Passeggiate matematiche, laboratori aperti e attività didattiche

Scritto da Bruno Santini |    Giugno 2017    |    Pag. 12, 13

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Scienza estate a Firenze Firenze

Dal 5 al 9 giugno torna “ScienzEstate”, la manifestazione di divulgazione scientifica dell’Ateneo fiorentino giunta alla sua quattordicesima edizione. Nel ricco programma delle attività, che si svolgeranno fra le sedi di Firenze e Sesto Fiorentino, spettacoli, laboratori interattivi, visite guidate, giochi e attività per bambini.

«È molto importante che la scienza esca dagli atenei e venga divulgata ai cittadini. La cultura, sia umanistica sia scientifica, è alla base del progresso di una nazione», afferma il professor Giuseppe Conti del Dipartimento di Matematica e Informatica, che avrà il compito di animare “Le passeggiate matematiche”. «La matematica entra in quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana; anche fra l’arte e la geometria esiste uno stretto rapporto e tale legame è particolarmente evidente nell’architettura fiorentina. Per notare tale connessione - spiega Conti -, basta osservare, ad esempio, i riquadri geometrici, sotto forma di intarsi marmorei, che ripartiscono le superfici di molti monumenti fiorentini, ottenendo una serena armonia geometrica che ricorda le opere antiche. Nelle passeggiate “matematiche” saranno evidenziati questi legami fra arte e geometria. Tali collegamenti saranno spiegati in maniera semplice e divertente, con parole comprensibili a tutti, anche a chi non ha conoscenze matematiche. Per maggiore chiarezza, saranno mostrate ai partecipanti delle fotocopie degli elementi architettonici e numerosi aneddoti renderanno ancora più piacevoli queste passeggiate».

Sposa la causa della divulgazione scientifica anche il professor Carlo Sorrentino del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, che partecipa al seminario del 6 giugno con un intervento intitolato “Perché comunicare la scienza?”: «Viviamo in un’epoca di “diluvio” informativo. Tutti siamo assaliti e talvolta assillati da informazioni di ogni tipo, da cui è difficile districarci. Le fonti si sono moltiplicate, mentre la loro credibilità non sempre è garantita. Molti di noi in tanti campi non hanno strumenti per selezionare. Da questi presupposti - spiega Sorrentino - nascono i pericoli delle “bufale”, le fake news (notizie false, ndr) di cui si sente molto parlare negli ultimi tempi. Avendo sempre meno tempo per verificare, abbiamo permesso che progressivamente il vero s’intrecciasse con il verosimile e spesso producesse di tutto: vecchie credenze spacciate per teorie confermate, leggende metropolitane date per vere. Chi fa ricerca scientifica non può chiamarsi fuori, perché se ci si limita a restare chiusi nella classica torre d’avorio il rischio è che le teorie scientifiche acclarate, confermate da dati e prove e tradotte in protocolli internazionalmente riconosciuti, siano una risorsa per pochi, incomprensibile ai più, che troveranno più semplice e accessibile fidarsi di informazioni ed etichette abilmente confezionate da ignoranti o lestofanti. È questo il motivo per cui oggi ogni studioso deve avere cura di riuscire a diffondere nel linguaggio più piano e comprensibile possibile quello che fa, come lo fa, con quali obiettivi. È un dovere civico - afferma sempre Sorrentino -, sia perché serve ad accorciare le distanze con l’opinione pubblica, che giustamente tende a fidarsi di ciò che comprende; sia perché molti di noi, per esempio nelle Università e nei centri di ricerca, lavorano grazie a finanziamenti pubblici (sempre più esigui ma pur sempre pubblici), quindi dobbiamo rendere conto a chi, attraverso il sistema della fiscalità generale, ci finanzia, su come investiamo i soldi di tutti».

La scienza che esce dagli atenei e incontra i cittadini lo fa in forme anche insolite come il fumetto. «I fumetti, come i film e i libri, specialmente quelli di fantascienza, sono sempre stati uno strumento importante per stimolare la fantasia - spiega il professor Franco Bagnoli del Dipartimento di Fisica e Astronomia -. Niente di meglio che andare oltre i limiti della conoscenza attuale per fare un esercizio utilissimo di esplorazione, lo stesso degli scienziati in fondo. La fantascienza non fa altro che usare regole diverse da quelle della natura, per esempio prevedendo la possibilità di viaggi più veloci della luce o del teletrasporto. Ma una volta stabilite le regole, non si possono violare impunemente, anche se sono non-fisiche. Ora, visto che gli autori dei fumetti, dei libri e dei film hanno l’obiettivo di intrattenere e far divertire il pubblico, succede spesso che le loro stesse regole vengano violate, e talvolta anche le regole della fisica, della chimica o di altre scienze, che si era “promesso” di rispettare. Quindi il divertimento, oltre alla storia raccontata, consiste nello scoprire queste violazioni». Secondo Bagnoli, che è uno degli ideatori del concorso “Buona idea” e dell’iniziativa “La fisica in piazza”, «il fumetto ha il vantaggio come i film di essere molto visuale, ma anche quello di non essere strettamente seriale come un libro: è possibile fermarsi, rileggere, saltare qua e là, e si possono anche usare effetti speciali senza un progetto milionario, ovvero è accessibile a quasi tutti. Ovviamente il fumetto è anche uno strumento narrativo, per cui può essere usato per veicolare molti messaggi, anche didattici, magari fornendo un supporto immaginifico ad una lezione di fisica, che viene così più facilmente ricordata».

Il programma completo della manifestazione è sul sito di OpenLab.


Gli intervistati

Giuseppe Conti, Dipartimento di Matematica e Informatica, Università di Firenze

Carlo Sorrentino, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Firenze

Franco Bagnoli, Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Firenze


FIRENZE

A guardar le stelle

Tornano le “Notti d’estate” al Teatro del Cielo dell’Osservatorio astrofisico di Arcetri (Firenze). Appuntamento tutti i martedì e i giovedì dal 13 giugno al 27 luglio con gli spettacoli scientifici, i laboratori, le conferenze e le osservazioni del cielo in compagnia degli astronomi dell’osservatorio. New entry di quest’anno sono I ragazzi di Sipario: a loro è affidata la cura dell’apericena, dalle 19.30 (costo 8 euro adulti, 6 euro bambini sotto i 10 anni), spettacoli e conferenze alle 21.15 (contributo suggerito 6 euro adulti, 4 euro bambini).

Info e prenotazioni www.amicidiarcetri.it



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