L'uso dei chiodi di garofano

Scritto da Giancarlo Fioretti |    Maggio 1999    |    Pag.

Giornalista

Lo sapevate che per ogni chiodo di garofano che finisce nel brodo, ve ne sono almeno dieci che finiscono dentro le boccette dei profumi? Probabilmente no, visto che alle nostre latitudini il chiodo di garofano viene usato principalmente come una spezia alimentare, mentre altrove (nel nord Europa soprattutto) il suo utilizzo si concentra maggiormente nella cosmesi.
Importato in Europa intorno al '500 dai navigatori portoghesi provenienti da Timor e dalle Isole Molucche, il "syzygium aromaticum" (questo il nome scientifico) fu subito studiato dai chimici e dagli alchimisti dell'epoca. Volendo appurare le leggende giunte all'orecchio dei marinai, che narravano delle sue proprietà anestetiche, il chiodo di garofano fu subito sperimentato in farmacia, con risultati più che confortanti. Ancora oggi, del resto, si è tramandata l'usanza di introdurre un chiodo all'interno di un dente dolorante, o sopra una ferita indolenzita. In seguito, quando le isole Molucche passarono sotto l'influenza olandese, i nuovi colonizzatori dell'arcipelago pensarono bene di estrarre dai chiodi ancora freschi un olio essenziale. Quest'olio, ricco di eugenolo, fu subito usato in profumeria, contribuendo per altro al fiorire dell'industria cosmetica belga ed olandese.
L'impiego alimentare di questa spezia si colloca invece intorno al '700, quando il chiodo di garofano iniziò ad essere usato soprattutto per il confezionamento di dolci e creme. La sua presenza divenne massiccia in sud America, ma anche in Italia il chiodo di garofano si diffuse con una certa rapidità. Ai cuochi migliori parve la soluzione ideale per togliere al brodo di pollo quel sapore acuto che, spesso, ne comprometteva il gusto. Poi, lentamente, la spezia fece la sua comparsa in pietanze di cacciagione o di verdure (specialmente quando le verdure in questione sono le cipolle bianche). Il suo uso oggi è equamente diffuso in ogni angolo del territorio nazionale, con una leggera prevalenza nelle regioni settentrionali. Là i piatti di bolliti del Piemonte o le tenere cipolline del trevigiano hanno nel chiodo di garofano un alleato indispensabile per far breccia in ogni palato.