Rosso in scatola
Tra gli ortaggi utilizzati dall'industria conserviera, il pomodoro occupa sicuramente il primo posto per quantità lavorata. I prodotti finali più importanti sono i pomodori pelati e i concentrati.

I pelati
Secondo la legge n. 96 del 10 marzo 1969, la denominazione di pomodori pelati è riservata ai pomodori di tipo lungo privati della buccia. La loro preparazione comporta le seguenti operazioni: il lavaggio, la cernita (per eliminare quelli guasti o immaturi), la scottatura in acqua bollente (per facilitare il distacco della buccia), il parziale raffreddamento, la pelatura a macchina e la riempitura delle scatole insieme al liquido di governo (succo di pomodoro); le scatole sono poi aggraffate e sterilizzate.
I pomodori pelati devono essere ottenuti dal frutto fresco sano, maturo, e ben lavato. Il peso del prodotto sgocciolato non deve essere inferiore al 60% del peso netto; i pomodori devono essere interi per non meno del 65-70% del peso del prodotto sgocciolato.

I concentrati
Per ottenere i concentrati di pomodoro si eseguono dapprima le operazioni di triturazione dei frutti, di riscaldamento della polpa e di setacciatura, che serve a separare le bucce e i semi dal succo. Segue la concentrazione per evaporazione, con eliminazione più o meno spinta di acqua, in relazione al tipo di concentrato che si vuole ottenere.
Le ultime operazioni sono l'inscatolamento e la sterilizzazione. I prodotti non sterilizzati sono considerati semiconserve.

Quelli a marchio Coop
Pelati. Sono solo pomodori lunghi coltivati in Puglia e lavorati in Campania, provenienti esclusivamente da coltivazioni a lotta integrata, raccolti nel momento migliore della maturazione e lavorati immediatamente, nella giornata, quindi inscatolati. La lavorazione prevede un'attenta cernita dei pomodori raccolti, il lavaggio, la scottatura per pelarli, il confezionamento con il sugo concentrato e infine la pastorizzazione.
Nulla è aggiunto, nemmeno sale, il prodotto risulta così utilizzabile anche da chi ha problemi specifici. La conservazione è garantita dal trattamento termico, senza l'utilizzo di conservanti e di altri additivi chimici: proprio per questo, una volta aperta la confezione, il prodotto si mantiene in frigorifero per due o tre giorni, non di più.
L'apporto calorico è modestissimo: 17 kcal per 100 g di prodotto (1.5 g di proteine, 2.5 g di carboidrati, 0.1 g di lipidi).
Passata di pomodoro. E' fatta con pomodori specifici per la conservazione, i pomodori da industria, coltivati nella pianura padana, con aggiunta di sale. Non ci sono conservanti perché la conservazione è garantita dal trattamento di pastorizzazione. Lo stesso tipo di pomodoro è utilizzato per la passata grossa, il doppio concentrato in tubetto, per i sughi pronti e la polpa con basilico e cipolla. E' un prodotto poco calorico: 25 kcal per 100 g, a bassissimo contenuto lipidico (0.1%) e con un limitato apporto di sodio (0.20 x 100 g di prodotto).
Pomodorini. Sono pomodorini tipo ciliegia provenienti prevalentemente dalla Puglia, confezionati freschi. Hanno colore rosso vivo e il sapore caratteristico del pomodoro maturo, dolce e aromatico. Ideali per preparazioni di breve cottura, che lasciano integro il pomodorino, ottimi per sughi veloci, per la pasta al basilico o con altre verdure, si prestano anche come contorno o accompagnamento a piatti di pesce. Sparsi all'ultimo momento sulla pizza fanno un'ottima figura.
Polpa di pomodoro con basilico fresco e cipolla. I pomodori sono raccolti, selezionati accuratamente, quindi lavorati in giornata con basilico e cipolla freschi, senza l'aggiunta di altri ingredienti se non un pizzico di sale. La polpa è contenuta in una bottiglia di vetro, più bassa e con bocca larga. Anche questo prodotto si presta ad un utilizzo quasi a crudo: bastano, infatti, tre minuti di riscaldamento per poterlo versare direttamente sulla pasta e ottenere un sugo gustoso e genuino, al quale aggiungere, eventualmente, un filo di olio extravergine di oliva. La bottiglia ha una capsula "flip": una garanzia in più per l'integrità della confezione perché ne assicura l'ermeticità e segnala l'eventuale manipolazione.

