Anna Meacci e Katia Beni, dalla sanità al carrello della spesa

Scritto da Sara Barbanera |    Novembre 2014    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Dipendenti Coop con Anna Meacci e Katia Beni
Dipendenti Coop con Anna Meacci e Katia Beni

Donne, che scherzando dicono la verità. Comiche, che di vizi e vezzi fanno una caricatura che assomiglia un po’ a tutti noi. Far ridere e sorridere del mondo che ci gira intorno, cogliendo nei dettagli il lato più curioso, divertente e inaspettatamente commovente.

Curiosa, sì, la strana coppia di artiste che da qualche tempo si aggira nei corridoi di Unicoop Firenze e che, tra una brioche e una schiacciata, va in cerca di… cosa?

Anna e Katia, Meacci e Beni, se c’è bisogno di aggiungerlo, perché il duo è ormai più che noto. Dopo avere imperversato su e giù per la Toscana con lo spettacolo sul tema della salute e della sanità Ticket & Tac, le due sono già di nuovo all’opera: in cantiere, un capodanno con il botto al Teatro Puccini di Firenze, dove il 30 e il 31 saranno in scena con Non c’è duo senza te e poi… qualcosa che parlerà anche di supermercato, come ci hanno raccontato le due artiste.

Due comiche in giro per Unicoop Firenze. Perché?

Anna. Perché ci siamo accorte che un supermercato è un microcosmo pieno di… tutto! Di aneddoti, incontri, bisticci e battute, di personaggi che arrivano con le richieste più strane. C’è la frenesia del quotidiano, le code e gli sgambetti alla cassa, la complicità fra colleghi, la fatica del lavoro… tutto quello che capita nelle giornate di ciascuno di noi, riprodotto in piccolo.

Katia.  Sì…le persone insomma. Con tutti i loro pregi e difetti che fanno sorridere e arrabbiare, a volte. E fra una parola e l’altra emergono questioni piccole e grandi: saltare la coda o cedere il posto, dire buongiorno e buonasera, sbraitare o fare un sorriso…

Katia Beni

E cosa avete scoperto finora?

Katia. Bè… intanto che il supermercato è un grande palcoscenico: come dietro le quinte, tutto freme, chi si riscalda, chi sistema le ultime cose perché tutto sia perfetto alle 8 in punto… ecco, i dipendenti ci hanno descritto l’apertura come il prima della prima! Non sappiamo ancora se nascerà uno spettacolo, quando e come; per ora stiamo raccogliendo delle “chicche” su soci, clienti, colleghi… un ridere da matti!

Anna. Sì, in magazzino abbiamo visto addirittura la pancia, il motore da cui parte tutto; insomma, un supermercato è un marchingegno complesso pieno sorprese parecchio divertenti.

Katia. Qui alla Coop non ci si annoia di sicuro! Cassiere, fornai, macellai, gente che lavora gomito a gomito, con passione e senso di appartenenza, che sa sdrammatizzare la stanchezza con una battuta e poi si ritrova fuori a cena con le famiglie.

A proposito di donne, il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne. Che dire alle tante donne in Coop e fuori?

Anna Meacci

Katia. Che le donne non devono avere paura né devono strafare: è ancora vero che le donne devono fare le cose due volte meglio degli uomini per essere considerate la metà… ma questo non deve renderci diffidenti o aggressive. Dobbiamo scrollarci di dosso la paura che ci rubino le nostre conquiste, la paura di denunciare le violenze, di collaborare con altre donne e questo vale in un reparto Coop quanto in un ufficio o in teatro. 

Anna. Io dico che c’è ancora tanto da fare, ma tanto! Anche noi artiste un tempo venivamo scartate a priori perché, si sa, le donne non fanno ridere… Dagli anni ‘90 abbiamo fatto tanti passi in avanti, sono gli uomini che non ne fanno nemmeno uno indietro! Non parlo di uguaglianza, perché nessuno è uguale a nessuno, ma di parità; non mi piace fare distinzioni, io lavoro bene con chi è bravo, ma obiettivamente siamo ancora molto lontani dalla parità. Bando ai vittimismi però: io vado avanti comunque come un panzer!