Per la festa della donna, in Piazza Bartali, a Firenze, uno spettacolo contro la violenza

Scritto da Sara Barbanera |    Marzo 2014    |    Pag. 4

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Scarpe rosse: una distesa di quattrocento e più paia, di ogni modello, genere e forma, raccolte con l’aiuto di associazioni, scuole, biblioteche e cittadini per inondare una piazza. Perché le scarpe: emblema di una passione estetica tutta femminile. Perché rosse: il colore dell’amore e, insieme, del sangue e della violenza cruda che trova la donna indifesa.

Scarpe rosse: il titolo di un’installazione con performance di arte collettiva all’aperto, per fare rete contro la violenza sulle donne.

Al centro della scena l’artista fiorentina Alessandra Borsetti Venier, dell’associazione MultiMedia 91 e fondatrice della casa editrice Morgana Edizioni che, dal 1985, riunisce autori e artisti dell’arte contemporanea internazionale.

In Italia, come all’estero con il progetto “Zapatos Rojos” dell’artista messicana Elina Chauvet, l’evento di tanto in tanto si ripete per fotografare un tema purtroppo sempre attuale.

Dopo l’esibizione dello scorso 25 novembre a Bolzano, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 5 marzo l’artista fiorentina porterà lo spettacolo in piazza Vittorio Emanuele, a Pontassieve, e poi l’8 marzo in piazza Bartali a Firenze, accanto al Centro*Gavinana.

Tanti i momenti e le particolarità di una manifestazione aperta a tutti che prevede anche la lettura di testi dedicati alle donne. In prima fila fra i lettori ci saranno le sezioni soci Coop di Pontassieve e di Firenze Sud Est, Nord Est e Bagno a Ripoli che hanno promosso gli eventi; accanto a loro, i ragazzi delle scuole del territorio, i volontari delle Bibliocoop, i dipendenti di Unicoop Firenze, numerosi poeti fiorentini e tutti quelli che, per caso e per scelta, assisteranno all’evento.

Un evento corale che ha visto tutti coinvolti nella raccolta delle scarpe, nella scelta dei testi e nella mobilitazione di tutte le realtà del territorio, perché il no alla violenza sia un’eco che rimbomba.

Se l’8 marzo diventa l’occasione per prendere posizione sul tema, la stessa festa della donna assume un significato diverso sul quale abbiamo intervistato Alessandra Borsetti Venier.

Perché questo spettacolo nella giornata dell’8 marzo?

«Parlare per capire, mostrare per reagire e farlo in modo corale: questo è il senso della mia proposta che non è arte fine a se stessa, ma uno stimolo a reagire e agire anche nel quotidiano rispetto a un fenomeno sommerso, invisibile e purtroppo in crescita.

I dati Istat parlano chiaro: se, secondo i dati del Ministero della Giustizia, dall’inizio degli anni ’90 il numero totale di omicidi in Italia è diminuito, quello dei femminicidi è costante e anzi, dalle 124 vittime del 2012 si è passati alle 130 del 2013, in gran parte commessi in famiglia. L’Italia sta dimostrando una maggiore sensibilità anche in termini legislativi rispetto ad altri paesi europei, dove il fenomeno è più massiccio.

La risposta al problema, però, non può essere solo individuale: serve un cambiamento di mentalità che in Italia è iniziato ma è carente nella tutela di chi denuncia o peggio, nel 96% dei casi, di chi rinuncia a denunciare per paura.

Sì, è vero, si parla tanto del tema ma occorre parlarne nei termini giusti: dobbiamo proporre modelli nuovi di relazione uomo-donna, non più basati sulla conquista da parte di uomini guerrieri né sullo stereotipo di donna oggetto confezionata dal sistema televisivo.

Lo spettacolo fa incontrare le persone, le avvicina e le coinvolge nella preparazione e poi nella performance stessa. Questo crea un legame fra i presenti, uno scambio di emozione che poi muove all’azione e al rifiuto di una violenza così cruda».

Cosa rende lo spettacolo così forte e coinvolgente?

«Portare agli occhi per portare al cuore: si tratta di un progetto in cui l’arte si mette a servizio della società e testimonia visivamente il fenomeno, perché con le oltre quattrocento scarpe sulla piazza costruisco un enorme numero che a Gavinana sarà il “130”, pari al numero di donne uccise nel 2013.

Per tutta la durata dell’iniziativa, con una spazzola di ferro gratterò via la vernice rossa da un paio di scarpe che non torneranno mai come erano: un gesto faticoso per mostrare che è impossibile cancellare del tutto le conseguenze di un attimo di violenza.

Sullo sfondo scorrerà il video Red Iceberg: immagini della bellezza femminile di tutti i tempi e tutti i luoghi, rotte ogni tanto da un volto di donna violato o bruciato che produce un effetto shock. Il vero cuore dello spettacolo sono poi le persone presenti che potranno liberamente leggere i brani disponibili per tutti: un po’ per uno, ciascuno avrà voce e in molti ascolteremo.

È uno spettacolo non per gli altri ma fatto con gli altri, perché la donna non sia il problema di qualcuno ma una questione di tutti».

Appuntamenti

Il 5 marzo a Pontassieve, in piazza Vittorio Emanuele II, dalle 17 alle 19. L’8 marzo replica in piazza Bartali a Firenze, con l’installazione delle scarpe dalle 9 alle 12 e la performance dalle 17 alle 18.30.

Info 0558398747 - www.multimedia91.it

Palazzo Vecchio Firenze

Opera prima

Venerdì 21 marzo 2014 dalle 15.30, in Palazzo Vecchio si terrà la terza edizione del premio di poesia e fotografia “Opera prima”, bandito dalle associazioni culturali MultiMedia91 e Giovanni Papini, e sostenuto da Unicoop Firenze, per scoprire e valorizzare poeti e aspiranti poeti e fotografi.

Il premio, inserito nella “Giornata mondiale della poesia” proclamata dall’Unesco, quest’anno ha come tema “Morte per acqua” e si lega alla drammatica attualità italiana della migrazione clandestina: l’acqua come ragione di morte di quanti proprio attraverso l’acqua ricercano la “vita”.

Info: www.multimedia91.it


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