Arriva il pesce "Prodotto Coop". Controlli serrati per un prodotto di alta qualità

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2000    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Sano come un pesce
Si è ciò che si mangia: e questo è vero per gli uomini ma anche per gli animali.
Salute e qualità della vita dell'uomo dipendono senza dubbio anche da un'alimentazione sana e equilibrata. E' con questa consapevolezza che negli ultimi tempi è andata aumentando la propensione al consumo del pesce. Dai 9 chili procapite degli anni '70 siamo passati in Italia ai 16 degli anni '90, secondo i dati Istat; e gli addetti ai lavori prevedono a breve un consumo fino a 30 chili procapite.
Le possibilità per rispondere alle esigenze di un mercato in così grande espansione sono due: continuare a depauperare il mare, che fra il 1950 e il 1997 ha visto passare il pescato negli oceani da 19 a oltre 90 milioni di tonnellate annue; oppure sviluppare l'allevamento dei pesci. Con un certo criterio però: perché se l'obiettivo dell'allevatore è produrre al massimo nel minor tempo possibile, anche la qualità del pesce allevato ne risente. Ed è proprio qui che ritorna in ballo una semplice considerazione: anche il pesce è ciò che mangia.

Questione di grassi
L'aspetto più positivo del consumo di pesce, dal punto di vista nutrizionale, è rappresentato dalla qualità dei grassi in esso contenuti. In maggior parte sono grassi polinsaturi che, non essendo sintetizzati dal corpo umano, possono essere assimilati solo attraverso l'alimentazione. Sono acidi che agiscono sul colesterolo, diminuendo il rischio d'insorgenza di malattie cardiovascolari. A riprova di ciò viene spesso ricordato il fatto che l'incidenza di queste patologie nella mortalità di esquimesi e giapponesi, popolazioni per cui il pesce rappresenta l'alimento principale, è estremamente bassa.
Le caratteristiche nutrizionali del pesce, tuttavia, non sono sempre identiche. Nei pesci che vivono liberi in natura, la quantità di polinsaturi rispetto al totale dei grassi è superiore al 70%, percentuale che si abbassa anche al di sotto del 60% per gli esemplari allevati. Varia anche la quantità di grasso presente nella massa muscolare che, tanto per fare un esempio, in orate o branzini allo stato brado non supera il 2-3%, mentre nei pesci d'allevamento può superare anche il 10%. Il tipo di mangime e l'affollamento delle vasche usate dall'itticoltura sono le cause più importanti della diversità di questi parametri.

Mangimi puliti e vasche larghe
Già da alcuni mesi sui banchi di vendita Coop si possono trovare trote, branzini e orate allevati con l'intento di avere, dal punto di vista organolettico e nutrizionale, tutte le caratteristiche del pesce che vive allo stato naturale. Dopo questa fase, che ha comportato un attento monitoraggio del prodotto, si è arrivati ad apporre il marchio 'Prodotto Coop'.
Come per tutti gli altri prodotti a marchio, i fornitori sono rigorosamente selezionati, scegliendo per ora solo allevatori italiani. Questo facilita anche un severo controllo su tutte le fasi dell'allevamento e della distribuzione. In particolare questi animali vengono alimentati in modo simile a ciò che trovano in natura, con farine e oli di pesce (questi ultimi in una percentuale mai superiore al 20%) e vegetali (soia, cereali e cruscami). Per questi ultimi si controlla che non contengano assolutamente Organismi geneticamente modificati (ogm).
L'altra caratteristica di fondamentale importanza riguarda la costruzione di un ambiente naturale che favorisca il benessere dell'animale, ed eviti problemi come la mortalità per stress o traumi, che si verifica nel caso di un eccessivo affollamento. La densità di popolazione per il 'Pesce Coop' si attesta intorno ad un parametro generalmente considerato ideale, vale a dire sotto i 40 chili per metro cubo d'acqua per orate e branzini e 50 chili per le trote, mentre spesso l'affollamento è superiore. Branzini e orate sono allevati in vasche colme d'acqua di mare, oppure direttamente in gabbie collocate in mare aperto; le trote in vasche con acque di sorgenti di montagna o comunque ad alta quantità d'ossigeno.
Il pesce così ottenuto è un prodotto di qualità, e naturalmente ricco di Omega 3, una sostanza particolarmente benefica per le arterie. Il suo sapore è molto delicato, e ha caratteristiche che lo rendono simile agli esemplari che vivono allo stato naturale.
In questo momento si sta sperimentando la possibilità di realizzare il prodotto a marchio Coop anche per saraghi, dentici e ombrine.