Bello stare al sole, ma rispettando alcune regole. Attenzione a meduse, tracine e ricci

Scritto da Olivia Bongianni |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 45

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

Disegno di Lido Contemori

Estate

Il sole? «Io dico sempre che è come il vino: poco e buono», afferma il dottor Giovanni Bagnoni, direttore Uoc Dermatologia Livorno - Area vasta nord ovest. Con lui abbiamo parlato delle precauzioni da adottare per una corretta esposizione solare e del comportamento nel caso di incontri indesiderati con meduse, tracine o ricci.

Partiamo dal sole, che deve essere «poco in generale – chiarisce il dermatologo –, mentre buono vuol dire prima delle 11 e dopo le 16». Si evitano così le ore più calde, in cui si concentrano i raggi Uvb, pericolosi e responsabili delle ustioni. Gli Uva, invece, che fanno abbronzare, rimangono costanti durante tutta la giornata.

La protezione «deve essere sempre superiore a 20 – raccomanda il dermatologo – e comunque proporzionata al tipo di pelle: più è chiara e più alta deve essere la protezione. Va rimessa ogni due ore». La crema protettiva va inoltre abbinata ad altri meccanismi di protezione come l’ombrellone, le magliette, i cappelli, gli occhiali. Occorre cioè, precisa Bagnoni, attuare «una strategia complessiva di protezione dai raggi ultravioletti, che di per sé potrebbero anche far bene perché, ad esempio, migliorano il tono dell’umore e la produzione di vitamina B. Ma non bisogna abusarne, altrimenti ne paghiamo le conseguenze».

Il tumore più pericoloso è il melanoma indotto dalle ustioni solari, che deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti, cellule presenti nei nèi che producono la melanina; ci sono poi i tumori epiteliali. Questi tumori in generale sono in crescita, sia perché la popolazione tende a invecchiare, sia perché si abusa dell’esposizione solare.

Secondo il dermatologo, inoltre, alcuni miti sono da sfatare. Ad esempio è bene sapere che si prende il sole anche quando il cielo è nuvoloso (fino al’80% dei raggi ultravioletti arrivano comunque). L’ombrellone protegge, sì, ma la metà di quello che immaginiamo. Indicazioni, queste, da tenere bene in mente soprattutto per i bambini piccoli, esposti a maggiori rischi perché, spiega Bagnoni, «il fattore più importante per lo sviluppo del melanoma in età adulta sono le ustioni solari riportate da piccoli». D’estate i bambini prima dei tre anni non andrebbero esposti alla luce diretta dei raggi solari, mentre dai tre anni in su si raccomanda un fattore di protezione 50.

Ma cosa fare in caso di scottatura? «Occorre applicare creme lenitive ed emollienti – chiarisce Bagnoni –. Se si tratta di un’ustione estesa oppure ci sono segni di alterazione della cute, ad esempio bolle, bisogna consultare un medico che valuterà l’eventuale uso di antistaminici o cortisonici».

Meduse, tracine, ricci & co: alcuni spiacevoli incontri ravvicinati possono verificarsi durante un bagno in mare. Come porvi rimedio? Se si tocca una medusa, «mai lavare la parte interessata con acqua dolce, né usare ammoniaca – raccomanda Bagnoni –. Sì invece all’acqua salata, isotonica, perché impedisce la rottura delle vescicole attaccate alla pelle che liberano la sostanza urticante. Meglio se riscaldata, perché tende a disattivare la tossina. E poi applicare creme cortisoniche o antibiotiche».

Per quanto riguarda la tracina, «il vero trucco – svela il dermatologo – sta nel tenere il piede o la mano nella sabbia calda perché la temperatura elevata inattiva la tossina che è molto dolorosa».

E quando si mette il piede su un riccio? Per disinfettare si può usare l’acqua ossigenata. Per l’estrazione delle spine, però, meglio non fare da soli ma rivolgersi a un medico, in modo da essere sicuri di averle tolte tutte correttamente.

L'intervistato

Giovanni Bagnoni

Direttore Uoc Dermatologia Livorno - Area vasta nord ovest


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