"Il protettore delle campagne"

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Gennaio 2000    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Sant'Antonio
Fino a qualche decina d'anni fa non esisteva forse una sola casa colonica nella quale non vi fosse appesa da qualche parte un'immagine di Sant'Antonio. Le famiglie più integerrime ne tenevano una anche nella stalla; si trattava spesso di un semplice santino, che il parroco offriva a chiunque ne facesse richiesta in cambio di generi di consumo. L'immagine veniva infilzata con un chiodo e, a contrasto con la parete, si appendeva anche un ramoscello di ulivo come ulteriore benedizione in quella parte della casa - appunto la stalla - dove si conservavano i beni più preziosi, le cosiddette "stime vive". Quando l'elettricità divenne di uso comune, raggiungendo anche le coloniche più periferiche, imperversò la moda di applicare, sotto l'immagine del santo, un lumino in ottone con una minuscola lampada che rimaneva accesa giorno e notte.
Tanta devozione verso Sant'Antonio era pienamente giustificata dal fatto che il grande abate ed eremita egiziano, vissuto nel IV secolo, dava - e dà tuttora - ampie garanzie di protezione e salvaguardia da molti pericoli e minacce. Perché il sant'uomo non solo è considerato il protettore del bestiame domestico, ma a lui ci si dovrebbe affidare ogni volta che siamo sul punto di cedere alle tentazioni. Antonio stesso ne rimase vittima più volte nella sua secolare esistenza (si dice che sia vissuto circa centoventi anni), ma sempre, come è storicamente tramandato negli scritti di Sant'Atanasio - il suo primo biografo - seppe uscirne vittorioso. Alle sue qualità taumaturgiche infine - ma questa è storia più recente - viene attribuita anche la facoltà di guarire quel fastidioso inconveniente chiamato herpes zoster, meglio conosciuto proprio come "fuoco di Sant'Antonio".