Il roseto Fineschi a Cavriglia

Scritto da Càrola Ciotti |    Maggio 2013    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Il Roseto Fineschi si trova a poca distanza dall’abitato di Cavriglia, situato nel territorio che si estende sulle pendici orientali dei monti del Chianti, nel Valdarno superiore. Frutto di un lungo e intenso lavoro sostenuto da passione e competenza notevoli, raccoglie al suo interno una collezione di circa settemila esemplari di rose di specie e varietà tutte diverse tra loro.

Fu fondato nel 1967 dal professor Gianfranco Fineschi; nel 1990, fu istituita la Fondazione Roseto Botanico Carla Fineschi Onlus (dedicata alla moglie del fondatore) con lo scopo di salvaguardare e conservare il patrimonio genetico del genere Rosa, qui custodito.

Artisti del fiore

Palazzo corsini rose2 giardini di maggio articolo informatore unicoop firenze maggio 2013La Fondazione collabora con istituzioni scientifiche alla realizzazione di progetti specifici e con le scuole superiori, svolgendo programmi didattici rivolti agli studenti degli ultimi anni; organizza regolarmente incontri, conferenze, seminari e corsi su diversi temi.

Il percorso, che si offre ai visitatori suddiviso in cinque settori, è di tipo tassonomico, cioè concepito con criteri ben precisi, basati non solo sulle specie e varietà ma anche in relazione all’opera dei diversi ibridatori.

Nel corso dei secoli, infatti, questi artisti del fiore hanno creato l’immenso universo del mondo delle rose – di gran lunga il fiore più amato in assoluto – che vanta una storia millenaria, degna di essere conosciuta.

Ci guida alla comprensione di questo tema Silvia Fineschi, figlia di Gianfranco, che cura le relazioni per conto della Fondazione. «La rosa è una pianta molto antica – spiega Silvia – e nel corso dei millenni la sua evoluzione ha portato alla differenziazione in diverse specie che sono presenti in tutto l’emisfero settentrionale.

Nei secoli scorsi, molti botanici spinti da curiosità scientifica, hanno viaggiato nelle più remote regioni asiatiche, scoprendo e importando rose che erano sconosciute in occidente fino alla fine del XIX secolo».

Antiche e moderne

Sono così giunte in Europa, dalla Siria, dall’Iran e dall’estremo oriente, rose che hanno introdotto nuovi patrimoni genetici. «Le rose si ibridano molto facilmente: ciò ha reso possibile la nascita di nuove varietà e ha consentito l’introduzione di colori e profumi particolari».

Innanzitutto, occorre distinguere i tre grandi gruppi in cui classificare le rose. «Le rose botaniche – puntualizza la Fineschi – sono quelle presenti in natura, vale a dire le madri di tutte le rose. Queste specie, come la conosciutissima Rosa canina, hanno fiori di forma semplice e crescono come arbusti o cespugli un po’ scompigliati che denotano, appunto, la loro natura selvatica».

Silvia fineschi roseto fineschi craviglia se son rose articolo informatore unicoop firenzeSono piante che fioriscono una sola volta, nella stagione primaverile, ma che in autunno si rivestono di bacche dalle forme e dai colori a volte sorprendenti.

«Le rose antiche sono il secondo grande gruppo di cui fanno parte tutte le rose nate prima del 1867 – spiega ancora l’esperta – data a cui risalgono i primi ibridi di Tea, cioè le rose “moderne”; le rose antiche sono il risultato di mutazioni spontanee avvenute nel patrimonio genetico di specie botaniche che, in seguito, l’uomo ha utilizzato contribuendo a mantenere, per mezzo dell’ibridazione, alcuni caratteri specifici legati a colore, profumo e forma del fiore. Sono rose dal fascino immutato che conservano, oltre alla raffinatezza delle forme e dei colori, profumi intensi e forti… di vera rosa».

Infine, il gruppo delle rose moderne che sono quelle che hanno riscosso, e riscuotono tuttora, il maggior successo. «Queste rose – dichiara Silvia – sono nate ufficialmente nel 1867, data che segna una tappa fondamentale nella storia del celebre fiore; il francese Guillot, geniale ibridatore, è il padre de La France, una rosa assolutamente nuova per l’epoca: portava steli eretti, recanti all’apice fiori dal bocciolo allungato, appuntito e dai petali ampi e larghi».

Da allora in avanti, tutti gli ibridatori si sono impegnati nel creare colori sempre più spettacolari, forme ammirevoli, rifiorescenze più accentuate. Per ammirare le diverse specie di rose, l’ideale sarebbe visitare il roseto in periodi diversi, poiché alcune specie – quali le rose botaniche – fioriscono già alla fine di aprile, mentre altre sono al massimo splendore nel mese di maggio inoltrato.

Percorrendo i vialetti del roseto, che si estende su tre ettari, s’incontrano aiuole, pergolati, gazebo, intere pareti fiorite dove le rose, tutte ben tenute e in perfetta salute, donano emozioni e piacere, stimolano curiosità e interesse; si scoprono angoli romantici, irradiati di luce e colori; si annusano i più soavi profumi; si ammirano meravigliosi pavoni che, liberi, vivono nel giardino della bella casa Fineschi.

Pal avonroseto fineschi craviglia se son rose articolo informatore unicoop firenzeVisite e prenotazioni

Il Roseto Fineschi è aperto al pubblico dalla prima domenica di maggio all’ultima di giugno dalle ore 9 alle 19. L’ingresso prevede una donazione di 6 euro a persona, quale contributo al mantenimento del giardino (la Fondazione, non ricevendo sovvenzioni da enti pubblici, si autofinanzia).

Per gruppi che provengono da case di riposo o per portatori di handicap, l’ingresso è libero; precisiamo che non tutte le aree del roseto sono accessibili ai disabili. I visitatori in gruppo sono pregati di effettuare una prenotazione scrivendo a: info@rosetofineschi.it, telefonando al numero 3662063941 o inviando un fax al numero 055966638.

Ulteriori info: www.rosetofineschi.it; Roseto Fineschi Loc. Canalone, 76 Cavriglia (AR)

 Il 16 e 17 maggio 2013 si svolgerà al roseto, il convegno “Le Rose Italiane: un patrimonio culturale da riscoprire e valorizzare”, rivolto a tutti gli appassionati e gli studiosi di questo fiore. Autorevoli relatori aiuteranno a comprendere l’importanza del lavoro degli ibridatori italiani e guideranno alla scoperta delle specie più curiose e interessanti.

Foto di F. Magonio


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