In un museo il percorso della scrittura: dalla pietra a oggi

Scritto da Pippo Russo |    Giugno 2015    |    Pag.

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

G.C. Comune di San Miniato

Nell’epoca della scrittura intuitiva e del sopravvento di vocalità e immagine rischiamo di dimenticare quanta fatica vi sia dietro la formazione di un testo, e quale evoluzione d’ingegno umano sia stata necessaria per conservare e tramandare la cultura. Abbagliati dalla tecnologia multimediale, non ci rendiamo conto dell’eredità millenaria che stiamo perdendo. Per fortuna ci sono luoghi come il Museo didattico sulla Civiltà della scrittura a San Miniato. Uno spazio che sta lì a ricordarci tutte le epoche in cui anche la sola attività di tracciare un simbolo richiedeva un gran lavoro preparatorio e una disponibilità di supporti difficili da procurare.

Strutturato secondo la formula del museo didattico, esso si basa su un percorso diviso in due sezioni: quella della scrittura e delle sue tecniche, e quella dei numeri e delle differenti forme di calcolo.

Il percorso della scrittura si snoda attraverso le singole tappe che sono al tempo stesso culturali e tecnologiche. Dapprima la scrittura su pietra, cui si succedono quelle su argilla e cera, fino a che si passa alla scrittura sui fogli: papiro, pergamena, carta. Ciascuna tappa mette a disposizione dei visitatori (prevalentemente ragazzi delle scuole primarie) la possibilità di esercitarsi nella scrittura su quei supporti, e di sperimentare la difficoltà di tracciare su un quadrato di pietra o su cera anche il più elementare dei segni.

L'intervistata: Anna Maria Vezzosi, dipendente del Comune di San Miniato

E tutt’intorno a quel percorso ci sono strumenti di scrittura e stampa che hanno accompagnato l’evoluzione dei modi di comunicazione umana e soprattutto la riproducibilità dei testi. Fra questi, le vecchie e care macchine dattilografiche, oggetti che sono un’eccellente unità di misura del cambiamento tecnologico nel campo della scrittura, e della velocità con cui esso si è consumato. Per quanti sono nati al di qua della soglia fra i secoli XX e XXI, quegli strumenti rammentano vecchie consuetudini soppiantate dall’evoluzione tecnologica. E invece per i bambini di oggi, i nativi digitali, quegli strani marchingegni sono preistoria non meno che i quadrati di pietra su cui scolpire le forme primitive di scrittura.

«Questa è una delle cose che più mi hanno spiazzato – dice Anna Maria Vezzosi, dipendente del Comune di San Miniato, che più da vicino segue le vicende del Museo –, e una volta di più mi ha fatto convincere che ci sono dei legami da conservare fra i modi tradizionali della composizione di un testo e quelli attuali. Che sono resi estremamente facili e istantanei dalla tecnologia, ma rischiano anche di far perdere un patrimonio di abilità manuale».

L'intervistata: Barbara Pasqualetti, operatrice della cooperativa La pietra d’angolo

L’altra sezione del Museo è dedicata ai numeri e all’evoluzione dei sistemi di calcolo e misurazione. Un percorso altrettanto affascinante, per un viaggio complessivo nelle tecniche delle attività conoscitive umane, che prende origine dalla mostra temporanea tenuta nel 1998 presso l’ex frantoio del Monastero di San Francesco. «Il successo di quella mostra spinse a strutturare questo museo e a renderlo permanente – spiega Barbara Pasqualetti, operatrice della cooperativa La pietra d’angoloche dal 2011 gestisce il Museo –; e da allora il Museo è cresciuto».

Verrebbe da aggiungere che è cresciuto troppo rispetto allo spazio che lo ospita: un capannone che contiene a malapena i percorsi e gli oggetti, e stenta sempre più a far fronte alle richieste di visite che ormai giungono pure da scolaresche non toscane. Purtroppo la penuria di risorse pubbliche impedisce all’amministrazione comunale di fare diversamente. Ma basterebbe un aiuto, nemmeno eccessivo, per rendere ulteriore splendore a questo piccolo gioiello del sistema museale toscano.

Info: 057142598; /www.comune.san-miniato.pi.it/cultura-e-musei/museo-della-scrittura.html; museo.scrittura@comune.san-miniato.pi.it

Museo didattico sulla Civiltà della scrittura, via De Amicis 34, San Miniato Basso – 56028 San Miniato (Pi). Orario d’apertura (visite guidate su prenotazione): dal lunedì al venerdì ore 9-13 e 14-18; sabato ore 9-13; domenica (dal 18/1 al 31/5) ore 14.30-18.30. Prezzo ingresso: 3 euro, comprensivo di visita guidata.

Museo della scrittura - Intervista a Domenico Scarzello. Da typewriter story – 07.04.15 - durata 1’ 36’’