I primi risultati della sperimentazione. Intervista all'assessore Graziano Cioni e al direttore di Firenze Fabio Focardi

Scritto da Alma Valente |    Maggio 2006    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Salute a tutto campo 2
Sono nate da poco
e hanno come obiettivo il miglioramento della salute e del benessere dei cittadini: non solo garantendo prestazioni sanitarie di qualità ma anche un'assistenza "a tutto tondo", che va ben al di là della diagnosi e delle cure. Il progetto - ambizioso ma complesso nella sua organizzazione - ha portato alla creazione delle Società della Salute, i nuovi organi di controllo e di coordinamento cui spetta mettere in pratica, a livello comunale, le indicazioni del governo regionale che ha sostituito il concetto di sanità con un ben più ampio e articolato "Diritto alla salute e politiche di solidarietà". Tutto questo nell'ambito di una società che è molto cambiata nel corso dell'ultimo secolo: la vita media è di fatto raddoppiata, di conseguenza sono aumentati gli anziani che hanno più di 65 anni, i malatti cronici, i disabili, le persone sole, le fasce più deboli della popolazione alle quali, in particolare, il progetto si rivolge.
Il Comune di Firenze è stato tra i primi a far partire la sperimentazione e il 26 luglio 2004 ha costituito, insieme alla Asl di Firenze, la Società della Salute, un consorzio pubblico di cui l'assessore alla sanità Graziano Cioni e Fabio Focardi sono rispettivamente presidente e direttore.

Dottor Focardi, quali sono secondo lei le potenzialità e quali le difficoltà della Società della Salute?
«La Società della salute non pensa più in maniera separata al bisogno sociale e al bisogno sanitario, ma si impegna ad individuare percorsi integrati e semplificati di accesso ai servizi, sia per quanto riguarda la loro dislocazione sul territorio che per quanto riguarda i percorsi da individuare per rispondere al bisogno. La "salute" infatti non può prescindere da una visione complessiva dell'insieme degli interventi da mettere in atto, quindi il lavoro da fare è molto e non semplice. Nella programmazione è necessario che tutte le competenze siano messe alla pari ad affrontare un tema, al centro del quale ci sono "le persone" con tutto il loro bagaglio di aspettative, con una programmazione partecipata sia dei diretti interessati che dei familiari e di tutti gli operatori. La stessa valutazione di un problema è interpretabile in maniera diversa a seconda di chi l'analizza, e in tutte le interpretazioni si ha una risposta parziale del problema: è forse la capacità di cogliere tutte la sfaccettature che può ottimizzare la risposta».

Salute a tutto campo
Assessore Cioni, la Società della Salute dà priorità ai problemi di anziani e disabili. Cosa fate per gli anziani?

«Ci siamo mossi secondo un approccio integrato e trasversale alle tematiche sociali e sanitarie, sotto la denominazione "Sistema integrato anziani". Lo scopo è quello di sostenere e favorire il mantenimento di un buono stato di salute e di benessere delle persone anziane, attraverso azioni di prevenzione e soprattutto d'incontro e socializzazione per contrastare la solitudine. Sono previsti progetti di attività motorie, quali sport, ballo, iniziative culturali ed anche la possibilità di consumare dei pasti, a prezzi contenuti, insieme ad altri coetanei (offerta ormai consolidata presso Montedomini dove, dalla scorsa estate, viene data questa possibilità). Fondamentale è il coinvolgimento del volontariato e delle reti di solidarietà. Ci si basa poi sugli interventi per gli anziani "fragili" o non autosufficienti. Per queste persone vogliamo creare un sistema di "global care" (cura globale, ndr) attraverso il quale le persone in difficoltà non si sentano abbandonate, ma trovino supporto in una serie di servizi che consentano loro di continuare a vivere presso il proprio domicilio con serenità. Avendo soprattutto la sicurezza di essere seguite da persone preparate che offrano loro servizi di assistenza domiciliare, infermieristica e pasti a domicilio. Per le persone non autosufficienti, oltre ad assicurare ai casi più gravi il ricorso ai servizi residenziali, viene anche potenziata la possibilità di accedere al servizio degli assistenti familiari (badanti), con specifici finanziamenti».

