L'arrivo della stagione fredda e la minore esposizione alla luce solare possono determinare modifiche nell'umore

Scritto da Alma Valente |    Novembre 2005    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

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Il passaggio del "testimone" tra l'estate e l'autunno
è avvenuto giovedì 22 settembre alle 22 in punto. Questo è quanto hanno registrato gli astronomi per datare l'avvento dell'equinozio d'autunno. Un periodo più triste e più buio? Non secondo le credenze dei nostri antenati per i quali, iniziando dagli etruschi e passando attraverso i greci e i latini, il termine significava far crescere. Adesso però, all'alba di questo terzo millennio, le cose non stanno propriamente così. Le stagioni, quelle canoniche, sembrano impazzite.
In parole semplici, dal caldo si passa al freddo e viceversa. Sono molte però le persone che soffrono a causa di questo problema. E proprio sulle problematiche legate all'autunno abbiamo cercato delle risposte. Iniziamo dal clima con il professor Giampiero Maracchi, ordinario di Climatologia all'Università degli studi di Firenze.

Professor Maracchi, sembra che le stagioni stiano cambiando, perché?
«Sì, le stagioni negli ultimi anni hanno palesato importanti ed evidenti cambiamenti. In effetti sembra aumentata la durata delle stagioni intermedie (primavera e autunno), mentre risulta compressa la durata dell'inverno.
Per quanto riguarda le precipitazioni, queste mostrano modificazioni molto rilevanti da zona a zona, ma c'è una generale tendenza ad una diminuzione della piovosità. Le precipitazioni hanno cambiato anche il loro regime e tendono a concentrarsi in brevi periodi di pioggia molto intensa. Se infatti è vero che le precipitazioni annue sono diminuite, è altrettanto vero che sono aumentati i fenomeni intensi. Per trovare una spiegazione a queste variazioni bisogna riportarci all'effetto dei così detti gas serra che stanno favorendo un aumento delle temperature della superficie terrestre tanto rilevante da non poter riscontrare dei precedenti nel passato».

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Se ho compreso bene sembra che stiano cambiando le regole del gioco e forse gli esseri umani sono in qualche modo responsabili di queste modificazioni.

«C'è del vero in questa affermazione. Se, infatti, da un lato è confermato che le variazioni climatiche, e quindi anche di temperatura, si rincorrono nella storia del nostro pianeta, è altresì vero che impressiona la rapidità con cui questi cambiamenti stanno avvenendo in questi ultimi anni. Ricordo a tale proposito che a partire dall'inizio del secolo scorso la temperatura è aumentata, su scala globale, di circa 1° C, di cui 0.7° C dal 1985 ad oggi.
Quello che impressiona è appunto l'impennata delle temperature negli ultimi 20 anni. La conseguenza di tutto questo è stata lo scioglimento di molti ghiacciai, l'innalzamento delle acque degli oceani, della loro temperatura, come quella di mari più piccoli, come il Mediterraneo (nel quale sono comparse specie di pesci di tipo tropicale), e il cambiamento delle stagioni e del clima in genere nelle aree che ci riguardano direttamente».

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Disturbi affettivi

Ma veniamo ad un altro problema, che è in qualche modo meno generale, ma che ci tocca altrettanto da vicino. Sono molte le persone, soprattutto donne, che soffrono del cosiddetto "disturbo affettivo stagionale". Di cosa si tratta e come si può risolvere? Lo abbiamo chiesto al professor Carlo Faravelli, ordinario di Psichiatria presso l'Università degli studi di Firenze.
«Si tratta di una sottovarietà di quello che in psichiatria viene diagnosticato come "disturbo bipolare", cioè un'alternanza di periodi di depressione con altri di euforia, non sempre giustificati dagli eventi della vita vissuta. Nel caso del disturbo affettivo stagionale le persone presentano una netta variazione di umore, con apatia, sfiducia, tristezza, mancanza di entusiasmo in autunno/inizio inverno e, al contrario, entusiasmo, attività, gioia di vivere in primavera/estate. Nei casi più eclatanti il periodo depressivo ha le caratteristiche di una vera e propria grave malattia depressiva. Più raramente l'euforia raggiunge il livello dell'eccitamento patologico vero e proprio».

Quindi le alternanze stagionali sembrano rendere evidente una tendenza individuale a sviluppare ed evidenziare una situazione di malattia presente nelle persone?
«La malattia è da mettere in relazione con i ritmi luce-buio, e il meccanismo che si ritiene implicato, tra gli altri, è quello della melatonina, un ormone prodotto nel cervello e deputato alla regolazione dei ritmi sonno-veglia. Il rimedio più studiato è quello della terapia della luce (light therapy). Questa consiste nel guardare per circa 20 minuti al giorno una lampada con particolari caratteristiche di emissione di onde luminose. Lo stesso effetto si ha, unendo l'utile al dilettevole (sempre per chi se lo può permettere!), con un soggiorno nell'altro emisfero nel periodo tra ottobre e inizio dicembre, vale a dire che una bella vacanza alle Maldive o in Brasile, per esempio, potrebbe fare da cura e anche da prevenzione».

Ma al di là delle vacanze riservate ai pochi eletti, esistono dei farmaci che possono aiutare chi soffre di questi disturbi in maniera rilevante?
«A parte quanto è già disponibile per trattare il disturbo bipolare in generale, tra i farmaci del futuro è in fase avanzata di studio una molecola, chiamata agomelatina, che potrebbe avere un'azione specifica su questo disturbo».

Se da un lato l'autunno sembra influenzare negativamente il nostro organismo, agendo non soltanto sulla psiche ma anche su alcune patologie organiche quali malattie dell'apparato gastro-intestinale, reumatiche, dermatologiche e respiratorie, dall'altro non dobbiamo dimenticare che è la stagione che celebra il termine della raccolta dei frutti della terra e la preparazione al nuovo ciclo vitale che inizierà nella prossima primavera. È questo, credo, lo spirito giusto con il quale ci dobbiamo preparare ad accettare questo periodo in cui la luce ci mancherà un po'.



LINGUA DEI SEGNI
Corsi a Prato

Fino al 15 dicembre è possibile iscriversi al corso di lingua dei segni organizzato dalla sezione di Prato dell'Ente nazionale sordomuti, con sede in via Fermi 9 nella zona Le Badie. Sarà possibile iscriversi inviando un fax con i propri dati personali allo 0574575807. Il martedì pomeriggio dalle 17 alle 19 e il giovedì mattina dalle 10 alle 12 è possibile iscriversi telefonando allo 0574 571050.

I corsi inizieranno a gennaio 2006. Il corso sarà di I, II e III livello, e ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza. Info: Ente nazionale sordomuti di Prato, tel. 0574 571050


Gli intervistati
Giampiero Maracchi, ordinario di Climatologia all'Università degli studi di Firenze
Carlo Faravelli, ordinario di Psichiatria all'Università degli studi di Firenze