Comoda pratica e gustosa, preparata in laboratorio e controllata

Scritto da Melania Pellegrini |    Giugno 2015    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Frutta pulita, tagliata e messa in vaschetta pronta all’uso. È molto comoda da portare fuori casa, per uno spuntino veloce e sano. Proviene dal laboratorio di Fruttital Firenze, in cui il frutto intero viene trasformato in tanti pezzi. Questo laboratorio lavora in collaborazione con Unicoop Firenze.

Al laboratorio, chiamato “camera bianca”, può accedere solo il personale munito di badge che, prima di recarsi nelle zone di accettazione e di lavorazione della materia prima, deve passare per gli spogliatoi dove si cambia e indossa le protezioni e i materiali da lavoro asettici.

Nella zona di accettazione la frutta è controllata per constatarne il grado di maturazione. I parametri sono la durezza e la dolcezza. Il “penetrometro” è lo strumento grazie al quale si può controllare che il frutto sia al giusto grado di durezza, né troppo maturo né troppo acerbo. Del frutto viene misurata la dolcezza secondo il grado brix (indice dello zucchero presente). Solo i prodotti idonei passano alla sala lavaggio. Per alcuni frutti, come il cocco o la papaya, non è possibile eseguire questo tipo di controllo, perché si rovinerebbe il frutto.

Oltre al grado di maturità, la frutta che passa per questo laboratorio è sottoposta a tante analisi, come quelle per la ricerca di eventuali pesticidi o batteri. Tutti i frutti, esotici o provenienti dall’estero, devono rispettare le normative italiane che sono molto più rigide di quelle di altri Paesi.

Il lavaggio della frutta viene eseguito con limone e acqua dell’acquedotto comunale. Non ci sono aggiunte di conservanti o altro.

La frutta è sbucciata manualmente con i coltelli dagli operatori o tramite spellatrici che non surriscaldano il frutto. Poi si taglia la frutta, come si fa in casa, e si confeziona manualmente: dalle macedonie tradizionali e tropicali, non condite, alle confezioni di un singolo frutto, come cocco, ananas, melone ecc.

Si aggiunge l’etichetta e il tempo di conservazione. Il lavoro comincia la mattina; già nel pomeriggio le vaschette di frutta partono per i magazzini di Unicoop Firenze per essere distribuite ai punti vendita. Si consiglia di conservare questa frutta in frigorifero a 4° circa e di mangiarla nel giro di 4-5 giorni al massimo dal confezionamento.