Programmi e comici delle tivù locali, dagli anni ʻ80 con Conti e Pieraccioni a oggi

Scritto da Bruno Santini |    Aprile 2009    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Il telespettatore che, negli anni '80, annoiato davanti al suo 24 pollici, avesse "spippolato" con il telecomando alla ricerca di qualcosa che gli procurasse un fremito catodico avrebbe certo trovato il rimedio al suo torpore sintonizzandosi su TeleCentroToscana emittente di proprietà di Mauro Montagni (con gli studi a Calenzano), che ospitava un programma per certi versi rivoluzionario: "Succo d'arancia". Ne erano ideatori e protagonisti Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni.

Il primo già con in testa ben chiari i tempi televisivi (che poi avrebbe saputo mettere al servizio di programmi Rai di grande successo), il secondo con quella irresistibile effervescenza che lo avrebbe portato negli anni a diventare il golden boy del cinema italiano.

 

I tempi doro

Al duo si affiancano ben presto altri artisti "in erba" come Giorgio Panariello, Walter Santillo, Graziano Salvadori, Niki Giustini. L'allegra brigata trasloca su Teleregione dove dà vita a "Vernice Fresca" in un crescendo tangibile di popolarità come sottolineano le parole di Leonardo Scucchi (regista del programma insieme ad Andrea Biagini).

«Fu proprio l'impossibilità di continuare a lavorare negli studi fiorentini di viale Cadorna (a causa dell'afflusso di pubblico non più gestibile in sicurezza) che ci obbligò a trovare una collocazione più ampia. L'ospitalità del Manila di Campi Bisenzio permise il primo salto qualitativo della trasmissione, togliendole quella patina di programma da tv locale».

Nel frattempo si erano aggiunti alla squadra: i Paradigma, Andrea Cambi, Gaetano Gennai, i Due Mendi (Massimo Ceccherini ed Alessandro Paci) e Cristiano Militello a conferma di quella che era diventata un'inesauribile fucina di talenti.

«Una fortunata edizione estiva del 1994 in onda da La bussola di Focette - puntualizza Scucchi - dette il via a quella che sarebbe stata, l'anno successivo, l'edizione più matura del programma "Aria Fresca", in onda su Videomusic e Telemontecarlo, con inaspettati riscontri a livello nazionale, e l'aggiunta di ulteriori protagonisti, come Katia Beni, al tempo reduce dai successi con Le galline».

Ecco riassunto in poche righe il corso storico di un format tutto made in Tuscany che partito da piccole emittenti locali si è saputo poi imporre clamorosamente a livello nazionale così come i suoi protagonisti. Un caso più unico che raro. Irripetibile?

«Per come si sviluppò, per i tempi in cui avvenne e per i talenti che raccoglieva credo proprio di sì - dichiara Alessandro Capasso anima del progetto "Vida Loca" ospitato su Rete 37 (in seconda serata) -. Sarebbe come pensare di potere assistere di nuovo a un "Non Stop" o ad un "Quelli della notte". Sono episodi nella storia dello spettacolo che restano tali, unici e dunque irripetibili».

Dello stesso parere Andrea Muzzi che ha da poco finito le riprese del suo primo film da regista ed interprete (insieme ad Andrea Bruno Savelli) Piove sul bagnato: «potrà ripetersi un fenomeno di successo... ma non di quelle dimensioni.»

«Probabilmente - puntualizza Scucchi - lesito della trasmissione era dovuto a un gruppo di giovani aspiranti al palcoscenico con un ottimale mix di entusiasmo, capacità e serietà nell'affrontare il lavoro. In quest'ottica credo che sia stato fondamentale l'apporto di Carlo Conti in qualità di catalizzatore di tutte le forze in gioco, importante almeno quanto le sue capacità di conduzione».

Oggi: "Vida loca"

Tutto questo accadeva come abbiamo ricordato una ventina (o poco più) di anni fa ma adesso le televisioni locali possono rappresentare ancora un trampolino di lancio per la comicità di casa nostra?

«C'è meno interesse per l'intrattenimento e molto più per approfondimenti e notizie, per non parlare dello sport - puntualizza Capasso -. I pochi sponsor sono veicolati da audience e tematicità, cose che con difficoltà vanno d'accordo con esperimenti ed originalità. È difficile iniziare un progetto comico ed è complicato tenerlo in piedi. Comunque non impossibile. "Vida Loca", per esempio è un programma atipico: sono nove anni di presenza in video con oltre seicento puntate realizzate. Il cast è rimasto sempre lo stesso con l'inserimento eccezionale del solo Andrea Cambi (venuto a mancare prematuramente lo scorso febbraio). Iniziammo in quattro (Pino Guazzo, Ivan Periccioli, Massimo Ceccovecchi ed io) ed abbiamo continuato contro tutte le difficoltà del caso. Adesso siamo ancora in onda, prodotti da una televisione coraggiosa che ci riconosce anche il fatto di aver raggiunto ascolti importanti grazie ad un sempre più nutrito gruppo di veri e propri fan in tutta la Toscana. Andiamo in onda in seconda serata alle ore 23.30 circa su Rete 37 con tanto di replica all'ora di pranzo e notturna ed abbiamo in progetto una versione settimanale di un'ora e mezza che si aggiunge alle puntate quotidiane in cui spicca la bellezza di Cristina De Pin, playmate di marzo di Playboy».

«L'offerta è aumentata e la domanda diminuita e frazionata - prosegue Capasso - difficile far sì che un progetto locale riesca ad imporsi a livello nazionale con la sola forza della messa in onda. Certo trasmettere a migliaia di persone qualcosa che funzioni può svilupparsi in realtà più grandi, ma non credo vi siano talent scout sguinzagliati per il territorio. Oggi nelle reti nazionali basta stare in ufficio, indire un casting e centinaia di artisti si propongono, quindi perché cercare?!»

Più possibilista pare essere Andrea Muzzi che però subito precisa: «Non dimentichiamoci che una volta il proprietario, per esempio, di Canale 10 era un produttore come Cecchi Gori. All'epoca grazie ad una trasmissione sulla sua rete mi trovai a firmare un contratto cinematografico. Comunque anche oggi ci sono buone possibilità per farsi notare. Le emittenti toscane sono molto seguite ed alcune come lo stesso Canale 10 (Odeon) hanno una visibilità nazionale. Molto dipende dal direttore artistico. Mi sembra che gente come Stefano Poli (Rete 37), Teresa Tironi (RTV38) o lo stesso Stefano Barbini di Canale 10 abbiano voglia ed intelligenza per sperimentare. Io da parte mia, sempre su Canale 10 faccio due programmi: nel primo (in onda dal lunedì al sabato alle 14 e in replica alle 19, alle 23 e alle una di notte) mi diverto a fare delle previsioni del tempo comiche e nel secondo, che s'intitola "Terzo tempo" (dal lunedì al venerdì alle ore 14.30, 19 e 23) vesto i panni di un tifoso viola troppo passionale che non riesce ad adattarsi ai canoni di fair play imposti dall'era Della Valle. Ma per quanto riguarda la comicità sto realizzando, anche, per Odeon "Telebidone" la prima trasmissione che ricicla la TV spazzatura».

Auguriamo ai "nipotini" di "Vernice Fresca" un ridente futuro che sappia rinverdire i fasti di Conti & Co.

 

Gli intervistati

  • Leonardo Scucchi, regista televisivo
  • Alessandro Capasso, conduttore televisivo
  • Andrea Muzzi, attore e neo regista

 


Fotografie di Carlo Valentini

 


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