Ecco l’identikit dei soci Coop di nazionalità rumena: gusti e tendenze d’acquisto

Scritto da Laura D'Ettole |    Ottobre 2011    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

(Foto di M. D'Amato)

Amano la panna acida venduta nei negozi Coop, che è un ingrediente base della loro cucina; per la carne affumicata si "arrangiano" con quella tedesca, ma vorrebbero tanto trovare le "loro" conserve di verdure. Sono i soci Coop di nazionalità rumena che nell'ultimo quinquennio sono praticamente raddoppiati arrivando a conquistare la vetta della classifica delle comunità straniere: a luglio di quest'anno hanno raggiunto quota 11.600, pari all'1% circa del totale degli associati a Unicoop Firenze.
Hanno circa 38 anni in media e dunque sono giovani, molto più giovani del resto dei soci (51 anni). Come la maggior parte degli stranieri che vivono e lavorano in Italia, anche i rumeni appaiono particolarmente attenti al risparmio, tant'è che i prodotti di primo prezzo hanno un'incidenza maggiore sulla loro spesa (4,7%) rispetto ai soci italiani (2,1%). Seguono modelli di consumo non troppo distanti rispetto ai nostri, se non per alcune curiosità.
Comprano più prodotti avicunicoli (5,1%, contro il 3,4% del resto dei soci), e tante, tante bevande in più (bibite e liquori, 15%) rispetto alla media (10%).
Inoltre nel carrello non manca mai un ricco assortimento di prodotti extralimentari, che complessivamente rappresentano oltre il 18% del totale della loro spesa contro il 12% di quella della media dei soci. Si tratta di prodotti per neonati, telefonini, piccoli e grandi elettrodomestici, televisioni: tipici acquisti di chi deve "metter su casa" ex novo.
La concentrazione più forte di cittadini rumeni si registra all'ipercoop di Arezzo (il 3,2% del totale) e proprio qui è stato ricostruito una sorta di identikit dei loro modelli di consumo.

Pollo e zuppe
«Quando andiamo dal dottore, o in visita da qualcuno, nel nostro paese portiamo sempre qualcosa: una buona bottiglia di whisky, un superalcolico». Si usa così, spiega Catalina Diaconescu, giovane rumena, mediatrice culturale di mestiere.
E dato che i prezzi di questi prodotti in Romania sono molto più alti, chi si è stabilito qui per lavoro invia ricchi pacchi dono alle famiglie di origine. Whisky, vini, prodotti per l'igiene della persona, tutto ciò che serve ai neonati. Un discorso a parte merita invece la grappa: «Per molti di noi tende a sostituire il vino, e chi la usa dice che presa prima dei pasti... apre lo stomaco». Del resto, come si suol dire, tutti i gusti...
Le carni di pollo e tacchino poi sono sempre presenti nel carrello della spesa dei cittadini rumeni: « Nella nostra cucina usiamo molto le zuppe e per renderle più consistenti, insieme alle verdure aggiungiamo il pollo». Per il resto usano materie prime non molto diverse dalle nostre, anche se (come è ovvio) diversamente combinate.