Nuovi contenitori per trasportare la spesa

Scritto da Letizia Coppetti |    Novembre 1997    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Risparmiare shopper
Son tornati i carrellini alla Coop. Avete presente quei piccoli carrelli con due ruote e un manico che vostra nonna ha adoprato per anni per portare a casa la spesa? Erano spariti dalla circolazione, ma oggi affollano di nuovo le entrate dei supermercati. E ad adoprarli non sono più soltanto anziane signore, ma persone di ogni età che, quando vanno a fare la spesa senza l'ausilio dell'automobile, non disdegnano la comodità del capiente carrellino. E questo è solo uno dei sintomi di una nuova filosofia che coinvolge shopper di plastica, di carta, di tessuto.
Ci ha pensato anche la Coop, a dieci anni di distanza da una campagna contro la plastica che portò numerosi Comuni a emettere ordinanze contro la vendita di bottiglie, sacchetti e altri contenitori non biodegradabili e poi, per qualche anno, il governo a tassare gli shopper in plastica. Sull'onda di quella campagna furono lanciati sul mercato i sacchetti in carta, accanto al tentativo di invogliare il consumatore a ritornare all'uso della borsa in tessuto.
E oggi cosa adoprano i clienti per portare a casa la spesa? Nel '95, nei negozi e supermercati della Unicoop Firenze, sono stati venduti oltre 17 milioni di shopper in plastica, che sono saliti nel '96 a 18 milioni e 621 mila. Nello stesso periodo si è assistito ad un crollo delle vendite delle buste in carta riciclata, passate da 903 mila 750 pezzi a 455 mila 500. Queste tendenze si riscontrano anche a livello nazionale: 158 milioni di sacchetti di plastica venduti nel '96, contro un milione e mezzo soltanto di quelli in carta. Una filosofia, quella degli shopper in carta, che non è mai riuscita a conquistare il cuore dei consumatori. Le ragioni sono molteplici: costano di più, sono meno pratici da trasportare, si rompono facilmente, specie se qualche acquisto è bagnato. Oltre tutto, raramente vengono riutilizzati per la spesa: molti li adoprano per raccogliere la carta da riciclare. Il 'guadagno ecologico', che presuppone un forte riutilizzo dei contenitori, si riduce quindi notevolmente.
Si pone dunque la necessità di trovare altre soluzioni, alternative all'uso dilagante della plastica. «Abbiamo deciso di ripensare a tutta la questione e di dare importanza a due esigenze fondamentali - ha detto Fabio Fratini, della direzione marketing dell'Unicoop Firenze -: evitare il più possibile sia gli sprechi che l'inquinamento. E se il sacchetto di carta inquina poco, quello che viene riutilizzato e non gettato via non inquina per niente». Da qui la decisione di Coop di orientare clienti e consumatori ad usare prodotti destinati a essere riutilizzati il maggior numero di volte.
Parte così una campagna di razionalizzazione dell'offerta di borse per fare la spesa in vendita nei negozi e supermercati della cooperativa: spariranno alcuni prodotti, come i sacchetti in carta, le borse in rete e in juta, che i clienti hanno mostrato di non gradire, mentre verrà sostituita la borsa termica con un modello più capiente e funzionale. Sarà poi possibile scegliere fra il classico shopper in plastica, quello realizzato in polietilene a bassa densità (chiamato anche cartene) che riduce il quantitativo di plastica del 40 per cento, la scatola di cartone, la borsa in tessuto non tessuto con manici, la maxi borsa in plastica. Tutti prodotti che possono essere riutilizzati molte volte e, nel casodella plastica, possono servire alla fine per raccogliere la nettezza. Per chi acquista un solo prodotto o compra qualcosa che può bagnare il resto della spesa, sarà anche disponibile, gratis alle casse, un sacchetto simile a quello usato per incartare l'ortofrutta.
La Unicoop ha inoltre distribuito recentemente ai soci 350 mila borse in tessuto: leggere, resistenti, capienti, da piegare e richiudere con una cerniera. Se usate regolarmente potrebbero far risparmiare, in un anno d'uso, fino a 14 milioni di borse in plastica. Il minor carico per l'ambiente e le discariche sarebbe di 250 tonnellate di polietilene. Naturalmente tutto dipende dalla buona volontà dei consumatori. Da una ricerca realizzata da Coop Italia, comunque, ben il 67 per cento delle persone ha dichiarato che sarebbe disposto a spendere di più, in altri tipi di sacchetti, se questa scelta aiutasse maggiormente l'ambiente.