Per stress, alimentazione o un batterio

Scritto da Alma Valente |    Novembre 1997    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Bruciori, crampi, fitte, nausea e vomito.
Se lo stomaco fa i capricci
Sono questi i messaggi che, magari a causa di un pasto troppo abbondante e frettoloso o per il riaffacciarsi di una vecchia gastrite, ci lancia il nostro stomaco. Qualunque sia il motivo, quando il nostro sacco digerente decide di fare i capricci, i disturbi sono consistenti e decisamente fastidiosi. Una situazione che, specialmente durante i cambiamenti di stagione, sembra peggiorare notevolmente. «E' ormai riconosciuto che in periodi come la primavera e l'autunno, chi già soffre di problemi digestivi è più soggetto ad una riacutizzazione dei sintomi - dice il dottor Giacomo Trallori, aiuto di gastroenterologia all'ospedale Careggi di Firenze -. Le variazioni di clima, come il passaggio caldo- freddo e viceversa, il cambiamento degli alimenti e dello stile di vita influenzano infatti il sistema nervoso e quello ormonale». Dunque un superlavoro per il nostro organismo, costretto continuamente a reagire per ritrovare un suo equilibrio.
Ma che relazione esiste tra nervosismo e mal di stomaco?
La secrezione acida dello stomaco è governata dal nostro sistema nervoso autonomo attraverso il nervo vago. Poiché l'acidità è alla base della patologia gastrica, un'iperattività del sistema nervoso autonomo facilita la comparsa del mal di stomaco. Oggi però la medicina ci spiega, in maniera quasi sorprendente, che i problemi digestivi hanno a che fare più con i batteri che con il tempo o l'ansia. Sembra infatti che le gastriti, o peggio ancora le ulcere, dipendano da una specie di 'vermicello' a forma di aeroplano, chiamato Helicobacter Pylori. Una scoperta che ha cambiato radicalmente lo scenario delle malattie gastriche. Nell'era 'pre-helicobacter' si riteneva che il fumo, l'alcool, lo stress e le spezie fossero i principali responsabili del mal di stomaco. Oggi abbiamo la certezza che è questo microrganismo che sta dentro di noi, in molti casi fin dall'infanzia, a provocare un'infezione e successivamente l'ulcera. A conferma di questa teoria sta il fatto che la distruzione del batterio con i farmaci ha portato alla guarigione completa dell'ulcera e a una più rara possibilità di riammalarsi.
Allora il mal di stomaco va curato come una polmonite?
Certamente. La novità assoluta è che accanto ai farmaci che proteggono lo stomaco dall'aumento di acidità che, se pur ancora indispensabili si limitano a tenere sotto controllo la malattia, occorre anche l'uso di antibiotici con cicli brevi della durata di sette giorni.
Questa nuova teoria dell'infezione cancella anche il luogo comune che l'ulcera, dipendendo da un'alimentazione sbagliata, si curerebbe con la dieta 'in bianco'...
Direi anzi che una dieta troppo povera, magari solo a base di latte e formaggi, può essere addirittura più dannosa, in quanto, non stimolando la secrezione gastrica, rende più difficile la digestione. E' bene ricordare che lo stomaco non vuole il digiuno perché il cibo, ovviamente sano e soprattutto variato, agisce da naturale tampone nei confronti dell'acido contenuto nello stomaco. A questo proposito un dato significativo è rappresentato dalla netta diminuzione delle patologie gastriche nei paesi ad alto tenore di vita, mentre sono in costante aumento in quelli del Terzo Mondo. Vorrei aggiungere che l'uso quotidiano di quantità generose di frutta e verdura è un ottimo metodo per prevenire il mal di stomaco. Le vitamine contenute in questi alimenti impediscono infatti al batterio in questione di attaccarsi alla mucosa gastrica.

L'ulcera fa per tre
L'ulcera, sia gastrica che duodenale, rappresenta un problema medico di enorme importanza a causa della sua ampia diffusione (in Occidente ne soffre più del 10 per cento della popolazione). Negli Stati Uniti si calcola un'incidenza di circa 500 mila nuovi casi all'anno e circa 1800 pazienti ogni 100 mila abitanti; data l'alta percentuale di recidive, circa 4.5 milioni di persone all'anno risultano affette da ulcera peptica. L'ulcera duodenale ha una prevalenza nella popolazione generale compresa tra il 6 e il 15 per cento; la differenza è legata non solo alle modalità con cui vengono condotti gli studi epidemiologici e gli strumenti diagnostici utilizzati, ma anche alle diverse popolazioni. In Italia il 7-12 per cento della popolazione è colpito da ulcera peptica prima dei 60 anni di età, con un'incidenza di 200 mila nuove diagnosi annue. L'ulcera duodenale risulta 4 volte più frequente di quella gastrica e colpisce soprattutto persone di età compresa tra i 40 e i 50 anni, mentre l'ulcera gastrica ha un picco d'incidenza in età più avanzata (50-60 anni).