Furono i francesi a ribattezzare così, nel 1800, la raqs shargi, la danza orientale. Che è anche una buona ginnastica

Scritto da Giulia Caruso |    Settembre 2006    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Seduzione d'oriente
In principio era Ishtar,
la Dea Madre. Le sue sacerdotesse, nell'antica Babilonia, ne invocavano i favori danzando con movimenti ondulatori e sinuosi per ottenere femminilità, bellezza e fecondità. La raqs sharqi, la danza orientale, da noi conosciuta con il termine improprio di danza del ventre, affonda le sue radiciin queste antichissime danze che, con il trascorrere dei secoli, finiranno con il perdere l'originario spirito religioso, assumendo, nell'arco territoriale compreso tra il Nordafrica e il Medioriente, puro carattere di intrattenimento, soprattutto in occasione di feste ematrimoni. Il termine "danza del ventre" fu coniato alla fine del 1800 dai viaggiatori francesi ammaliati dai movimenti del bacino delle rakkase. La raqs sharqi rispecchia le caratteristiche della musica araba che, a differenza di quella occidentale, non è sottoposta a rigide regole armoniche e si serve di molte più note, con grande varietà di intonazioni. Così la danza orientale è ricca di stili e sfumature che variano di paese in paese.Sull'onda della colonizzazione europea nei primi anni del 1900 al Cairo aprono i battenti i primi caffè all'occidentale. Quando, intorno al 1930, la ballerina libanese Badia Mansabny aprì al Cairo il primo night segnò una svolta decisiva per la raqs sharqi. Il locale di Badia ospitò le due più grandi danzatrici della storia dell'Egitto, Tahia Carioca e Samia Gamal, osannate come divinità dagli ammiratori europei. Negli anni '30-'40 il Cairo diventò così la capitale per eccellenza della danza del ventre. Ai giorni nostri, così come viene proposta nei locali del Cairo, ha come protagoniste soprattutto danzatrici provenienti dai paesi dell'est europeo. Nei centri minori è ancora consuetudine, anche se sempre più rara, invitare la danzatrice ad esibirsi nei matrimoni per augurare felicità e prosperità agli sposi. Un tempo era usanza che la coppia si facesse fotografare con le mani sul grembo della ballerina come augurio di fecondità. La raqs sharqi è ancora una delle danze più diffuse, anche se le ultime vicende politico-religiose che investono il mondo arabo ne hanno sancito la messa al bando nei paesi a regime fondamentalista.

La danza orientale è giocata soprattutto sugli assoli della ballerina che entra in scena con il velo e inizia a danzare, seguendo un andamento che si configura come un crescendo emozionale. La versione con il velo, malgrado quest'ultimo sia un elemento tipico dell'abbigliamento delle donne arabe, è di introduzione recente. Nella versione con i due veli la danzatrice gioca e danza entrando e uscendo dai veli e roteandoli con energia. Di sicuro effetto è la versione con il candelabro, con la danzatrice che esegue movimenti lenti e morbidi, tenendolo in equilibrio sulla testa. L'esibizione raggiunge il culmine quando la ballerina si abbassa a terra, rendendo più difficile la danza e aumentando la tensione del pubblico. Questa danza era usata nei matrimoni egiziani durante la zaffa (marcia nuziale), in cui danzatrici con candelabri in testa precedevano gli sposi. La danza orientale regala molti benefici potenziando, sciogliendo e rendendo più flessibile la muscolatura di polpacci e cosce. I muscoli dell'addome, dei fianchi e dei glutei vengono sciolti e rinvigoriti. La vita si assottiglia, assumendo un aspetto morbido e femminile grazie ai movimenti rotatori che donano beneficio anche alle parti interne dell'apparato femminile. L'uso del velo favorisce lo scioglimento degli arti superiori e insegna al corpo a muoversi con grazia e delicatezza. Intanto, cresce la passione per la danza orientale che recluta nuove adepte anche in molte città italiane. «La raqs sharqi, per me, è arte, e in quanto tale richiede sacrificio, tecnica, ricerca e creatività», dice Gaia Scuderi, danzatrice fiorentina che ne ha fatto una vera e propria vocazione, fin da ragazzina. Gaia, senza dubbio una delle migliori danzatrici italiane, si è esibita nei maggiori teatri fiorentini, in Italia e all'estero. Dal 2004 cura la direzione artistica della sezione danza orientale dell'Opus Ballet di Firenze. Il suo stile è una forma armonica di danza, fra oriente e occidente, che racchiude i principi sia della danza araba chedi quella contemporanea occidentale. Le danzatrici e le appassionate fiorentine si incontrano anche on line, sul sito www.Lucyinthesky it. diretto da Lucia Bartoli, dove la "community" delle nuove "Sherazade" trova di tutto e di più sull'ammaliante mondo della danza delle odalische.



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