Per la prima volta fuori dal British Museum preziosi reperti dei toscani antichi

Scritto da Edi Ferrari |    Maggio 2014    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Una mostra che ricostruisce la nascita dell’etruscologia moderna nel XVIII secolo e la passione degli anglosassoni e dell’Europa per gli Etruschi, e che riunisce oltre 150 tra reperti, dipinti, disegni, documenti antichi, oggetti d’epoca, manoscritti e volumi, tra cui 40 opere provenienti dal British Museum (prestate dal grande museo londinese per la prima volta al mondo), e realizzata anche grazie alla collaborazione di vari musei italiani che hanno prestato opere uniche: fino al 31 luglio a Cortona (Arezzo) il MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona ospita “Seduzione etrusca. Dai segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum”.

Un legame, quello tra mondo etrusco e ambiente britannico, che ha radici lontane. È stato uno scozzese, Thomas Dempster, professore di Diritto all’Università di Pisa tra il 1616 e il 1619, a realizzare su richiesta di Cosimo II de’ Medici una monumentale storia degli Etruschi – il De Etruria Regali libri septem, espressione di quel mito etrusco al quale si era sempre riferito il principato mediceo per la propria affermazione. Ed è stato un inglese, lord Thomas Coke futuro I Conte di Leicester, a finanziare la pubblicazione a stampa del manoscritto Dempster, rimasto inedito per oltre un secolo.

Il volume uscì a Firenze presso le stamperie medicee nel 1726 in due volumi e con la revisione del testo di Dempster diretta da Filippo Buonarroti – allora massimo esperto di antichità etrusche e ministro ducale - con il quale Coke aveva stretto rapporti importanti nel corso del suo grand tour in Europa, durato ben 12 anni con lunghi e ripetuti soggiorni in Italia, soprattutto a Roma, Pisa e Firenze. Buonarroti, d’accordo con Coke, integrò il testo con le sue Explicationes et Conjecturae e con ben 93 tavole realizzate appositamente da uno staff di disegnatori e incisori raffiguranti le principali opere etrusche collezionate e rinvenute fino ad allora in Italia. Era l’avvio dell’etruscologia moderna basata sul confronto con i monumenti e i reperti degli scavi ed era l’avvio di un’autentica moda e passione per gli Etruschi.

La mostra rievoca quel clima, ripercorre e svela l’avventura di un uomo e la sua passione, descrive i legami tra il mondo anglosassone e l’Italia tra Sette e Ottocento, indaga la seduzione degli Etruschi in Gran Bretagna e il gusto all’etrusca, mostra per la prima volta al pubblico alcuni capolavori simbolo di quell’antico popolo - come l’Arringatore e il Putto Graziani - accanto ai disegni originali del De Etruria e - ancora - le meraviglie etrusche confluite nelle raccolte del British Museum in tre secoli di collezionismo, contese e acquisizioni.

Al Palazzo Casali (piazza Signorelli), tutti i giorni dalle 10 alle 19. Ingresso (mostra + Museo) 12 euro, per i soci 9 euro. Info tel. 0575637235, sul web www.cortonamaec.org.

Ci sono, per i soci, anche alcune visite guidate con bus navetta in partenza il 18 maggio da Pisa, il 25 maggio da Lucca e l’8 giugno da Borgo San Lorenzo (Firenze); i bus effettuano fermate intermedie. Il costo è di 19 euro (più il biglietto d’ingresso; pranzo libero). Prenotazione obbligatoria c/o Agenzie Toscana Turismo, agenzia Reporter viaggi, galleria Ipercoop Montevarchi, 0550544500

Nella foto in alto: Pannello di cippo, Musica per l’aldilà 490-470 AC (da Chiusi) Londra, British Museum