Scritto da Fabio Gori |    Marzo 2001    |    Pag.

Salute da patata
Ha un contenuto di selenio dieci volte superiore al normale, la patata inventata dal Consorzio della patata tipica di Bologna con il supporto scientifico delle facoltà di Medicina e di Chimica industriale dell'Università del capoluogo emiliano.
Un vero e proprio alimento-farmaco, perché il selenio ha un ruolo fondamentale nel mantenere la salute: è considerato capace di stimolare il sistema immunitario, aumentare la fertilità, mantenere la pelle giovane ed elastica, curare l'artrite, proteggere dai danni causati dal fumo, prevenire ictus, infarti e in genere le malattie legate al cuore e alla circolazione sanguigna.
La patata arricchita di selenio non è stata ottenuta con manipolazioni genetiche, ma concimando le piante coltivate con prodotti a base di selenio organico, che sono semplicemente spruzzati sulle foglie. L'aumento dei costi di produzione si ripercuote sul prezzo finale per sole cento lire circa al chilogrammo. Così quest'anno è previsto il raddoppio delle quantità prodotte l'anno scorso: saranno disponibili 50 mila tonnellate, pari al 2 per cento della produzione italiana. Un ultimo accorgimento: se vi affidate a queste patate, non ingerite la vitamina C artificiale (quella delle compresse), perché ostacola l'assorbimento del selenio. Un chilogrammo di queste super patate contiene da 50 a 100 milligrammi di selenio, contro le patate normali che ne contengono da 5 a 10 mg, a fronte di un fabbisogno in un adulto di almeno 60 mg, che arriva a 70 nelle donne in allattamento. Questo fabbisogno è in genere soddisfatto da una dieta equilibrata e basata su alimenti provenienti dall'Europa. Infatti vaste aree degli Stati Uniti, della Nuova Zelanda e della Cina hanno terreni agricoli talmente poveri di selenio che nella popolazione locale possono insorgere sintomi di carenza, combattuti con capsule e compresse. Anche dalle nostre parti un'integrazione è considerata salutare, per favorire l'allungamento della vita e contrastare lo stress quotidiano.
Una normale porzione di patate arricchite aggiunge alla dieta fino a 30 mg di selenio: c'è quindi un buon margine per aumentare il consumo, se la dose terapeutica è di 200 mg di selenio al giorno e la dose massima è di 350 mg al giorno, oltre i quali si hanno effetti tossici.

Le varietà
Cogliamo l'occasione per ricordare i quattro tipi di patata che si trovano sul mercato.
Patate a pasta gialla (il colore è dato dalla presenza di caroteni). Hanno polpa compatta e rappresentano la materia prima per le chips industriali e per le patatine fritte casalinghe. Sono anche particolarmente adatte per le insalate di patate e le cotture in forno.
Patate a pasta bianca. Hanno una polpa farinosa che si spappola facilmente in cottura. Sono ideali per la preparazione di purè, crocchette, gnocchi e per tutti quei piatti che richiedono patate farinose.
Patate a buccia rossa. Sono di recente immissione sul mercato e sono apprezzate dai consumatori in quanto presentano una polpa molto soda. Sono sicuramente le migliori per la frittura, la cottura al cartoccio e in forno.
Patate novelle. Hanno la buccia sottile e la polpa acquosa. Sono a breve conservazione perché raccolte a uno stadio di maturazione non completo. L'ideale sarebbe mangiarle bollite, cucinate con la buccia.

Radicali catturati
Il selenio è un "non metallo" presente in tracce nell'organismo umano, essenziale per la difesa delle cellule contro l'azione lesiva degli ossidanti derivati dai radicali liberi. E' parte importante di un enzima (glutatione-perossidasi) che da vero "spazzino" è in grado di eliminare i radicali liberi tramite reazioni enzimatiche, contrastandone l'effetto e rallentando i processi di alterazione e invecchiamento cellulare. Inoltre protegge l'organismo, tanto dalle malattie cardiache quanto dai virus e dai tumori, e agisce come detossificante nei confronti dei metalli pesanti. In natura si trova sia in forma organica (legato di preferenza all'aminoacido metionina), che in forma inorganica.
Le principali fonti alimentari sono i cereali, i pesci marini, le frattaglie e alcuni semi oleosi, quali le noci brasiliane, che possono contenere ciascuna l'equivalente di una o due capsule di integratori alimentari al selenio (circa 100 microgrammi). Gli esperti consigliano di non superare i 200 microgrammi al giorno, perché dosi massicce possono risultare tossiche.
Attenzione all'uso degli integratori alimentari al selenio, perché si rischia di superare la dose per la tossicità (800-1000 microgrammi al giorno).
(Alessandra Pesciullesi)