Abeti per Natale. Le varie specie, ma anche un tocco di fantasia

Scritto da Fabio Gori |    Novembre 2000    |    Pag.

Rosso, bianco o finto
La tradizione dell'albero di Natale in Italia ha origini recenti: risale al dopoguerra e proviene dal Nord America e dal Nord Europa, dove era già diffuso alla fine dell'800 quale eredità dei riti pagani con cui i popoli nordici veneravano gli elementi della natura.
Per il nostro albero di Natale possiamo ricorrere all'abete rosso, a quello bianco o a tante altre specie sempreverdi: ogni regione del mondo ha le sue preferenze e disponibilità.
Il più utilizzato dalle nostre parti è l'abete rosso, apprezzato per i rami elastici, ravvicinati e ben disposti sul tronco; si riconosce per gli aghi distribuiti tutt'attorno al rametto, mentre nell'abete bianco sono allineati in due file opposte come un doppio pettine.
In Italia è utilizzato come albero di Natale anche l'abete greco, una pianta molto decorativa per la forma piramidale, la chioma folta ed il colore bruno lucente; ha il vantaggio di adattarsi meglio al nostro clima e di avere buone probabilità di arrivare al Natale successivo (cresce spontaneo sui monti dell'area mediterranea). Ha però degli inconvenienti: gli aghi rigidi e pungenti e il maggiore costo d'acquisto, dovuto alla crescita molto lenta.
Gli abeti in commercio provengono da vivai (particolarmente numerosi nel Casentino, in provincia di Arezzo) e talvolta da diradamenti di abetine, autorizzati e necessari per il regolare sviluppo del bosco. Dominano i paesaggi alpini, ma li troviamo anche in Toscana: l'abete bianco è stato piantato qua e là sul Monte Amiata e sull'Appennino (Vallombrosa, Camaldoli, ecc.), mentre quello rosso è limitato a qualche raggruppamento considerato sopravvissuto al ritiro dell'ultima glaciazione (Alpe delle Tre Potenze).
Arrivati a Natale, il giovane abete rosso viene estirpato con il pane di terra, o tagliato alla base. L'abete bianco assume un aspetto decorativo solo quando raggiunge un'altezza di almeno due metri, per cui viene tagliato ad una certa attezza da terra (le cosiddette "punte" o "cimali"); ciò non toglie che i vivaisti producano anche giovani abeti bianchi con pane di terra, ma hanno un costo superiore e vengono acquistati soprattutto per abbellire i giardini.
Il pane di terra è necessario per evitare la fastidiosa caduta di aghi durante il periodo natalizio, ma occorre evitare gli esemplari con le radici tagliate a pochi centimetri dal tronco, perché non attecchiscono.
Conservare l'abete fino al Natale successivo è invece difficile, dato che è stressato per il taglio, il trasporto, i giorni passati in casa e perché deve affrontare un clima ben lontano da quello fresco e umido della montagna: un giardino o un balcone esposto a nord offrono qualche possibilità in più.

Con un po' di fantasia
La fantasia può però trasformare molte altre specie in un albero di Natale: in giardino ogni pianta può essere avvolta da luci colorate, e allora nulla vieta di coltivare sul balcone piante rustiche sempreverdi come ginepro (esistono anche specie con aghi non pungenti), pino (esistono specie con varietà nane), cefalotasso o il cipresso di Lawson, pronte per essere in qualche modo addobbate nel periodo natalizio: un vaso dal diametro di 50 cm consente ancora una certa maneggevolezza, da rinvasare ogni anno rinnovando la terra eliminata con la spuntatura delle radici.
Ogni albero vivo ha una sua personalità e una sua forma, che va interpretata per trasformarlo in albero di Natale. Se ritenete incoerente invaderlo con lampadine, fili di plastica e sfere artificiali, è possibile ricorrere ad addobbi naturali: candele di cera (per sicurezza non bisogna lasciarle accese senza che nessuno le controlli), pigne, frutta secca, funghi, agrumi (che non ammuffiscono se si fa passare il filo per appenderli nella parte centrale, dove la polpa è assente) e altri frutti appesi per il gambo. Del resto è questo il significato pagano dell'albero di Natale: ringraziare la terra per i frutti che dà all'uomo. Per ottenere un certo effetto, però, occorrono molti frutti e altrettanta pazienza.
La stessa armonia si può raggiungere costruendo una struttura completamente artificiale, come un intreccio di piccoli tubi (per esempio quelli che si usano per sorreggere le tende alle finestre), da infilare in una base di polistirolo ed addobbare anche con semplici fiocchi di nastri colorati.
Gli abeti finti, in genere dichiarati di plastica biodegradabile, sono certamente più pratici e consentono un certo risparmio rispetto agli alberi vivi se vengono fatti durare una decina d'anni, e a seconda del prezzo d'acquisto.