno!

Compito di un vignettista è quello di evidenziare vizi e virtù della gente, usando la lente d'ingrandimento dell'ironia: i toscani, quando si scoprono vittime della tua matita, come reagiscono?
Malissimo! Noi, dico noi perché non solo sono nato a San Piero a Ponti, ma sono anche figlio e nipote di toscani, non sopportiamo di essere giudicati; preferiamo essere dalla parte di quello che giudica. Il toscano non ha un gran senso dell'umorismo... eppure, stranamente o a riprova di quanto detto prima, la maggior parte dei vignettisti è di questa regione.

Tu sei un disegnatore di successo; devo pensare però che a tanto lavoro svolto negli anni, tante vignette, corrispondano altrettanti nemici...
Deve essere così. Non avrebbe senso il contrario. Uno che fa vignette e non si fa nemici ha sicuramente sbagliato qualcosa! In questo però io sono anche fortunato perché faccio soprattutto satira politica: è risaputo che il politico è un individuo impermeabile a tutto e quindi il mio lavoro non gli lascia traccia alcuna. Il politico comunque non le capisce nemmeno le vignette: i più intelligenti hanno uno che gliele spiega!

Questo vale anche per i politici toscani?
Il politico acquista una fisionomia particolare che è extra regionale. Il politico è una creatura dell'apparato e l'apparato non ha collocazione geografica. E' una cosa astratta!

Ma un Giuliano veneto o piemontese farebbe lo stesso il vignettista?
Io credo di no! Non avrei lo spirito, certo non le farei uguali. Io sono nato con una grande passione per l'umorismo ereditata da mio padre e da mio nonno. Se fossi nato da un'altra parte più probabilmente sarei un geometra o magari chissà, un minatore.

Al centro dei tuoi disegni ci sono sempre dei personaggi ma nessun contesto paesaggistico: perché?
Perché la vignetta è un disegno sintetico. E' una specie di bomba che deve esplodere in qualche maniera: la presenza del paesaggio, quindi, non ha importanza.

C'è una vignetta a cui sei particolarmente affezionato?
Come no, ed è una vignetta che usa anche la Regione. C'è un omino con i baffi e con la barba che dice: il giorno che Dio creò la Toscana era in forma strepitosa...


Il libro
Giuliano
'Turist Trofi'
ed. Semper, collana 'La Toscana dei toscani'
lire 10 mila