Una nuova legge regionale per dare la giusta dignità agli animali

Scritto da Silvia Amodio |    Febbraio 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Finalmente è stata approvata, lo scorso ottobre, una legge regionale che riconosce agli animali una dignità. Fabio Roggiolani, presidente della commissione Sanità, ha lavorato anni intorno ad un concetto semplice quanto difficile, per alcuni versi, da far entrare nella mentalità comune: «Gli animali non sono oggetti ma soggetti senzienti e in quanto tali vanno rispettati e tutelati. Questa legge nasce dalla necessità di regolare le relazioni tra esseri umani e animali».


Insieme ovunque

Sono oltre 44 milioni, infatti, gli animali che, tra cani, gatti, pesci, uccelli e roditori, vivono nelle nostre case. «Siamo orgogliosi di questa legge - ci spiega Mauro Romanelli, portavoce dei verdi - perché rappresenta un cambio di mentalità». «Con questa legge, che per ora è solo regionale, si dà per scontato che il cane possa accompagnare ovunque il suo padrone: negli esercizi commerciali, negli alberghi, nelle spiagge - sottolinea Roggiolani - salvo dove è espressamente dichiarato il contrario, con una comunicazione che deve essere fatta al sindaco».

La legge spazia in tantissimi ambiti che riguardano gli amici pelosi: dal commercio alle fiere di paese, ai metodi di addestramento, alla vivisezione, al randagismo, alle colonie feline. Tutti punti molto cari agli animalisti, impegnati in molte battaglie che hanno lo scopo di sensibilizzare i cittadini. «Ci sarà sicuramente qualcuno scontento, anche se abbiamo cercato di lavorare in collaborazione con tutte le associazioni intorno ad un tavolo, ma gli aspetti di cui tenere conto sono davvero moltissimi come si può vedere dalla legge che conta ben 43 articoli», conclude Roggiolani.

In casa di cura

Una conquista interessante riguarda la possibilità di portare il proprio animale in casa di cura a patto che il ricoverato sia autosufficiente. «Questa concessione è molto importante, sia per l'animale che non rischia di essere abbandonato, sia per l'anziano», ci spiega la dottoressa Francesca Mugnai dell'associazione Antropozoa. Spesso per molte persone in età avanzata il proprio cane o gatto rappresenta l'unica compagnia e ragione di vita, separarli è davvero un atto crudele.

«Tuttavia si tratta di un inserimento che va monitorato, i cani sono animali complessi, altra cosa è accogliere un uccellino o un criceto, che non devono necessariamente relazionarsi con gli altri ospiti della struttura. Per questo c'è bisogno di figure professionali che sappiano gestire sia le esigenze delle persone, che quelle degli animali», sottolinea Francesca. «Gli animali come cooterapeuti nelle case di cura e negli ospedali sono ormai utilizzati da tempo e rappresentano un supporto fondamentale - spiega la dottoressa - perché aiutano a stabilire una relazione con individui che, per varie ragioni, vivono in una dimensione propria, come nel caso di bambini autistici o di malati di Alzheimer. Si tratta della cosiddetta pet-therapy che può essere d'ausilio in moltissime altre circostanze, dalla depressione ai problemi comportamentali, alla riabilitazione motoria».

L'amica gatta

Che l'ingresso degli animali in alcune strutture sia consentito anche per legge è una grande conquista. La casa di riposo di Montespertoli, in un certo senso, ha anticipato questa normativa.

La gattina Micia è stata adottata dalla signora Gina Bartalucci, che a sua volta l'ha, per così dire, ereditata dalla sua compagna di stanza. Micia è arrivata da sola e con il tempo è stata accettata da tutti. Quando la signora che se ne prendeva cura è morta, Gina ha deciso di accudire la gattina che ormai la segue ovunque. «Questa micina è la mia gioia - racconta l'anziana signora - mi fa compagnia e la sera dorme sulla poltrona accanto al mio letto. Spesso gioca con la pallina e tutti la vogliono accarezzare». Questa piccola presenza porta allegria in un luogo che purtroppo porta con sé anche molta malinconia. Ma la signora Gina è felice in questa casa di cura, è stata sua la scelta di essere ricoverata, anche se è molto giovanile, perché la sua gamba fa i capricci e qui si sente più tranquilla rispetto a casa. I suoi figli, infatti, abitano lontano e non riescono a farle visita spesso, e lei preferisce rimanere in paese dove ha ancora molti amici. «Sicuramente Micia mi fa tanta compagnia e rende le lunghe giornate invernali molto meno noiose», sorride Gina accarezzando la sua gattina.


Fotografie di Silvia Amodio


Notizie correlate

Animali e cultura

Uomo e animali, un rapporto da recuperare


Gli amori di Monika

Vive sulle colline di Pisa con i suoi 37 cani e 109 gatti. E adesso ha bisogno di aiuto