La cannella

Scritto da Giancarlo Fioretti |    Marzo 2000    |    Pag.

Giornalista

Cannella
Ci voleva un chewing-gum dalla confezione invitante per far conoscere ai più giovani il gusto vellutato della cannella. Sì perché, a forza di hamburger e patatine fritte, il palato dei teen-ager corre il serio rischio di smarrire dei sapori che hanno caratterizzato per secoli i nostri cibi. La cannella, in verità, contribuisce solo in minima parte a quella sinfonia che è la cucina italiana. Ma la sua partecipazione spazia per così dire su ogni genere di portata, sia essa dolce che salata. La cannella dà infatti un tocco esotico agli impasti della pasta fresca, quelli a base di ricotta e spinaci. D'altro canto il suo utilizzo in pasticceria è largamente diffuso, specialmente nei dolci privi di creme. Ma è nei freddi pomeriggi invernali che un po' tutti abbiamo avuto a che fare con la cannella. Chi, infatti, non si è mai riscaldato con una bella tazza di vin-brulé? I caldi vapori di questa bevanda emanano nell'aria un profumo di cannella che fa quasi scordare che, in ultima analisi, altro non stiamo facendo che tracannare del vino.
Originaria dell'isola di Sumatra, in Indonesia, la cannella trae il suo nome dalla forma a bastoncino, visto che si tratta della corteccia essiccata di un albero, detto Cinnamomun. Diffusa un po' in tutta l'Asia, questa pianta ha trovato, con il passare dei secoli, il suo habitat naturale nelle foreste del Borneo ma soprattutto nell'isola di Ceylon, ove con il tè costituisce un elemento fondamentale del paesaggio, oltre che dell'economia. I primi a gustarla furono i Fenici che, da abili mercanti quali erano, la proposero su tutti i mercati allora conosciuti. Lo storico greco Erodoto (V secolo a.C.) ne narrava le qualità nei suoi scritti, dimostrando peraltro di sapere che questa spezia veniva prodotta da un albero che può anche superare i dieci metri di altezza. Con la formazione degli imperi coloniali in età moderna la cannella conobbe il suo periodo di massima diffusione. Gli olandesi prima e gli inglesi poi la importarono in quantità copiose in tutta Europa, dove divenne la spezia di gran lunga più diffusa.
L'omologazione alimentare, che da alcuni anni a questa parte sta emarginando tutto ciò che possiede un sapore ben caratterizzato, non ha risparmiato purtroppo neppure la cannella. Allontanato dalle pasticcerie, questo celebre tronchetto (presente in commercio sia al naturale che ridotto in polvere) è stato via via quasi dimenticato dai più giovani, che lo hanno riscoperto solo di recente, appunto sotto forma di gomma da masticare.