E per quanto riguarda invece la disabilità?
«L'obiettivo è di affermare una strategia unitaria di intervento, attraverso l'integrazione delle risorse sociali e sanitarie sia pubbliche che del privato sociale, rafforzando i livelli di governo e di coordinamento territoriale. I principi di riferimento possono essere così sintetizzati: centralità della persona con disabilità e della famiglia; la sua presa in carico finalizzata a rafforzare l'unitarietà dell'intervento; garantire continuità al percorso assistenziale individuando le specifiche responsabilità degli operatori; coordinamento dei servizi rivolti alla persona con disabilità per favorire la piena realizzazione del piano individuale di intervento».

Direttore Focardi, sono stati identificati dei percorsi facilitati per persone affette da malattie croniche come cardiopatici, reumatici ed altri?
«Per il momento la Società della Salute ha individuato fra i suoi obiettivi quello di promuovere l'applicazione di un percorso assistenziale per i pazienti con scompenso cardiaco, attraverso un'azione di monitoraggio in telemedicina di pazienti anziani impossibilitati a compiere un percorso ambulatoriale, tutto questo per migliorare la qualità di vita dei pazienti e aumentare la loro aderenza agli stili di vita ed alla terapia medica consigliata, riducendo così i ricoveri ospedalieri per scompenso cardiaco. Anche l'insufficienza respiratoria cronica determina uno stato di invalidità progressiva che limita le capacità lavorative dei soggetti e lo svolgimento di una normale vita di relazione. Anche per queste persone si prevede l'impiego della telemedicina per il monitoraggio domiciliare notturno, che dovrebbe consentire di individuare e trattare precocemente episodi di riacutizzazione dell'insufficienza respiratoria, evitando così il ricorso a ricoveri ospedalieri ripetuti. Per i pazienti con patologie reumatiche è stato avviato un processo per la definizione di percorsi di cura così come previsto anche dal piano sanitario. Per i malati terminali di tumore è stata stipulata una convenzione con le associazioni (Pallium, Ant e Att) che già da tempo si occupano di assistenza domiciliare».

Assessore, come sta procedendo il coinvolgimento del volontariato nella Società della Salute?
«La progettazione per obiettivi di salute ha la necessità di attivare tutte le risorse presenti nella comunità, di metterle "in rete" per rispondere ai bisogni e rafforzare le opportunità del territorio. Attraverso la programmazione pubblica si intende operare una progressiva apertura al Terzo Settore (volontariato, ndr), all'esercizio della coprogettazione e della valutazione. Il volontariato, nelle sue varie componenti, assume quindi un ruolo progettuale e operativo, in un sistema di costruzione di responsabilità che ha nel sistema pubblico il baricentro delle politiche del welfare locale».



I RIFERIMENTI
Salute in Toscana

Oltre a Firenze, molti altri Comuni della Toscana hanno attivato la sperimentazione delle Società della Salute, che troviamo nelle seguenti zone sociosanitarie: Lunigiana, Val di Nievole, Pratese, Alta Val di Cecina, Valdera, Pisana, Bassa Val di Cecina, Val di Cornia, Val di Chiana, Casentino, Valdarno, Colline Metallifere, Amiata Grossetana, Fiorentina Nord-Ovest, Fiorentina Sud-Est, Mugello, Empolese, Valdarno inferiore.

Di fatto la Società della Salute coinvolge 168 Comuni sui 287 della Toscana, per una popolazione residente pari al 59,66% della popolazione toscana e coinvolge 10 Ausl su 12, di cui 4 per intero.

I vantaggi per i cittadini? Nei presidi ospedalieri di Firenze (Santa Maria Nuova, Nuovo San Giovanni di Dio, Santa Maria Annunziata, Careggi) è stato sperimentato, con successo, un progetto di sostegno domiciliare per facilitare il ritorno a casa dei pazienti dimessi dopo un lungo periodo di degenza in ospedale.

«Con gli stessi soldi di prima si fanno molte cose in più. Un esempio per tutti: prima della nascita della Società della salute a Firenze non si realizzava lo screening per il colon retto: ora si fa», sottolinea Cioni, che annuncia l'apertura, a luglio, di uno sportello unico sul territorio fiorentino dove il cittadino "verrà preso in carico per tutte le sue esigenze".


Società della Salute di Firenze - Aiuto anziani, numero verde 800 801616, tutti i giorni (compresi i festivi) dalle 9 alle 24