Come si forma, come si controlla

Scritto da Rossana De Caro |    Giugno 2008    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Giornali e televisioni. Hanno rilanciato in questi ultimi mesi l'allarme diossina. Prima di tutto, come si forma la diossina, questo nemico invisibile la cui minaccia è stata amplificata dall'emergenza rifiuti in Campania? La materia è complessa, ma per semplificare, diremo che le diossine sono prodotte dalla combustione di materiale organico in presenza di cloro in composti organici clorurati come ad esempio il Pvc. Si possono trovare nel fumi degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e rifiuti clinici, e soprattutto in combustioni a bassa temperatura come quelle di barbecue, camini e stufe. Le diossine si generano anche in assenza di combustione, ad esempio nella sbiancatura della carta e dei tessuti effettuata con cloro e nella produzione di clorofenoli, specie quando la temperatura non è sottoposta ai controlli di routine.

Si depositano in alimenti come carni grasse, latte e latticini, pesce e molluschi ma per fortuna non si fissano su frutta e verdura. L'assunzione giornaliera tramite cibo è tollerata entro una soglia di 10-45 ng/kg di peso corporeo al giorno per gli adulti. I dati disponibili sull'esposizione dei bambini fino ai sei anni indicano una capacità di assorbimento di 27-50 ng/kg di peso corporeo al giorno. Tuttavia, bisogna fare molta attenzione perchè i bambini raggiungono livelli di esposizione alla 2,5 volte superiori rispetto agli adulti e tracce di diossina sono presenti anche nel latte materno. L'aria la polvere e il suolo, non contribuiscono comunque in modo significativo alla contaminazione da parte della popolazione se non in casi straordinari di inquinamento su vasta scala come accadde all'Icmesa di Seveso negli anni 70.

L'inquinamento da diossina non è un'emergenza degli ultimi tempi. La Coop, ad esempio, già dal 1999, ha intensificato con controlli rigorosi e sistematici su alimenti a rischio quali carne, latte e formaggi, l'attenzione su questo inquinante. A tutela della salute dei consumatori la Coop chiede ai propri fornitori una severa selezione delle materie prime, escludendo quelle provenienti dalle zone a rischio. Per i fornitori che producono e acquistano latte in Campania è stato chiesto un piano straordinario di controlli su tutta la filiera. Per la tranquillità di tutti clienti, la Coop informa che la mozzarella di bufala a proprio marchio, proviene da allevamenti dell'alto casertano, ai confini con Lazio e Molise, zona ben lontana dalla aree di criticità. Istituti specializzati e di alto livello come l'Inca, il consorzio interuniversitario nazionale ha effettuato per conto di Coop analisi a catena su tutte le filiere più esposte al rischio. Indagini accurate, quindi, sull'eventuale presenza non solo di diossina ma anche di metalli pesanti e altre sostanze dannose effettuate sistematicamente sia sulle materia prime che sul prodotto finito.


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