Le garanzie. La lavorazione di pelati, polpa, pomodorini e polpa basilico e cipolla a marchio Coop viene fatta unicamente con prodotto fresco, ogni anno nei mesi di luglio-agosto. Passata, passata grossa e doppio concentrato possono, invece, utilizzare pomodoro semilavorato e avvenire nell'arco dell'anno. La materia prima proviene da coltivazioni a produzione integrata (tranne le produzioni da agricoltura biologica e i doppi concentrati) il metodo che riduce drasticamente l'uso di pesticidi, privilegiando l'utilizzo di tecniche più naturali per il controllo dei parassiti delle piante. Le lattine sono dotate di interno bianco "salvafreschezza", una speciale vernice che protegge i prodotti da eventuali cessioni di stagno. E' comunque consigliato, una volta aperta la lattina, conservare il prodotto non utilizzato in un contenitore per alimenti.
Prima di arrivare nei supermercati i controlli effettuati da Coop sono di tipo chimico-fisici (analisi), organolettici (assaggi), su residui di pesticidi (analisi), sulla filiera della produzione integrata (ispezioni).
Coop richiede ai fornitori:
- limiti dei residui di pesticidi con riduzione del 70% dei livelli stabiliti dalla legge per la produzione convenzionale;
- eliminazione dei pesticidi tossici, quelli che la Commissione di tossicologia nazionale ritiene particolarmente pericolosi per la salute umana.

La storia del pomodoro
Dal giardino all'orto
La pianta del pomodoro appartiene al genere Solanum (secondo la classificazione di Linneo, il famoso medico e naturalista svedese). Originaria della zona nord occidentale dell'America del Sud (Perù, Ecuador), si diffonde nell'America centrale ed è poi introdotta in Europa dagli Spagnoli nel '500. Per due secoli il pomodoro resta relegato nel ruolo di pianta ornamentale da giardino. Solo nel Settecento alcuni cuochi lo inseriscono in alcuni piatti "moderni" e finalmente la pianta passa dal giardino all'orto.
Nel 1860 il parmense Carlo Rognoni inizia la coltivazione del pomodoro sulle colline di Parma. Le prime fabbriche di conserva dura in pani si sviluppano intorno alla sua casa, ma presto si diffondono in tutto il Parmense e nel Piacentino.
Da quel momento la coltivazione del pomodoro si diffonde ampiamente. Qualche decennio dopo compaiono nei testi di botanica le prime descrizioni di varietà a frutto largo, a frutto lungo e a frutto piccolo. Nel 1910, le "fabbriche di conserva" censite nella provincia di Parma sono 36. Contemporaneamente nell'agro nocerino sarnese si sviluppa una tecnica di produzione di "pelati", molto più adatta al tipo di pomodoro lungo e liscio coltivato ai piedi del Vesuvio.

Mondiale e industriale
E' probabilmente nello stabilimento piemontese di Francesco Cirio, nell'ultimo quarto del XIX secolo, che comincia la produzione industriale dei pomodori conservati.
Oggi il pomodoro da industria ha una produzione mondiale che oscilla, secondo i raccolti, fra i 26 e i 29 milioni di tonnellate nel mondo, ed è in assoluto uno dei prodotti più importanti per l'agricoltura dell'intero pianeta.

Assortimento
pelati lattina da 400 e 800 g
polpa di pomodoro lattina 400 g per 3 pezzi
pomodorini interi lattina 400 g
polpa con basilico e cipolla vaso vetro 690 g
passata bottiglia 700 g
passata brick 500 ml
passata grossa bottiglia 700 g