D'estate la pelle è più esposta e quindi può subire gli assalti di insetti. I rimedi

Scritto da Alma Valente |    Luglio 2009    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Dopo un inverno piovoso e freddo con l'arrivo dell'estate ci sentiamo tutti meglio. La luce e il calore, infatti ci possono aiutare anche a superare piccole o grandi depressioni. Esiste però, anche l'altra faccia della medaglia: una prolungata esposizione al sole, come spiega il professor Giuliano Zuccati, Direttore di Sod complessa del Dipartimento di scienze dermatologiche dell'Università degli studi di Firenze, «può causare problemi come scottature o eritemi a seconda del tipo di pelle e se questo è vero per l'adulto è ancora più importante nei bambini, molto più sensibili alle radiazioni solari». Dunque è necessaria una protezione più elevata e ripetuta anche dopo i vari bagni in mare. Ma oltre al sole esistono anche altri pericoli, magari un incontro "ravvicinato" con insetti ed affini. Ecco dunque un piccolo vademecum che ci ha regalato sempre il professor Zuccati

Insetti d'assalto

Vespe e calabroni. Nel caso di vespe o calabroni, il pungiglione che resta conficcato nella pelle deve essere rimosso con attenzione per non spremere altro veleno: non bisogna tirarlo, ma raschiare con una lama non affilata o premere di lato intorno alla sede di inoculo. Il veleno di questi insetti contiene sostanze irritanti responsabili degli effetti locali, per lo più arrossamento e gonfiore con dolore anche intenso. Il pericolo più grave è rappresentato dalle reazioni allergiche che avvengono in una minoranza di soggetti, ma la conseguenza più temibile è lo shock anafilattico che può anche portare a morte. I sintomi che si avvertono sono vampate di calore, prurito, difficoltà a respirare, vertigini sudorazione, pallore, gonfiore che interessa il volto, gli occhi, la lingua e la laringe. In questi casi occorre recarsi immediatamente al presidio medico più vicino perché l'intervento deve essere tempestivo.

Zecche. Di solito sono parassiti di animali, ma anche l'uomo può esserne vittima, soprattutto passeggiando nei parchi e nel sottobosco in primavera-estate. In rari casi possono trasmetterci gravi malattie infettive. Le zecche devono essere staccate con un paio di pinzette, avvicinate il più possibile alla pelle, evitando di procedere a strattoni, di schiacciare o torcere il corpo del parassita e tirando solo quando si è sicuri della presa. Una volta estratta, va bruciata o eliminata nello scarico del water. L'area cutanea interessata deve essere poi lavata accuratamente con acqua e sapone, disinfettata e mantenuta sotto controllo per almeno un mese; se compare rossore è necessario rivolgersi al medico.

Ragni e scorpioni. Solo una minoranza di questi insetti inietta un veleno veramente tossico, a meno che il soggetto non abbia un'intolleranza accertata. Nella maggioranza dei casi i sintomi sono di irritazione intorno alla sede dell'inoculo, ma se si assiste a sudorazione profusa, nausea e vomito, occorre recarsi subito dal medico. Anche il contatto con altri insetti, come coleotteri e bruchi, può provocare irritazioni cutanee.

Rimedi. In caso di puntura di insetto, un cubetto di ghiaccio avvolto in un panno di cotone e posto sulla zona colpita costituisce il primo provvedimento da adottare. La terapia prevede sempre l'uso di antistaminici o, nei casi più gravi, di cortisonici per via generale, per periodi brevi, coadiuvati da una terapia locale a base di antisettici e antinfiammatori. È bene comunque ricordare che gli individui sensibili devono effettuare una prevenzione coprendosi adeguatamente, usando prodotti insetto-repellenti e portando sempre con sé farmaci di pronto soccorso suggeriti dal medico.

Meduse & Co.

Anche il mare non è privo di rischi, basti pensare a meduse, tracine, coralli e ricci; che fare in questi casi? Le spine del riccio vanno estratte una per una con una pinzetta o un ago sterilizzato, dopo l'applicazione di acqua calda: subito dopo bisogna disinfettare le lesioni. Per rimediare a un attacco di medusa, la migliore soluzione consiste nel raschiare delicatamente, con una spatola o un coltellino, l'area colpita per rimuovere i tentacoli urticanti; lavare con acqua salata o con acqua calda; non grattarsi ed applicare poi aceto, alcool o ammoniaca o un gel astringente al cloruro d'alluminio o una crema corticosteroidea (solo su consiglio medico). Per la puntura della tracina è utile l'uso di acqua calda (o anche di sabbia calda). La somministrazione di un cortisonico e di un antistaminico ad opera del medico (visita urgente), riduce significativamente dolore e rigonfiamento locale.

Occhio ai raggi

Il sole estivo può causare problemi agli occhi, come ci spiega il dottor Alessandro Franchini della Clinica oculistica dell'Università degli studi di Firenze. Secondo un sondaggio della Società oftalmologica italiana (Soi) più del 50% degli italiani non si preoccupa di proteggere gli occhi dalle radiazioni solari e ignora sia le possibili conseguenze di una prolungata ed impropria esposizione, sia le caratteristiche che dovrebbe avere un buon occhiale da sole.

Infatti le motivazioni che spingono alla scelta di un paio di lenti sembrano più legate a fattori estetici e di moda che ad ottenere una efficace prevenzione. Le lenti protettive devono essere in grado di assorbire completamente i raggi UV e fino al 96% dei raggi nello spettro del blu-violetto.

L'assorbimento totale di queste radiazioni costituirebbe una protezione ottimale, ma ciò non è praticamente possibile poiché si verificherebbe una distorsione nella percezione di alcuni colori, i gialli sarebbero sbiaditi e il viola sembrerebbe rosso. Quindi la scelta del colore delle lenti non dovrebbe rappresentare solo il nostro gusto personale ma garantire una reale protezione. Verde, marrone e grigio sono in grado di assorbire le radiazioni nocive mentre blu, giallo, rosso e fucsia non proteggono a sufficienza e sono da considerarsi solamente decorativi e in un certo senso addirittura dannosi. Infatti la schermatura offerta può determinare un senso di comfort che può annullare le naturali protezioni come la miosi (restringimento pupillare) o l'ammiccamento (lo sbattere delle palpebre).

Ma oltre al colore è opportuno scegliere sempre modelli accompagnati dalla nota informativa prescritta dalla legge e contenente l'indicazione del fabbricante o mandatario, il grado di protezione con riferimento ai requisiti di norma, il fattore di trasmissione, l'eventuale potere rifrattivo, la categoria del filtro, i limiti di impiego e soprattutto il marchio CE. Inoltre, la giusta forma di una montatura dovrebbe essere il più possibile avvolgente, in modo da schermare tutta la zona che circonda gli occhi.

Anche i bambini andrebbero protetti in quanto la perfetta trasparenza della cornea e del cristallino li rende da un certo punto di vista più sensibili degli adulti alla luce solare. Tutto questo soprattutto in quelle condizioni particolari che si verificano su un ghiacciaio in pieno sole o su una spiaggia nelle ore centrali della giornata.


Disegno di Contemori

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